Tour virtuale di Canino

Piazza V. Emanuele e Via Cavour


 

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La Chiesa di Santa Croce (XI sec.)



La pala lignea cinquecentesca raffigurante la “Deposizione”, opera del pittore viterbese Monaldo Trofi che si trova all'interno della Chiesa di Santa Croce

Dopo aver visitato Castelvecchio possiamo ritornare verso Palazzo Bonaparte, e da qui proseguire verso Piazza Vittorio Emanuele.
All’inizio di via Cavour, sulla destra, è visibile un palazzo del tardo ‘500, che conserva, sopra ad un portale in bugne di nenfro, due archetti facenti parte di una loggia databile al XV secolo, le cui colonne sembrano però più antiche.
Poco più avanti, sempre sullo stesso lato, si trova la Chiesa di Santa Croce l’edificio di culto più antico di Canino, ad una sola navata, databile all’XI sec. Questa chiesa, citata in una visita apostolica del 1594 come appartenente ad una locale Confraternita aggregata all’Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, divenne parrocchia nel 1693.
Il portale romanico ricorda nei movimenti dei suoi ornati quello della Chiesa di Santa Cristina di Bolsena, e sopra gli stipiti, sormontati da capitelli romanici fregiati di rade e larghe foglie con rami svolgentesi in fiori rotondi e a figure, poggia l’architrave nel quale continua il motivo ornamentale interrotto al centro con una faccia umana.
Della chiesa fa parte anche la Torre quadrata in blocchi di tufo, detta dell’orologio, che ne costituiva il campanile. La terminazione della Torre, sormontata da un castelletto barocco in ferro battuto, fu cinta nel 1873 da una ringhiera abbattendo la fascia di muro che ne concludeva la sommità. All’interno della chiesa possiamo ammirare un Crocefisso ligneo molto venerato in passato, alcune tele con Santi Domenicani rese scure dal tempo, e soprattutto la pala lignea raffigurante la “Deposizione di Cristo”. Questa opera cinquecentesca del pittore viterbese Monaldo Trofi, è la copia perfetta, resa famosa da una incisione di Marcantonio Raimondi, di un’idea di Raffaello.
Uscendo dalla Chiesa di Santa Croce e proseguendo lungo via Cavour, dopo poco si apre davanti a noi Piazza Vittorio Emanuele, l’antica Piazza Grande o del Mercato.
Nella Piazza, formata attorno alla metà del ‘400 attraverso la demolizione degli antichi edifici medievali, è possibile notare due palazzi realizzati verso la metà del XV secolo. Il Palazzo Miccinelli è un edificio che ha il pianterreno porticato, su cui si aprivano anticamente delle botteghe. L’altro edificio, identificabile con Palazzo Caraceni, aveva anch’esso il piano terreno porticato, ma a seguito di una recente ristrutturazione ha perduto qualsiasi traccia dell’antica struttura. Nella Piazza fu collocata, nella prima metà del XVI secolo, la Fontana farnesiana dodecagonale che agli inizi del XX secolo fu rimontata nell’attuale Piazza De Andreis.
 

 




Piazza Vittorio Emanuele. Veduta di Palazzo Miccinelli (di fronte) e Palazzo Caraceni (a destra)
 





La "Fontana del Cane" in Piazza Vittorio Emanuele,
così come "rimodernata" nel 1958.

Sul lato destro della Piazza possiamo notare la “Fontana del Cane” così chiamata per la presenza di un altorilievo raffigurante un cane, simbolo del paese. Nella seconda metà dell’800 fu demolito un lungo edificio adibito a magazzini, ed al suo posto, verso la fine del XIX secolo, fu eretta una fontana monumentale.
Nel 1958, come ricorda una targa posta nel corpo centrale, il Comune di Canino volle “rimodernare” la fontana sostituendo l’originaria copertura a volta con quella attuale e rimuovendo la scultura raffigurante un grande cane che aveva la testa rivolta verso il Palazzo Comunale.

 

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