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I
Battenti di Altavilla |
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Stanchi, sporchi, laceri
e sudati i devoti di San Pellegrino ripercorrono ogni anno il
cammino dei loro padri per testimoniare la propria fede. |
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di
Giuseppe Moscatelli |
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Martire romano |
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E in effetti le cose stavano ben
diversamente, anche se è vero che San Pellegrino ha percorso una
lunga e tortuosa strada per giungere ad Altavilla.
Il giovane Pellegrino subì il martirio nel 192 sotto l'imperatore
Commodo (che in quello stesso anno morì). Fu sottoposto a supplizi
atroci: le sue membra furono stirate e disarticolate, brutalmente
percosso con verghe e bruciato sui fianchi fu infine flagellato a
morte con fruste piombate. Il suo corpo martoriato fu sepolto in
una grotta nei presi della via Aurelia, a sei miglia da Roma. Le
spoglie del Santo furono poi rinvenute da un presbitero agli inizi
del dodicesimo secolo e traslate a San Lorenzo in Lucina, dove
furono riportate alla luce nel 1605.
Finalmente nel 1780 un frate "cercatore" altavillese, del convento
di Monte Oliveto a Napoli, giunto a Roma con la volontà di
ricercare reliquie di un martire insigne da onorare come patrono e
protettore di Altavilla (forse quello già venerato, San Bernardino
da Siena, non era più prodigo di grazie come un tempo…), ritrovò
nel cimitero di S. Ciriaca le ossa di San Pellegrino che, sembra,
si palesarono a lui con segni ultraterreni. Prelevò l'urna e con
l'autorizzazione del papa la portò con sé ad Altavilla. |
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Qui, accolte dal tripudio popolare,
le sacre spoglie furono ricomposte e rivestite con abiti sfarzosi
di foggia romana. Per garantire maggiore stabilità il Santo fu
sistemato come seduto, con la testa sostenuta da una mano, e trovò
definitiva collocazione nella Chiesa dell'Assunta, sull'altare
della navata destra, dove ancora oggi è venerato.
Il nuovo patrono diede ottima prova di sé, elargendo miracoli in
quantità e attirando gran folla di pellegrini da tutta l'Irpinia e
dal Sannio, al punto che si dovette ampliare la chiesa. La presenza
nel tempio di moltissimi ex-voto testimonia un culto e una fede
nelle virtù taumaturgiche del Santo che il trascorrere dei secoli
non ha offuscato.
Il caso volle che ad uno di questi prodigi assistesse un bambino
che, una volta adulto, avrebbe molto fatto parlare di sé, e non
solo in Irpinia: ci riferiamo a Francesco Forgione, colui che
sarebbe diventato Padre Pio da Pietrelcina. Era il 25 agosto 1899 e
il piccolo Francesco, accompagnato dal padre, poté constatare con i
suoi occhi la guarigione di una bimba disabile che riuscì a
sollevarsi e a camminare in seguito alle implorazioni al Santo
della giovane madre. Questo episodio fu forse all'origine del
particolare legame tra il culto di San Pellegrino e i bambini. La
riflessione che ne seguì ebbe parte importante nella decisione di
Francesco di consacrarsi a Dio. |
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Tutte le foto sono di
Giuseppe Moscatelli e sono state scattate il 24 agosto 2004 ad
Altavilla Irpina |
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