Tutti i Del Giacco del mondo

1° international meeting of Del Giacco family in San Martino Valle Caudina


Vai a parte:  1 | 3

Parte Seconda

Stampa

di Giuseppe Moscatelli

Clicca sull'immagine per corrispondere con l'autore


Oh che bel castello…
 

Clicca per ingrandire l'immagine
Giovanni della Leonessa, figlio di Francesco,
in un dipinto cinquecentesco

  Visto dal corso del paese il castello Pignatelli-Della Leonessa, a San Martino Valle Caudina, si erge frontalmente come una quinta teatrale, quasi sommerso nel verde della vegetazione da cui è come avviluppato: tozzo e massiccio, con la torre e i bastioni, ma ingentilito da una lunga cinta merlata che lo avvolge come in un abbraccio.
Sta lì da oltre mille anni, essendo stato edificato in epoca longobarda, nella prima metà del IX secolo, e di vicende ne ha viste e subite tante: dai fasti medievali al quasi abbandono dei secoli scorsi; dalle demolizioni dei primi anni del novecento, che lo hanno spogliato di un piano e di un'intera ala, fino alla rinascita dei giorni nostri, il cui merito va agli attuali proprietari.
Per raggiungerlo occorre superare una prima porta che immette in una stradina lastricata che conduce ad una seconda porta che si apre su un delizioso cortile.
 

  Il castello dispone di una cappella gentilizia che nel 1706 fu consacrata da un cardinal Orsini che, a giudicare dal nome che ci suona familiare, potrebbe essere uno delle nostre parti. Vi è un secondo cortile, più grande e importante: lo si può raggiungere percorrendo una scala a gradoni che attraversa un androne. Un tempo da qui passavano anche i cavalli, con le armi, i cavalieri, le vettovaglie e tutto quanto necessario alla vita nel castello: questo spiega l'ampiezza e la comodità della rampa.
Dal cortile principale, attraverso una grande scala esterna, si raggiunge il piano nobile con gli ambienti residenziali. Nel castello, ai tempi d'oro, la famiglia ducale viveva affiancata da una corte di quasi cinquanta persone tra servitori, armigeri e dame di compagnia. Le stanze sono arredate con mobili d'epoca, alle pareti si possono ammirare dipinti antichi.
Il più bel salone del castello è quello dedicato ai fasti della famiglia Della Leonessa. E' interamente affrescato, sulle pareti e sulla volta, ed è come un libro di storia aperto. Gli affreschi, i cui quadri principali sono illustrati da didascalie esplicative, risalgono al diciassettesimo-diciottesimo secolo e risultano ben conservati. Vediamo Guglielmo della Leonessa che riceve da Carlo I D'Angiò nel 1278 la contea di Montesarchio; suo figlio Giovanni nominato maresciallo del Regno dal Re Carlo II nel 1292; Carlo della Leonessa, figlio di Giovanni, confermato dal re nella contea di Airola nel 1309; e ancora Carlotto della Leonessa nominato dal Re Carlo III generale del Regno di Napoli nel 1381…
La decorazione è completata da stemmi araldici, armi, scudi, stendardi, fogliame e fregi architettonici. Su tutti domina lo stemma del casato Della Leonessa: uno scudo sorretto da due leoni rampanti nel cui interno cinque gigli d'oro (ed anche questo motivo ci appare familiare) su scacchi bordò si alternano con riquadri bianchi che formano al centro una croce. Numerosi anche gli stemmi bipartiti che celebrano i matrimoni tra i Della Leonessa e altri nobili casati.
 

 
Clicca per ingrandire l'immagine
Papa Innocenzo XII, antenato dei Pignatelli-Della Leonessa
 
 
Clicca per ingrandire l'immagine
L'arme dei Della Leonessa affrescato nel salone del castello
 

Clicca per ingrandire l'immagine
Stemma Della Leonessa
Ianvilla affrescato nel salone del castello

 

Clicca per ingrandire l'immagine
Soffitto del salone con emblema araldico Della Leonessa

  Il poderoso mastio del castello si sviluppa su tre livelli, più uno sotterraneo un tempo adibito a prigione. E che prigione… basti dire che il possente muro esterno misura qualcosa come cinque metri di spessore!
Uscendo in giardino il nostro sguardo verso la valle è condizionato dall'ampia cinta muraria merlata che chiude al suo interno la sommità del colle ove sorge il castello. Si racconta che un tempo la giovane e bella duchessa che vi abitava trascorresse nella tristezza le sue giornate per il fatto che al di qua delle mura non c'era che terra arida e brulla, pressoché una pietraia, dove non attecchiva una pianta né un fiore. Fu così che le donne del paese per consolarla e farle tornare il sorriso trasportarono per giorni e giorni sulla loro testa grandi gerle di terra fino a riempire la pietraia che divenne così un meraviglioso giardino dove ancor oggi crescono fiori, piante ed alberi da frutta.
E' in questo castello che nel 1684 giunse il primo Del Giacco di San Martino Valle Caudina: si chiamava Francesco e arrivò al seguito di Fabio Maria della Leonessa…
 


Vai a parte:  1 | 3

TORNA SU