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Parte Seconda

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di Anzio Risi

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La Seconda Genesi: riscoperta di un gruppo rock

Ma chi erano quelli della Seconda Genesi?
Per molti i loro nomi risulteranno familiari: Sandro Leoni (batteria), Nazzareno Spaccia (basso), Giambattista Bonavera (sax, flauto), Alberto Rocchetti (voce solista e tastiere), Paride De Carli (chitarra); e questo perché sono nati e vissuti tra Canino, Piansano e Montalto.
  Non possiamo, dunque, esimerci dall’indagare sulla storia, sulle origini di questo gruppo, quali le motivazioni, i percorsi di ciascun artista, e chi poteva accompagnarci in questo viaggio se non un protagonista della vicenda?
  Il nostro Virgilio sarà Sandro Leoni (caninese da sempre), e insieme a lui ripercorreremo quegli anni musicali di grande fascino.

Sandro, come nasce la Seconda Genesi?
Posso dire che non fu certo un progetto costruito a tavolino, ma nacque dall’incontro tra diversi artisti che nel corso degli anni ebbero la possibilità di maturare ed affinare la loro cultura musicale in ambienti diversi.

Raccontaci la tua esperienza.
Per quanto mi riguarda tutto ha inizio nei primi anni ’60 l’epoca in cui i grandi gruppi pop come i Beatles o gli Shadows facevano sognare i giovani della mia età, ed io suonavo con un gruppo di Canino: gli Happy Boys, in cui c’erano l’indimenticato maestro Martino Fontana, Lucio Lucentini, Giuseppe Pompili, Giovanni Ancellotti e Paride De Carli.
Soprattutto io e Paride avvertivamo in cuor nostro l’impulso irrefrenabile a nuove esperienze, evadere da un ambiente che ci appariva angusto e limitante. Nel 1966, dopo aver formato un nostro gruppo, ci si presentò l’occasione di poter suonare in un famoso locale di Genova, il Peppermint, e così chiamammo la nostra band Peppermint Group. L’atmosfera che si respirava in quel locale era delle più stimolanti, insieme a noi si esibivano molti altri gruppi tra cui i Trolls, i Jet, i Rokketti, i Ghigo, e questo ci offrì la possibilità di partecipare, a Rapallo, al famoso concorso nazionale Davoli insieme ad oltre mille complessi di tutta Italia.
La voglia di viaggiare, di fare nuove esperienze, di confrontarsi con nuovi generi musicali era fortissima. Così nel 1969 Paride De Carli, io, Loris Maranci, Enrico Pacchiarotti e Alfredo Bove, formammo un nuovo gruppo, i Mhanas, e ci imbarcammo come band sulla nave Eugenio C. che in quel periodo faceva delle crociere in Sud America.

Un bel periodo di vacanza, dunque?
Certamente, ma che ci ha offerto la possibilità di fare delle esperienze altrimenti impossibili. Ricordo che una sera, in viaggio per Buenos Aires, si trovava a bordo il mitico Vinicius De Moraes e sentendoci suonare si aggregò a noi. L’improvvisata jam-session durò fino all’alba, con il pubblico che chiedeva continui bis del famoso brano La ragazza di Ipanema, ma quello che più ci commosse e lusingò fu l’apprezzamento del grande artista nei nostri confronti.
L'esperienza continuò per altri due anni sulla turbonave Flavia Costa, che effettuava delle crociere tra Miami e Nassau nelle Bahamas.

E poi?
Le offerte non ci sono mancate però, sembra strano a dirsi (sembrerebbe una contraddizione con tutto ciò che avevamo fatto fino a quel momento), avevamo un desiderio matto di ritornare in Italia, cosa che facemmo nel 1971 dopo aver sciolto i Mhanas.
Bisogna dire che al nostro ritorno il panorama musicale era profondamente cambiato, ed anche noi lo eravamo. L’epoca del beat era al tramonto, nuovi gruppi, nuovi generi stavano emergendo e senza rinnegare nulla di quello che avevamo fatto, sentivamo il bisogno di qualcosa di nuovo, di diverso.

Come si concretizzò questa vostra aspirazione?
Come dicevo all’inizio, il percorso che portò alla costituzione della Seconda Genesi fu dovuto all’incontro tra diversi musicisti che fino a quel momento avevano percorso strade diverse. Il sottoscritto, Paride De Carli, Nazzareno Spaccia, Giambattista Bonavera, Alberto Rocchetti (fratello di Santino che suonava nei famosi Rokketti), eravamo tutti motivati a fondere le nostre precedenti esperienze in qualcosa di nuovo e diverso.
L’opportunità ci fu offerta nel 1972 dalla Picci Records di Roma per la quale incidemmo il primo ed unico album della Seconda Genesi : Tutto deve finire.
Un’esperienza di cui conservo un bellissimo ricordo ancora a molti anni di distanza, e che sicuramente ha segnato tutta la mia carriera artistica.

Cosa pensi di questo rinnovato interesse per quell’album, mi riferisco alla sua recente ristampa in vinile e in CD?
Indubbiamente la cosa mi ha fatto molto piacere, e debbo ringraziare la Comet Records per la sua iniziativa.

Rimpianti?
No, assolutamente nessuno. Mi è piaciuto molto fare quello che ho fatto, quando l’ho fatto. 

 
 
 
 
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Paride De Carli (a sinistra) e Sandro Leoni negli Happy Boys Canino, 1963
 
I Peppermint Group
Paride De Carli (dietro, il terzo da sinistra) e Sandro Leoni (avanti, il secondo da sinistra).
Genova, 1966
 

I Mhanas sulla Flavia Costa alle Bahamas, 1969
 

Batteria: Sandro Leoni
Basso: Enrico
Pacchiarotti
Voce: Loris Maranci
Tastiere: Alfredo Bove
Chitarra: Paride De Carli
 
I Mhanas insieme ad altri artisti sulla Flavia Costa, 1969
 
La "mitica" copertina originale del 33giri Tutto deve finire, 1972