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I due cenotafi della Cappella Bonaparte a Canino
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Due cenotafi nella Cappella Bonaparte |
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di
Giulia Item |
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| All’ingresso della
Cappella Bonaparte, posti
rispettivamente alla nostra
destra e alla nostra sinistra,
furono collocati i due cenotafi
che Luciano volle in ricordo del
padre e della prima moglie.
Dalle iscrizioni inserite nel
pavimento e poste proprio
davanti a ciascuna opera,
possiamo dedurre la data in cui
furono inaugurate: (davanti al
busto di Carlo Bonaparte, padre) |
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Interno della Cappella
Bonaparte
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«LE PREMIER MAIS 1806/
LUCIEN BONAPARTE A CONSACRÉ/ CE
MONUMENT DE PIETÉ FILIALE/ À LA
MÉMOIRE TOUJOURS CHÈRE/ DE
CHARLES BONAPARTE SON PÈRE/ NÈ À
AIACCIO EN CORSE/ MORT À
MONTPELLIER À L’ÂGE DE TRENTE
SIX ANS»; (davanti al sarcofago
di Cristina Boyer, prima moglie
) «LE PREMIER MAIS/ LUCIEN
BONAPARTE A CONSACRÉ/ CE
MONUMENT DE PIETÉ CONJUGALE/ À
LA MÉMOIRE TOUJOURS CHÈRE/ DE
CRISTINE BOYER SA PREMIÈRE
FEMME/ NÉE À S. MAXIMIN EN
PROVENCE/ MORTE À PARIS À L’ÂGE
DE VINGT-SIX ANS».
Dunque, nel 1806 Luciano Bonaparte commissionò le opere in onore di due
persone a lui particolarmente
care e scomparse prematuramente.
Con molta probabilità l’allora
Senatore dovette tenere con sé a
Frascati [nota10] le opere, in quanto
non sono pervenute notizie più
precise a proposito di una loro
collocazione nel periodo di
tempo che va dal 1806 al 1808.
Una volta trasferitosi a Canino,
infatti, egli le fece
trasportare nella cappella
privata della Rocca di Musignano
dove viveva con la famiglia.
Bisogna infatti ricordare che,
all’arrivo dei Bonaparte nei
nuovi territori acquisiti dal
1808 , all’interno del castello
fu trovata una chiesetta
decorata con pitture murali del
Quattrocento in pessimo stato di
conservazione. Luciano pensò di
abbandonarla e di far erigere
una nuova cappella nella stessa
rocca e, per questo motivo, fu
adibita una grande stanza
ricavata dalla ricostruzione
delle rovine farnesiane
[nota11]. Alla
morte di Luciano i due cenotafi
cambiarono collocazione in
quanto, per volere di Alexandrine, andarono ad
accompagnare il sepolcro del
principe nella cappella
gentilizia nella Collegiata
caninense. Infine, essendo la
principessa decisa ad adempiere
alle ultime volontà del
consorte, ed essendo stata
venduta ai Torlonia nel 1853 la
precedente cappella, l’anno
successivo fu aperta una nuova
cappella Bonaparte: a questa
data le due sculture andarono ad
occupare la collocazione che
ancora oggi le vede all’ingresso
della costruzione, con
l’aggiunta delle iscrizioni
sopraccitate.
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La letteratura che si
è occupata dell’argomento, ha
sempre attribuito le due opere
allo scultore franco-romano
F.M.Laboureur, ma è soltanto
attraverso un attento riesame
della produzione di questo
artista, e dal confronto di tale
produzione con i cenotafi, che
si potrà affermare con sicurezza
la paternità delle due sculture
che purtroppo, mancano di una
documentazione d’archivio che
possa dare basi certe a
qualsiasi attribuzione.
Tanto per cominciare ad
inquadrare stilisticamente le
due opere, diremo che esse sono
perfettamente ascrivibili al
Neoclassicismo, tendenza
dominante all’epoca della loro
realizzazione. Evidentemente
Luciano, particolarmente
sensibile all’arte di qualità
[nota12]
e attratto comunque dall’idea di
commissionare opere in linea con
le correnti a lui contemporanee,
volle approfittare della
possibilità di avere per sé un
artista specializzato nella
produzione di monumenti
funerari, dallo stile non molto
lontano da quello del più noto
maestro Canova. I contatti non
dovettero essere difficili da
avviare in quanto Laboureur fu
tra gli artisti favoriti dal
cardinale Fesch; inoltre
l’artista, a partire dal 1802,
fu accademico di S.Luca: Luciano
venne introdotto in Accademia
dallo stesso cardinale nel 1804.
Non è difficile immaginare,
dunque, che già prima della data
a cui risale la realizzazione
delle opere ci furono favorevoli
contatti e scambi di idee tra
l’allora Senatore e l’artista . |
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Note:
10 Un’informazione che può rafforzare quest’ipotesi
la ritroviamo in un testo del 1945: “La Melancolie déposant une
gurlande de cypres sur une rne cinéraire.Figure destineé au tombeau
de la premiere femme de Lucien Bonaparte, Cristine Boyer, à Frascati
par Marin” (sic!). Cfr. L.Réau, Les sculpteurs français en Italie,
Parigi 1945, pag.116.
11 A.Serafini, Musignano, Roma 1920, pagg.165-166
12 Luciano affiancò alla collezione di dipinti anche una
costituita da materiale ‘classico’, acquistato da altre collezioni o
proveniente direttamente da scavi; tra i vari pezzi, anche busti
dell’epoca repubblicana o tardo-repubblicana. Cfr. M.Natoli, cit.,
1995, pag.68.
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