La collezione di dipinti di Luciano Bonaparte

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di Anzio Risi

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Vendita e dispersione della collezione
  Nel 1808 i rapporti tra Luciano e Napoleone si erano fatti, se possibile, ancor più difficili dopo i falliti tentativi di riconciliazione prima a Milano, poi a Mantova.
Nel febbraio 1808 Luciano aveva acquistato i beni posseduti dalla Camera Apostolica a Canino costituiti da circa 8.000 ettari di terreni, dal Castello di Musignano e dalla Rocca Farnese che si trovava nella cittadina.
Sempre nello stesso periodo Roma fu occupata dalle armate francesi e Napoleone intimò al fratello “più romano del papa”, di recarsi a Firenze pena l’arresto. Luciano giunse nella città toscana nell’aprile 1808 proseguendo, come a Roma, ad acquistare dipinti dalle nobili famiglie locali. Provengono dalla collezione dei marchesi Riccardi il “Ritratto della Duchessa Sforza” di Tiziano, i “Quattro Evangelisti” di Carlo Dolci, il “Cardinal Giulio dei Medici” dello Zuccari. Sempre dalla galleria Riccardi provengono i due “Tondi” raffiguranti due profeti opera attribuita a Fra Bartolomeo e di scuola fiorentina (circa 1530-1540) che furono donati, nel 1809, da Luciano alla Chiesa Collegiata di Canino dove si trovano tutt’ora.


 

 

 
N. Poussin, "La strage degli innocenti"
 

Anonimo fiorentino (1530-1540), "Tondi raffiguranti due profeti"
 
 

Bronzino, "Ritratto di Giovane con libro"
 
Mariotto Albertinelli (1474-1515), "Madonna con Bambino e Santi"
 

Guido Reni, "Cristo di Pietà"
 
 

  
  Lasciata Firenze, Luciano giunse il 15 agosto 1808 a Canino per prendere possesso delle proprietà da poco acquistate. Nella cittadina del viterbese rimase poco tempo, anche perché era convinto che Napoleone lo avrebbe fatto arrestare. Decise così di fuggire per l’America su un brigantino, ma la sorte volle che venisse catturato dagli inglesi al largo della Sardegna, Luciano fu portato prima a Malta, poi in Inghilterra, dove giungerà verso la metà del 1810.
La vita dispendiosa condotta in Italia aveva prosciugato le sue finanze, ed in vista della partenza per l’America si era fatto prestare dei soldi dal banchiere Giovanni Torlonia ed affidato i propri affari all’abate Colonna perché li curasse. In Inghilterra il suo stile di vita non mutò, deciso ad acquistare una lussuosa residenza nel Worchesteshire aveva chiesto un prestito al banchiere Le Mazurier nella cui banca aveva investito notevoli quantità di denaro. Il fallimento del banco Le Mazurier fu fatale per Luciano, assillato dai creditori chiese alcuni prestiti alla madre e ad altri fidati amici oltre che a dare ordine di vendere quanto era possibile dei suoi beni romani, quadri compresi. Rientrato a Roma nel 1814, accanto alla gioia per la nomina a Principe di Canino conferitagli da Pio VII c’erano i dolori provocati dalla sua crisi finanziaria.
Nel 1815 fu organizzata, a Londra, una vendita all’asta di alcuni dipinti della sua collezione; nel 1816 aveva inviato ad un antiquario inglese, perché li vendesse, 95 dipinti; nel 1820 le tele provenienti dalla collezione Giustiniani, tra cui la “Strage degli innocenti” di Poussin, il “Cieco nato” di Ludovico Carracci e la “Madonna dei candelabri” di Raffaello, furono vendute a Maria Luisa di Borbone duchessa di Lucca. In questo periodo Luciano fu costretto a ridimensionare il suo stile di vita, lasciò Roma e lo splendido Palazzo Nuñez per una modesta abitazione a Viterbo. Sempre per far fronte ai debiti dovette vendere nel 1820 la villa “Ruffinella” alla principessa Chablais e, nel 1823, Palazzo Nuñez al fratello Gerolamo. 

  Nel 1825 chiese al governo pontificio di poter vendere 5 dipinti sui 15 che gli restavano, altri 9 furono inviati prima a Rotterdam, poi a Parigi, dove rimasero fino a dopo la sua morte quando la moglie, Alexandrine de Bleschamp, ne venderà alcuni (1847) tra cui il “Sonno del Bambino Gesù” di Raffaello.
Della preziosa collezione di Luciano non rimaneva quasi più nulla, a parte i dipinti di famiglia e quelli che si trovavano nella sua residenza di Musignano tra cui il ritratto di Pio VII del Wicar e un olio su tavola raffigurante una “Madonna con Bambino e Santi” opera attribuita al pittore fiorentino Mariotto Albertinelli (1474-1515) che oggi si trovano nella Chiesa Collegiata di Canino.

 

J.B. Wicar, "Pio VII"
 

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