La vita di Carlotta (Lolotte) Bonaparte,
 primogenita di Luciano

Luciano Bonaparte >> Carlotta Bonaparte >> Parte Seconda


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di Luigi Buda

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  Fu a questo punto che Napoleone cominciò a fare dei progetti su di lei e che tipo di progetti fossero lo spiega nelle sue “Memorie“ Luciano: “L’imperatore“ – egli scrive – “mi domandò che età aveva mia figlia maggiore Carlotta. Gli dissi: quattordici anni. Mi rispose: “se foste entrato nelle mie idee“ - si trattava sempre del suo divorzio da Alexandrine, che era per Napoleone un’idea fissa – “l’avrei già fidanzata al Principe delle Asturie o a qualche altro Principe o, chi sa, forse a un grande Imperatore“.
D’altra parte che Napoleone avesse qualche gran disegno sull’avvenire della nipote è dimostrato dal fatto che quando Luciano, per inaugurare il suo palazzo romano in via Condotti, dette un grande ballo che doveva servire anche a presentare sua figlia alla società romana, ella fu veramente riverita come una futura sovrana, con moltissimi omaggi che ella ricevette senza timidezza alcuna e in maniera tale da dimostrare chiaramente di poter sedere sui vari troni che le attribuivano : da quello di Etruria a quello di Spagna e da questo all’ultimo e il più alto di tutti , il trono imperiale di Francia.
Luciano però non fu mai tanto disponibile a far partire Lolotte per la Francia, anzi tergiversò per più di due anni finché poi cedette alle pressanti richieste fattegli da tutti i famigliari e in special modo dalla madre Letizia, che sperava con l’arrivo della giovane Lolotte alle Tuileries imperiali di riappacificare Luciano e Napoleone, dato che quest’ultimo sembrava dimostrare un vivo interesse, malgrado l’apparente disprezzo, per questo fratello ribelle, tempestando di domande i suoi emissari che trattavano con il Principe di Canino la partenza della figlia per Parigi: cosa faceva Luciano? Come viveva? Come era sua moglie? Era di nuovo incinta? Che tipo di paese era Canino? Cosa dicevano i contadini? Era vero che Luciano stava scrivendo un poema? Lolotte era carina e istruita?
 

 
 
 
 


Palazzo Bonaparte a Canino
 
 
 
 
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Ritratto di Luciano Bonaparte
 
 
 
 

Così Lolotte partì, giungendo a Parigi l’8 Marzo 1810 e ben presto fu presentata a corte dove però non si trovò affatto a suo agio visto le ferree regole che l’etichetta di corte le imponeva. Mentre lei, vissuta tra Roma e la Maremma, nelle campagne di Canino a contatto con la vita rozza e primitiva di quei contadini che con le loro famiglie popolavano allora quelle malsane campagne che lei stessa contribuiva con i suoi studi a far bonificare, sentiva l’istintivo bisogno della libertà. Inoltre, tramontato il disegno matrimoniale di Napoleone su di lei, Lolotte sempre più annoiata di quell’ambiente che era quasi arrivata al punto di detestare, nelle sue lettere ai genitori, raccontava tutti i pettegolezzi sulla famiglia imperiale dei quali veniva informata da una cameriera, iniziando poi a ridicolizzare tutti i pretendenti che mano a mano gli venivano presentati: il Principe delle Asturie, troppo brutto; il Granduca di Wurtzburg, troppo vecchio, e ben presto pregò il padre di richiamarla presso di se.
D’altronde Luciano non poteva sopportare che per sua figlia, si era scesi dal trono imperiale, o da quello secolare di Spagna a un semplice Granduca di Wurtzburg e scriveva a Napoleone che tardava a lasciar ritornare a Canino Lolotte: “ se Voi non mi rendete mia figlia, sfidando il mio esilio e i Vostri ordini, verrò a riprendermela fin nelle sale delle Tuilieries“.
E sarebbe stato capace di farlo, tanto che Napoleone, che conosceva bene la tenacia di Luciano acconsentì alla partenza.
Lolotte lasciò quindi Parigi senza rimpianti e ritornò a Roma e al suo caro castello di Musignano, ritrovando i suoi amici, tra i quali il Principe di Prossedi Mario Gabrielli, che sposerà qualche anno dopo .
 

Bibliografia:
D.Angeli – I Bonaparte a Roma. A.Donati – Luciano Bonaparte Principe di Canino. F.Piètri – Lucien Bonaparte. A. Pietromarchi – Luciano Bonaparte Principe romano.

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