Le passioni del Principe
Luciano Bonaparte e le donne: amante appassionato, marito premuroso e incorreggibile Don Giovanni

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di Giuseppe Moscatelli

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Ambasciator cortese

  Le cose veramente non erano andate sempre così. Luciano aveva dimostrato un'iniziale e convinta adesione ai programmi "imperiali" del fratello, tanto da svolgere un ruolo determinante nel colpo di stato del 9 novembre 1799 (il 18 brumaio), allorché Napoleone, facendo irruzione con i suoi armigeri nella sala dove era riunita l'assemblea dei 500, fu accolto al grido di "morte al tiranno" e si beccò pure una pugnalata, rischiando di lasciarci le penne. Luciano, che presiedeva l'assemblea, con grande abilità oratoria, non priva di enfatica teatralità, riuscì a rivolgerne le sorti a favore del fratello che sciolse il Direttorio e divenne Primo Console: come dire un re sotto insegne repubblicane.
Luciano era pronto per un incarico importante: fu nominato ministro dell'interno.
 

 
 


Luciano Bonaparte
 
 

 
 
 
 
 

 
 
 

  
  Napoleone tuttavia cominciò a temere che quel fratello dal carattere così risoluto, quasi sfrontato, potesse in qualche modo offuscare la sua personalità. Quale miglior rimedio che allontanarlo da Parigi nominandolo ambasciatore? Far le ambasciate equivaleva sostanzialmente a dire vita gaudente, feste, lusso, banchetti e donne. E quale posto migliore per sfogare la giovanile esuberanza del venticinquenne Luciano se non la caliente Spagna? Nel novembre del 1800 fu quindi nominato ambasciatore a Madrid.
Luciano aveva sempre manifestato una particolare inclinazione per il gentil sesso: un pò per il suo temperamento romantico, un pò per la sua natura sensuale e per la tensione erotica da cui era costantemente pervaso. Ma come il primo non riuscì a temperare la seconda, così quest'ultima non prese mai il sopravvento sul primo: Luciano, pur tradendole frequentemente, adorò le sue mogli, la prima Cristina Boyer e la seconda Alessandrina di Bleschamp, tanto da venire in definitivo urto con il fratello che si ostinava a prefigurare divorzi in vista di più nobili sponsali. Ma andiamo con ordine.
Luciano è giovane, ricco, prestante e ricopre un incarico prestigioso a Madrid. Quale miglior passaporto per una gioiosa "movida" ante litteram?
A Madrid Luciano visse da libertino, inanellando una conquista dietro l'altra. Egli stesso ne parla, seppur con un velo di comprensibile riserbo, nelle sue Memorie Segrete. Veniamo così a sapere di signore dell'alta società, mogli e madri rispettabili, sensibili al fascino del Francese.
 

  Che incappò anche in qualche disavventura: come quando un marito "oltraggiato" lo sfidò a duello. Luciano, sprezzante, non si presentò neanche all'appuntamento. Andò peggio alla signora sua complice nella tresca, che dovette ritirarsi in convento a meditare sulle sue colpe. 
  Ma se il nostro accenna a qualche avventura galante di alto o medio rango, possiamo ben immaginare l'esercito di serve, fantesche, contadine, ostesse e cameriere sotteso alla sua narrazione. E non c'è da meravigliarsene, considerando le condizioni socio-economiche della Spagna all'inizio del XIX secolo.
A Madrid tuttavia Luciano conobbe anche la passione: la più intensa e travolgente che si possa immaginare, nella persona della marchesa Ana Maria di Santa Cruz
 

 
 

 
 

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