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Le passioni del Principe
Luciano Bonaparte e le donne: amante appassionato, marito premuroso e
incorreggibile Don Giovanni |
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Parte:
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di
Giuseppe Moscatelli |
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Cristina Boyer,
l'angelo del focolare
Tra Luciano Bonaparte sposò giovanissimo Cristina Boyer: aveva appena
compiuto diciannove anni; la sposa ne aveva ventuno. Cristina era
la figlia illetterata di un affittacamere di Saint Maximin. Luciano
fu letteralmente rapito dalla sua grazia e dolcezza straordinarie e
dal suo carattere mite e remissivo e decise di sposarla senza
indugio, incurante del dissenso dell'ingombrante fratello che
avrebbe voluto gestire le faccende famigliari con il piglio e la
determinazione dell'uomo d'armi e soprattutto sempre interessato a
intrecciare alleanze dinastiche utili ai suoi progetti.
A quest'epoca risale la prima rottura con Napoleone che portò
Luciano e la sua famiglia a dover lasciare Parigi. La
ricomposizione avverrà nel 1797, per iniziativa di Cristina. Dopo
tre anni di matrimonio infatti la coppia non doveva passarsela
troppo bene e Cristina era alla sua terza gravidanza… Emerge da ciò
un altro aspetto particolare del personaggio Luciano che vogliamo
accennare: sarà dipeso dalla sua bulimia sessuale o più
semplicemente dal fatto che amava la famiglia numerosa, fatto sta
che le sue mogli (Cristina, come in seguito Alessandrina) erano
sempre incinte. La cosa aveva colpito anche Napoleone, che non
mancava mai di chiedere ai suoi emissari presso il fratello se la
moglie di Luciano fosse di nuovo incinta!
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Christine Boyer
(A.J.Gros, Louvre) |
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Dunque Cristina prese carta e penna e scrisse al Generale... La lettera
ci è pervenuta, ed è un capolavoro di sottigliezza psicologica in
cui si avverte tutta la sapiente diplomazia di Luciano che sapeva
bene quali registri toccare per raggiungere le corde più intime del
fratello. "Non ci rinnegherete perché siamo poveri"
esordisce Cristina-Luciano, "dopo tutto siete nostro fratello e
i miei figli sono i vostri unici nipoti". Luciano lancia la sua
stoccata, sapendo Napoleone ben sensibile ai legami di sangue, dopo
aver solleticato vanità e amor proprio del fratello ("vorrei
riparare il dolore che il mio matrimonio vi ha procurato") e
offrendo, per bocca di Cristina, un'apparente resipiscenza e
sottomissione.
Napoleone, che aveva un cuore e soprattutto aveva bisogno
dell'intelligenza e della spavalderia giovanile di quel fratello
ribelle, si lasciò conquistare e i due si riconciliarono. Luciano,
divenuto acceso sostenitore e in parte artefice delle fortune del
fratello (abbiamo già ricordato le vicende del 18 brumaio), fu
premiato con la nomina a ministro dell'interno. Purtroppo Cristina
non poté godere a lungo della ritrovata armonia e delle nuove
fortune del marito: bella e solare come rosa di campo ma fragile e
delicata come un "pallido giacinto" di lì a tre anni morì,
lasciando Luciano nell'angoscia più profonda, anche se confortato
dalle due figlie che da lei aveva avuto: Carlotta e Cristina,
confidenzialmente Lolotte e Lili.
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Il ricordo
della prima moglie tuttavia non abbandonerà mai Luciano che farà
costruire per lei il bellissimo monumento funebre, opera dello
scultore neoclassico Massimiliano Laboureur, che possiamo ammirare
nella chiesa collegiata di Canino: una grande urna sulla cui
fiancata è scolpito in bassorilievo un angelo piangente sovrastato
da una malinconica figura muliebre seduta sul coperchio.
Intanto però Napoleone non rinunciava ai suoi progetti: Luciano
stava per essere nominato ambasciatore in Spagna. Un'altra donna,
ben diversa da Cristina per età, cultura, esperienze avrebbe
occupato il suo cuore...
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