Le passioni del Principe
Luciano Bonaparte e le donne: amante appassionato, marito premuroso e incorreggibile Don Giovanni

Luciano Bonaparte >> Le passioni del Principe >> Parte Quinta


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di Giuseppe Moscatelli

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Alessandrina di Bleschamp, la maliarda

  L'ambasciata in Spagna si era conclusa bene per Luciano che aveva incrementato oltre ogni più rosea aspettativa le sue risorse finanziarie, tanto da essere diventato per sua stessa ammissione "il più ricco della famiglia". Non solo, in Spagna Luciano aveva ritrovato la passione nella persona della marchesa de Santa Cruz che lo aveva addirittura seguito a Parigi. Tutto sembrava procedere al meglio e la nuova compagna si era ben ambientata al punto che in suo onore si erano tenuti fastosi ricevimenti.
E' a questo punto che Luciano con uno di quei repentini colpi di testa che tanto irritavano Napoleone decise di dare una svolta del tutto imprevedibile alla sua vicenda umana: nella sua vita era entrata Alessandrina di Bleschamp. Non è chiaro come ciò sia avvenuto, possiamo solo dire che la passione fu fulminea e inesorabile: appena la conobbe si piazzò subito, da padrona, a casa di Luciano. Alessandrina, già vedova Jonberthon, aveva solo 24 anni (tre meno di Luciano). Per la marchesa de Santa Cruz, ormai quarantenne, non poteva esserci contesa: fu così che la nobildonna spagnola si determinò ad emigrare in Italia.
 

 


Alexandrine de Bleschamp
 
 

 
 
 
 
 

 
 
 

  
  Alessandrina, nonostante la giovane età, aveva un passato già chiacchierato, segno che il suo matrimonio con l'anziano agente di cambio Jonberthon non era stato dei più inappuntabili. Secondo l'acuta descrizione di un famiglio di Luciano la signora era "bella, frivola e avida": tutte qualità che faranno di lei un'autentica eminenza grigia di casa Bonaparte, soprattutto dopo il trasferimento a Canino e con riferimento alla nuova attività di commercio di reperti archeologici intrapresa da Luciano. Alessandrina rappresentava quel certo tipo di donna che si usa definire "maliarda" e da cui gli uomini (o certi uomini, e Luciano era tra questi), amano farsi incantare, fino a risultare patetici, quando non ridicoli.
Luciano, beata ingenuità, considerava Alessandrina "la più virtuosa di tutte le donne", anche se tra i suoi servitori si faceva fatica a trattenersi dal ridere di fronte a simili dichiarazioni. Il matrimonio con Alessandrina fece comunque imbestialire oltre ogni misura Napoleone, che vedeva ancora una volta sfumare i suoi progetti per un matrimonio dinastico. Al punto da pretendere a gran voce il divorzio del fratello dalla donna che aveva conquistato la sua mente e inebetito i suoi sensi. Luciano rispose naturalmente picche e la rottura, questa volta definitiva, fu inevitabile.
Alessandrina compenserà Luciano della sua dedizione con una nidiata di figli, ben undici, espressione se non altro di una passione sensuale che non si consumò con gli anni, ma che anzi consumò Luciano, visto che la moglie gli sopravviverà di quindici anni, organizzando e sviluppando, da autentica donna-manager, il commerciò di antichità iniziato dal marito.
 

  Anche dopo il matrimonio con Alessandrina Luciano non lesinò le sue scappatelle, non potendo comprimere la sua natura sensuale. O forse perché, essendo la moglie "sempre incinta", era tenuto ad una forzata e non gradita astinenza. Dopo la rottura con il "grande fratello" a Luciano (e famiglia) non restò che mettersi sotto la protezione di Pio VII (lui giacobino e ardente repubblicano, partigiano di Robespierre, che durante il periodo rivoluzionario si faceva chiamare Brutus, come l'assassino di Cesare!) e trasferirsi a Musignano.
Ormai per tutti e per sempre Principe di Canino.
 

 
 

 
 

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