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Askos, Leone
(British Museum di Londra) |
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Non bisogna tuttavia pensare che quello del ramo caninese dei Bonaparte
sia stato l'unico esempio di spregiudicato sfruttamento di risorse
archeologiche. Come si è accennato tutti (o quasi) i "signori" si
dedicarono, chi più chi meno, alla nuova moda degli scavi: i
Campanari, i Fossati, i Candelori, i Feoli, i Cini, i Torlonia…
questi ultimi, ad esempio, dopo la scoperta della tomba François ne
distaccarono frettolosamente i grandiosi cicli di affreschi "non
propriamente a regola d'arte", come osservò lo studioso tedesco
Stephan Steingraber, per poi confinarli nella loro residenza romana
di Villa Albani.
Ancora una cosa vogliamo tuttavia aggiungere: quando in una vetrina
del Metropolitan museum di New York, del M.F.A. di Boston, del
Louvre di Parigi o del British Museum di Londra ci capita di
leggere a fianco di qualche reperto dall'aria familiare "from Vulci"
ci viene da sorridere e da pensare, con un pizzico di malizia e -
perché no? - di gratitudine, "ma come ci è giunto questo pezzo fino
a qui?!": noi, che viviamo in questo angolo d'Etruria, conosciamo
la risposta…
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