La valle del Fiora: morfologia, vincoli  e dissesti antropici

 

di Roberto Brunotti

Il fiume Fiora, come tale, ha origine alla  confluenza dei fossi Famelico e Pòtito provenienti dall'area di  Bagnore, ma  assume  una  individualità   spiccata  solo  dopo  la riunione  con  il  fosso  Putrido,  il  fosso  del  Diluvio  e soprattutto con il fosso Cadone proveniente, quest'ulti -  mo, insieme al  ciuffo  dei  suoi affluenti, dalla vetta del   Monte  Amiata. La  confluenza  Fiora - Cadone  avviene poco dopo la località Ponte  del  Cadone  ad  un chilo -  metro circa a sud di  Santa Fiora. Da  questo  punto  in  poi  l'asta  del  Fiora  ha  un  andamento  medio  quasi  rigorosamente N - S fino alla   sua   foce   di  Montalto Marina. Una  delle caratteristiche  principali  del bacino  del fiume Fiora è  l'asimmetria  fra  il  versante  destro, sempre molto breve, e quello sinistro molto più  ampio.
Questa asimmetria, seppur presente, è di misura media  fino all'altezza di Sovana;da questa località l'asimmetria diventa vistosissima ed è  da attribuirsi al  fatto  che  il versante sinistro è costituito dalle vulcaniti pleistoceni -che del complesso Vulsinico; la loro impostazione   re -cente ha costituito un rilievo  che  ha confinato il corso del Fiora contro le opposte pendici del versante  destro formate da terreni  antichi.  Un'altra  caratteristica  del  Fiora è che il profilo  trasversale del suo  alveo varia in senso longitudinale ed è divisibile  in  due  zone.  Nella  prima,  da circa il  Ponte  sul Cadone  a M. Calvo, cioè  per i due terzi superiori dell'intero corso,il fiume scorre in un alveo largo fortemente alluvionato e contracciato  meandriforme, quindi in  prevalente  deposizione;nella seconda, da M. Calvo quasi fino alla foce,  pur avendo  sempre un ampio alveo alluvionale, il corso  del  fiume
è spesso incassato e quindi in erosione.
Anche questa caratteristica sembra dovuta  all' impo -  stazione delle vulcaniti recenti che hanno formato una soglia sul fiume all'altezza  appunto  di  M.Calvo.  Tale soglia  ha condizionato il profilo del fiume  che risulta
in deposito nella  parte  a  monte  ed  in  erosione  in
quella  a  valle. Valli   fortemente  incassate  formano
anche gli affluenti  di  sinistra  che percorrono terreni  vulcanici. In particolare gli affluenti di destra del Fio -  ra,  dalle  origini  alla  foce,   costituiscono   tutti  dei sottobacini di piccole dimensioni, con superficie media stimata  da  300  a   500  ettari.  Soltanto   pochissimi raggiungono estensioni maggiori;  fra  questi  il  fosso Rigo ( circa  1.000  ettari ),  il  Fosso  Fuliggine ( circa 1.500  ettari ),  i   Fossi   Catarciano    e    il    Bianco (complessivamente 1.000 ettari circa)  che si uniscono
poco prima della confluenza  con il Fiora  ed  infine  il  fosso Gamberaio ( 800 ettari circa ). Tutti questi bacini,  nel numero di  22,  hanno  origine  dallo  spartiacque principale. Le  aree  che  drenano  direttamente  nell' alveo  del  Fiora   da  destra  sono  naturalmente   di  dimensione modesta. Di diversa estensione sono i  21  sottobacini di sinistra dei  quali soltanto 3 e 4 sono al
di sotto di 500 ettari e non arrivano  allo  spartiacque  principale. La  maggior  parte   superano  di  molto  i  1000 ettari, fra i più estesi dei quali sono  da segna - lare il fiume Lente, il fiume Olpeta e il Fosso Timone, oltre ad una area  di  4.000 - 5.000 ettari con reticolo non organizzato che  drena i  travertini  della zona di
Monte  Fumaiolo.  Il  fiume  Lente  ha  un  bacino  di  7.500 ettari, ed ha come affluenti principali il fosso di Meleta e il fosso di Procchio. Il fiume Olpeta, drenan -do un'area vulcanica con  edifici  crateriformi  ancora  non   demoliti  dall'erosione,  ha  un  tracciato  molto  arcuato  e avvolgente che si snoda su  un  bacino  di
oltre 11.000 ettari interessato  da più  affluenti  fra  i  quali i  maggiori sono i Fossi della Faggeta, Reggiana,  del Ciotro,  da destra,  e i  Fossi  di  Cai e S.Paolo da sinistra. Lo stesso Olpeta ha origine  come  emissario  dal lago calderico di Mezzano. Il fosse Timone  infine  ha  un  bacino  di  9.000  ettari   molto  allungato  e  parallelo per lungo tratto allo spartiacque principale.
Il Timone  è  il  risultato   della   fusione   dei   fossi  Bottino,  Mignattara, Marane e Cassata ed  ha come affluente notevole di sinistra il fosso Canestraccio
 

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