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“La piccola chiesa
romanica (di S. Niccolò a Casale), costruita su un
castelletto del Conte Guido di Battifolle, risale almeno
ai primi anni del Mille. Costruita con grossi blocchi di
arenaria (pietra del luogo ndR) ben squadrati e allineati,
ha l’abside munita di un semplice collare sgusciato (Il
Mugello – Massimo Certini – Pietro Salvadori – Edizioni
Parigi e oltre, 1999).
“La presenza dei Guidi
a Stia è per la prima volta menzionata in un atto di
donazione rogato nell’aprile del 1054 nella camera del
pievano di Santa Maria situata in Stia nel Casentino. Dal
documento appare infatti che il donatore fu un Conte Guido
figlio del fu Conte Alberto di legge e origine Ripuaria”
(Emanuele Repetti “Stia” in Dizionario Geografico, fisico,
storico della Toscana)
“Nel 1341 quando i
fiorentini per vendicarsi del Conte Guido
Alberto….assediarono la Rocca di San Bavello e la
distrussero, impadronendosi di San Bavello, di Santa Maria
a Ficciana e di San Niccolò a Casale” (Chiesa di san
Niccolò a Casale – Intervento di restauro conservativo -
Arch. Alberto Raimondi e
Ricerca storica a cura di Franca Zerboni Zoli e Gloria
Piani, Rufina 1993)
“La chiesa di S.
Niccolò a Casale, risalente al XIV sec. (in cattive
condizioni, ma è previsto il restauro)” (Massimo Becattini
– Andrea Granchi Alto Mugello-Mugello Val di Sieve – Ed.
Comunità Montana Alto Mugello.Mugello-Valdisieve – Ed.
Giorgi e Gambi, Firenze 1985)
“La località Casale
viene ricordata per la prima volta nella Bolla di Jacopo
il Bavaro del 1028, quando il Vescovo fiesolano donò alla
chiesa di San Godenzo alcuni luoghi limitrofi…..(compresa
la) ‘Villa quae dicitur Casale’. In realtà la chiesa di
San Niccolò è citata per la prima volta, come parrocchia
appartenente al piviere di San Bavello, nel Decimario
Vaticano del 1299, non compare invece nella decima del
1274-75 e 1276-77 pubblicata dal Guido Guidi (Gloria Piani
– Chiesa di san Niccolò, op.cit.).
Nelle Rationes
Decimarum del 1302-3 la chiesa di San Niccolò a Casale
risulta appartenente alla Pieve di San Lorino (o San
Leolino in Montanis). (Renato Stopani – Il Contado
Fiorentino nella seconda metà del Dugento – Salimbeni
Editore – Firenze, 1979)
Il Piviere di San
Leolino in Montanis risultava composto delle seguenti
chiese:
-
San Leolino in
Montanis – Pieve
-
San Laurentii de
Visole
-
San Donati de
Carabucheçça
-
San Gaudenti de
Varena
-
S. Martini de
Castangnio
-
S. Marie de
Fecciano
-
S. Nicolai de
Casale
Forse è bene
soffermarsi su questo antichissimo Piviere di San Leolino.
“In questa Pieve io
credo, che possa essere stato sepolto l’istesso Vescovo e
Martire San Leolino, a cui essa è dedicata…..supponendosi
che facilmente questo Santo fosse appunto martirizzato in
Val di Sieve, a tempo di Massimiano” Il Piviere faceva
parte del Comune di San Leolino, il cui sigillo riporta la
scritta in carattere gotico onciale: “CHOMUNIS SA LIOLINO”
(Giuseppe Maria Brocchi – Descrizione della Provincia del
Mugello – Stamperia Albizzini – Firenze 1748).
Vale la pena
soffermarsi un po’ sulle chiese plebane che facevano capo
al piviere di San Leolino nel 1302-3.
S. GAUDENTII DE VARENA
“Ha inoltre questa
Chiesa Pievania (S: Leolino) sotto di se ammensata
un’altra chiesa col suo Popolo, intitolata San Gaudenzio
Abate posta nel luogo detto VARENA ed è situata sopra una
collinetta in distanza di circa un mezzo miglio dalla
detta Pieve” (Giuseppe M. Brocchi, op. cit.)
“Per Varena è stata
finora prospettata per i toponimi Varena (oltre che in Val
di Sieve il toponimo Varena esiste in altre località
d’Italia, in provincia di Trento e Lecco. Il Pittau cui si
riferiscono queste note non aveva preso in considerazione,
o non era a conoscenza, del toponimo Varena in Val di
Sieve, il quale è stato aggiunto da me. Continua il Pittau:
“…il gentilizio maschile etrusco “Varnia” è entrato nel
latino in queste quattro varianti: VARNAIUS, VARIN(I)US,
VAREN(I)US, VARENNUS. Ebbene la corrispondenza del
toponimo VARENA, VARENNA con i gentilizi VAREN(I)US,
VARENNIUS è del tutto chiara, ma molto di più lo è per la
vocale, col gentilizio maschile VARNA” (Massimo Pittau –
Dizionario Etrusco – Dessì Editore)
S. LAURENTI DE VISOLE (VIERLE?)
Visole è il nome che
risulta nei documenti relativi al posto su cui è costruita
questa chiesa. C’è da notare un particolare molto
interessante e cioè, sia Visole (pron. Uisole) sia Vierle
(prob. Pron. Uierle) potrebbero essere di origine etrusca
e significare Fiesole. Per la voce Fiesole rimando al
Dizionario del Pittau (op. cit.), (ma anche a mie
precedenti ricerche: vedi Paolo Campidori Mugello,
Altomugello e Valdisieve , Borgo S. Lorenzo 2005) in cui
Fiesole viene tradotto con VIPSL, VISL. Ora noi sappiamo
che la “V” si pronuncia in lingua etrusca “U” e quindi noi
avremo “UIPS” e “UISL”. Abbiamo però visto che la “U”
nella scrittura gotica-onciale viene scritta con la
lettera “V” vedi foto Sigillo di San Leolino in cui la
parola “Comune” è scritta “CHOMUNIS”. Quindi è lecito
pensare che la “V” di Visole nelle Rationes Decimarum del
1302 fosse una “U”, e ciò permetterebbe di dedurre con
sicurezza assoluta che “Visole” significhi “Fiesole”.
Dunque avremmo un S. Lorenzo di Fiesole.
Questa precisazione è
molto importante perché ci permette di stabilire che tutto
questo territorio della Val di Sieve apparteneva alla
città etrusca di Fiesole (Per l’ortografia del toponimo
Visole vedi anche: Dizionario di abbreviature latine e
italiane – Munauali Hoepli – Milano 1996).
S. Donato a
Carabucheçça (SAMBUCHETA)
Mi viene in mente il
nome di una chiesa nel firenzuolino S. Maria a Caburaccia,
in antico detta Cabuderaccio. Fra le ipotesi che sono
state fatte c’è anche quella che significasse “Ca’ bu d’Arezza”
e cioé “Casa sulla strada di Arezzo”. Caburaccia si
trovava infatti sulla strada etrusca che dal Peglio
(località a monte di Firenzuola) e passando da Caburaccia
e Sasso di San Zanobi si immetteva in quella che poi
diventerà, in epoca romana, la Via Flamenga per
raggiungere la Romagna. Mi sembra che lo stesso
accostamento si potrebbe fare anche per Carabucheçça di
san Leolino, e cioè posta sulla strada che conduce ad
Arezzo.
SAN NICOLAI DE CASALE
“Nel diploma del
Vescovo di Fiesole Jacopo del 1028 è ricordata una “villa
quae dicitura Casale”, ma non la chiesa, costruita su un
castelletto del Conte Guido di Battifolle, la quale
purtuttavia, con la scorta dei documenti non
dovrebbe risultare di un’epoca di quella molto posteriore”
(Francesco Niccolai – Mugello e Val di Sieve – Borgo San
Lorenzo 1914).
In un prologo al
libretto “Chiesa di San Niccolò a Casale – San Godenzo
Firenze – Intervento di Restauro conservativo – Ricerche a
cura di Franca Zerboni Zoli – Gloria Piani – Rufina 1993”
dell’Arch: Alberto Raimondi che ha curato il restauro
della Chiesa di Casale, in data 6 giugno 1993 ci descrive
lo stato in cui la Chiesa si trovava in quel periodo prima
del restauro: “Fatiscente, lesionata nelle strutture
orizzontali e verticali, al punto da essere dichiarata
inagibile per motivi di sicurezza è stata completamente
smontata dall’alto in basso e rilegata con cordoli sia al
piano fondazioni che alla quota del legno”.
Riguardo alla chiesa di
S: Niccolò a Casale ritengo interessante riportare alcune
righe dal libro del Pinelli (Marco Pinelli – Romanico in
Mugello e Val di Sieve – Edizioni dell’Acero – Empoli
1994) “La chiesa di San Niccolò a Casale sorge
nell’omonima località posta su un’altura a metà strada tra
San Godenzo e Castagno d’Andrea, nel territorio plebano
di San Leolino.” “La chiesa – continua Pinelli – ha
facciata a capanna con portale d’ingresso con architrave
sorretto da mensole di restauro. In alto si apre un occhio
circolare…..All’interno l’edificio si presenta con la
consueta aula unica conclusa dall’abside semicircolare,
con copertura a capriate lignee in vista”
Fin qui tutto chiaro si
tratta dunque di una chiesa romanica, sorta con molta
probabilità sui resti dell’antico castelletto del Conte
Guido di Battifolle. I Conti Guidi di Modigliana e di
Poppi, erano detti “di Battifolle”, poiché avevano un loro
castello a 5 Km. Da Castel San Niccolò lungo la strada che
conduce a Montemigniaio passando per Rifiglio. “Questi
Conti amavano ritirarsi in questo luogo prima di tutto per
amore di quiete, in secondo luogo perché essi erano del
partito avverso a quello dei parenti di parte Ghibellina
che vivevano a Poppi (Alfio Scarini – Castelli del
Casentino – Cortona (AR) 1987).
Il Conune di Firenze,
allorché la città crebbe di importanza e in popolazione,
già nel 1107 iniziò la conquista di castelli e fortezze
del contado. Il primo a cadere fu il Castello di Monte
Orlandi, poi nel 1113 quello di Monte Cascioli (entrambi
dei Cadolingi). Nel 1135 cadde il Castello di Monte Buoni,
di proprietà dei Buondelmonti e nel 1154 il potentissimo
castello di Montedicroce dei Guidi situato presso Fornello
in Val di Sieve. Queso evento segna l’inizio dellla fine
dei Conti Guidi.
Nel 1254 un Conte Guido
Guerra, figlio di Marcovaldo, cedette al Comune di Firenze
il Castello di Montemurlo. Simile sorte toccò al Castello
di Romena acquistato dai Fiorentini per 9600 fiorni d’oro.
Più tardi nel 1377 la Signoria di Firenze acquistò dai
Guidi il Castello di Modigliana con tutto il restante loro
dominio.
Fu in questo contesto
di aspre guerre portate avanti dai Fiorentini per
sottomettere il potere feudale, periodo che dura
all’incirca un paio di secoli, che furono distrutti i
castelli dei Guidi, in particolar modo quelli che si
trovavano vicino a Firenze, nella valle della Sieve, nella
zona che va da Montedicroce a San Godenzo in Mugello.
Spesso l’ostilità non toccava le chiese che sorgevano a
lato dei castelli (Vedi ad esempio San Niccolò alla Pila
che sopravvisse alla distruzione del castello e ne abbiamo
notizia fino alla metà del 1700, ma l’elenco potrebbe
continuare). Non sappiamo e, fino ad oggi, non abbiamo
trovato i documenti che riguardano l’abbattimento del
castelletto del Conte Guido di Battifolle presso il quale
(o sui ruderi del quale) sorgeva la chiesa di San Niccolò
a Casale. Ritengo doveroso porci però il quesito di quando
sia stata costruita esattamente la chiesa. Dobbiamo
accettare la tesi del Niccolai il quale dice che la chiesa
“non dovrebbe risultare di un’epoca molto posteriore a
quella del 1028” (data del primo documento che cita la
“Villa” di Casale), oppure dobbiamo dar credito a Massimo
Becattini e Andrea Granchi che nel loro libro (op. cit.)
fanno risalire la costruzione della chiesa nel XIV secolo?
Io ho visitato
recentemente la chiesa di San Niccolò a Casole in
occasione della celebrazione dei defunti (1 novembre
2008), e posso dire, contrariamente a quanto hanno
asserito certi autori che mi è sembrata una chiesa
bellissima, originalissima nelle sue strutture di un
romanico perfetto. E’ stato questo un restauro veramente
meritevole, portato avanti da un architetto valentissimo
Alberto Raimondi, che ha potuto lavorare con l’aiuto
determinante del popolo di Casale e del suo parroco e
mecenate Don Bruno titolare di Casale e San Godenzo.
Non voglio fare
attribuzioni sulla data di costruzione della chiesa, non
spetta a me farlo, ma a specialisti del settore: a storici
e a critici d’arte. Io, come appassionato di storia e arte
medievale ed etrusca posso solo dire che San Niccolò a
Casale è una chiesa talmente bella che tutti dovrebbero
visitare, per l’aria di antico che vi si respira, per la
pace che infonde negli animi, per l’umiltà e la pulizia
con le quali si esce arricchiti, per la posizione
pittoresca nel panorama che la circonda. Davvero un
capolavoro!
© Paolo Campidori
www.paolocampidori.it |