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In due mie precedenti
relazioni ho avallato l’ipotesi di due insigni studiosi
della metà dell’Ottocento secondo la quale gli Etruschi
sarebbero imparentati, molto alla lontana, con i popoli di
razza semitica. Dobbiamo tener conto di questa ipotesi per
una serie di fattori e di coincidenze davvero notevoli.
Sarebbe troppo lungo elencarli tutti e non lo farò per
tale ragione. Uno di questi studiosi, linguista italiano,
è Padre Camillo Tarquini, dell’Ordine dei Gesuiti,
studioso valentissimo di lingue orientali al Collegio
Romano il quale in alcuni suoi scritti di metà secolo XIX,
aveva, con forza, affermato che lingua etrusca e lingue
semitiche, come ad esempio l’aramaico, l’ebreo antico,
ecc. hanno una stessa origine, o meglio, avrebbero una
stretta parentela. Tale tesi fu subito contraddetta da
altrettanto valenti studiosi dell’epoca che lo
contestarono decisamente. Dobbiamo però tener conto anche
delle ultimissime ricerche. Da un lato la lingua e la
stretta parentela dell’etrusco con il lemno antico, che
verrebbe confermata in una serie di epigrafi ritrovate
nell’isola di Lemno (Egeo); sull’altro versante la
scienza medica con alcuni studi condotti da ricercatori
dell’Università di Pavia i quali hanno confermato che
certi abitanti odierni della Turchia e pure dell’Isola di
Lemno avrebbero nel loro DNA caratteristiche simili a
quelle del sangue degli antichi abitanti di Murlo presso
Siena e a quelle degli abitanti di Cortona. Queste
notizie hanno fatto scalpore e hanno avuto un impatto
veramente notevole specialmente negli ambienti medici e
scientifici americani e europei nonché negli ambienti
mass-mediatici di tutto il mondo. La domanda che io mi
pongo è questa. Dobbiamo ciecamente fidarci di tali studi
condotti sul DNA e, conseguentemente, degli scienziati che
hanno condotto tali ricerche? La risposta è senz’altro
sì, poiché, come ben sappiamo la ricerca medica in questo
campo (DNA) ha fatto passi da gigante ed è realistico non
dubitare sulla serietà e la professionalità degli
scienziati dell’Università di Pavia. Sul piano linguistico
dobbiamo ammettere che recenti studi sull’origine della
lingua, portati avanti da valenti glottologi, come il
Pittau, il De Palma, ecc. ci propongono un’origine della
lingua etrusca che ha forti similitudini con lingue
parlate a Lemno, prima della colonizzazione greca. Cosa
potremmo obbiettare circa i punti di vista
medico-scientifico, e di quello proposto dai linguisti
moderni? Semplicemente alcune osservazioni. Abbiamo detto
che nel sangue (DNA) di un migliaio abitanti della Toscana
attuale sono state ritrovate affinità per (circa un 5%)
con quelle di altrettanti abitanti della Turchia. Viene
subito spontaneo da farsi una domanda, e cioè: solo il 5%
del sangue concorderebbe con l’ipotesi che gli Etruschi
provengano dalla Turchia, Anatolia o l’Isola di Lemno,
ecc? E l’altro 95%? Quale dobbiamo pensare sia l’origine?
Semita? Hittita? Babilonese? Araba? Somala?, ecc. ecc.
Bisognerebbe, per completezza e per una corretta
informazione analizzare il DNA degli attuali abitanti di
queste nazioni che adesso si chiamano Israele, Iraq,
Siria, ecc. ecc. e, forse verrebbe fuori, ad esempio, che
un altro 5% di analogie lo troveremmo nel DNA degli
Iracheni, un 5% negli abitanti di Israele, un altro 5%
negli abitanti della Siria, un 5% in quelli della Somalia,
e così via. Sinceramente mi sembra che seguendo questa
strada del DNA non si arrivi a dei risultati affidabili.
Vediamo ora sul piano
linguistico. Due grandissimi studiosi e linguisti
etruscologi moderni, il Prof. Massimo Pittau, emerito
Rettore dell’Università di Sassari e il Prof. Claudio de
Palma, professore emerito alla Northern Colorado
University, entrambi glottologi di fama mondiale, insieme
a altri studiosi (non tanti per la verità), sostengono che
gli Etruschi (e mi sembra che i due studiosi, con
sfumature diverse, intendano per Etruschi anche i
Villanoviani) sostengono la teoria secondo la quale, gli
Etruschi non abbiano origine autoctona, o per lo meno, che
nell’etnia etrusca ci sia una componente orientale non
indifferente, meritevole di essere studiata. I due
professori, ammettendo anche che l’antico popolo toscano
si sia formato in loco (cioè con apporti di altri popoli
stranieri), tesi che essi in qualche modo avallano,
tuttavia gli stessi discordano dal Pallottino quando
questi afferma che “la lingua etrusca non è paragonabile a
nessun altro idioma del Mediterraneo” e che la stessa sia
pertanto un’isola linguistica, appartata dagli altri
dialetti o lingue dell’Italia pre-romana. I due studiosi
hanno una certa convinzione, più o meno marcata, che la
lingua etrusca abbia avuto origine dall’antica lingua
parlata nell’isola di Lemno nel mare Egeo, non troppo
distante dalla nazione dei Lidi. Questa teoria potrebbe
avere una certà validità se non fosse per l’esiguità delle
epigrafi in lemno antico che sono state ritrovate su
quest’isola, solo alcune decine. Mentre sappiamo bene che
gli etruschi hanno lasciato migliaia di epigrafi, che sono
state, con molta buona volontà e un pizzico di azzardo
tradotte, altre invece, sono rimaste parzialmente
incomprese come la Tavola di Cortona, la benda della
Mummia di Zagabria, ecc. Quindi, seguendo la teoria dei
due studiosi, dobbiamo ammettere che si tratta di un
complesso enorme di epigrafi etrusche, e noi, per forza di
cose, dobbiamo confrontarle con pochissime epigrafi
dell’isola di Lemno. Sono sufficienti? A questa domanda
risponderei negativamente, un po’ come per la similitudine
al 5% del DNA riscontrato in toscani e turchi. Perché
dobbiamo essere un po’ scettici di questi due studi
portati avanti sia in campo medico che nel campo della
linguistica da studiosi di prima grandezza? Poiché
essendo la materia di confronto parziale e troppo esigua
non ci garantisce assolutamente delle risposte
convincenti. Inoltre sappiamo che queste popolazioni,
nomadi per natura, hanno viaggiato in lungo e in largo
nazioni e continenti ed è lecito pensare che nel loro
girovagare molti di loro siano morti e siano stati
lasciati in terra straniera con lapidi scritte nella
lingua parlata da quella determinata etnia e in quel
determinato periodo ecc.
Dobbiamo infine porci
la seguente domanda: “Gli etruschi sapevano qual era la
loro vera origine e con chi esattamente erano
imparentati?” E’ probabile che gli etruschi sapessero ma a
noi non l’hanno mai detto.
©Copyright: Paolo Campidori
Bibliografia:
Claudio De Palma – Le origini degli Etruschi – Casa
Editrice nuova SI – Bologna
Massimo Pittau – Vocabolario della lingue etrusca –
Sassari
Paolo Campidori; Google alla voce
“Paolo Campidori Etruschi”
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