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Che
Gosto ‘un fusse nulla di bono, questo lo sapeano tutti,
anco i’ curatolo della parocchia. E’ ce ne volle di’ bello
di’ bono anco l’utima vorta che gl’andette a confessassi.
L’aesse mai fatto! E’ l’ando’ prioprio a votare i’ sacco
ni’ posto adatto! Quanti peccatacci gl’avea fatto, poromo!
E’ si sa’ gli garbaano le donnine e poi gl’avea qui
viziaccio di non tenere mai le su’ manacce a i’ posto. O
unn’era andaho anco a dire a i’ soppriore che gl’aveva
toccato i’ culo anco alla perpetua! I’ prete se un lo
strozzò gl’andette proprio bene. Ma e’ ce ne volle per
aere l’assoluzione. Prima i’ prete volle l’assicurazione
che i’ culo alla perpetua unn’arebbe toccato più, poi e
gl’ordinò di dire una serie di rosari, che a i’ poro Gosto
gli ci volle una settimana. Ma tanto i’ Gosto si sa che
quando vede un quarcosa un po’ picchente, un po’ saporoso,
va in brodo di giuggiole. O l’attro giorno un bischero ‘un
gli disse che su i’ sito e’ v’era quarcosa che garbava a
lui. ‘Un se lo fece di’ du’ ‘orte. T’aessi a dire i’ sito
l’era i’ su forte. N’aea sentiho tanto in quella stalla
quando gl’era contadino. Ma i’ sito questa ‘orta l’era un
sito più novo, più bono, l’era i’ sito di computer. Ve l’aveo
detto no, che Gosto l’avea compraho i computer? E gl’andette
a i’ Borgo e gli dissero: Tene Gosto ‘un tu dei pigliare
un compiuterre tanto difficortoso, tanto tu lo sai da tene,
‘un tu capisci, tu’ se’ un testone. Lo sai icchene – disse
Gosto – tu m’ha a dare quello indo’ si ‘edono tutte quelle
donnine nude, di’ resto ‘un me ne frega. Una orta portaho
a casa i’ fagotto co i’ computerre, Gosto si mise lie a
spippolare e fu’ un miracolo che i’ sistema ‘un gnandette
a buco bestia.
Quando
Gosto gl’ebbe visto due o tre siti di chelli boni ‘e gl’ando’
in paese e lo raccontò a tutti. Lo sai ‘e cio’ un sito
bono e tu vedessi icchè ‘un si ‘ede! C’è delle donne
tarmente belle che io alla Fortezza, ‘un n’aveo mai viste.
Le cianno de’ lombi, de’ capezzoli la paiono le li mi
mucche, quando steo a contadino. Certo i’ progresso gli è
progresso. L’è inutile sta’ a sentire quei bischeri della
televisione, che ti riempiano sempre la testa con le
solite cose: i’ uelfer, i’ ministro ombra, i’ pille, ma
pe’ chi cianno preso? O che semo doventati tutti ameri’ani,
certo, a vedere tutti i forastrada che gl’enno in giro!
E ‘un fanno che dire Obama qua, Obama là, l’è dierso da
quegliattri, lui i cattrini un gliae, glià i buchi ne’
carzini. Come mene, io i buchi e ce l’ho anche ne’
pantaloni.
Insomma
Gosto da quando gli aveva scoperto i’ sito unn’andea più
neanche a i’ circolino parocchiale. Un giorno i’ paroco,
stizzito perché ‘un lo ‘edea più e’ mandò la perpetua a
bussare a casa sua, per controllallo. Gosto credea che
fusse un su’ amico e tutto contento gli volea far vedere
i’ sito con le donnine nude. Quando Gosto gl’aprì la
porta, la perpetua ‘la vide quello che ‘la un si sarebbe
mai immaginato. La mise un urlo e poi senza neanche
pensacci un momentino la gli tirò l’ombrello sulla testa.
Ma Gosto ce l’aea così dura che l’ombrello si spezzo’ in
diverse parti.
Così
Gosto e’ perse l’abitudine di’ sito e delle donnine!
©
Paolo Campidori
www.paolocampidori.it |