GOSTO E I’ SITO BONO

di Paolo Campidori

Che Gosto ‘un fusse nulla di bono, questo lo sapeano tutti, anco i’ curatolo della parocchia. E’ ce ne volle di’ bello di’ bono anco l’utima vorta che gl’andette a confessassi. L’aesse mai fatto! E’ l’ando’ prioprio a votare i’ sacco ni’ posto adatto! Quanti peccatacci gl’avea fatto, poromo! E’ si sa’ gli garbaano le donnine e poi gl’avea qui viziaccio di non tenere mai le su’ manacce a i’ posto. O unn’era andaho anco a dire a i’ soppriore che gl’aveva toccato i’ culo anco alla perpetua! I’ prete se un  lo strozzò gl’andette proprio bene. Ma e’ ce ne volle per aere l’assoluzione. Prima i’ prete volle l’assicurazione che i’ culo alla perpetua unn’arebbe toccato più, poi e gl’ordinò di dire una serie di rosari, che a i’ poro Gosto gli ci volle una settimana. Ma tanto i’ Gosto si sa che quando vede un quarcosa un po’ picchente, un po’ saporoso, va in brodo di giuggiole. O l’attro giorno un bischero ‘un gli disse che su i’ sito e’ v’era quarcosa che garbava a lui. ‘Un se lo fece di’ du’ ‘orte. T’aessi a dire i’ sito l’era i’ su forte. N’aea sentiho tanto in quella stalla quando gl’era contadino. Ma i’ sito questa ‘orta l’era un sito più novo, più bono, l’era i’ sito di computer. Ve l’aveo detto no, che Gosto l’avea compraho i computer? E gl’andette a i’ Borgo e gli dissero: Tene Gosto ‘un tu dei pigliare un compiuterre tanto difficortoso, tanto tu lo sai da tene, ‘un tu capisci, tu’ se’ un testone. Lo sai icchene – disse Gosto – tu m’ha a dare quello indo’ si ‘edono tutte quelle donnine nude, di’ resto ‘un me ne frega. Una orta portaho a casa i’ fagotto co i’ computerre, Gosto si mise lie a spippolare e fu’ un miracolo che i’ sistema ‘un gnandette a buco bestia.

Quando Gosto gl’ebbe visto due o tre siti di chelli boni ‘e gl’ando’ in paese e lo raccontò a tutti. Lo sai ‘e cio’ un sito bono e tu vedessi icchè ‘un si ‘ede! C’è delle donne tarmente belle che io alla Fortezza, ‘un n’aveo mai viste. Le cianno de’ lombi, de’ capezzoli la paiono le li mi mucche, quando steo a contadino. Certo i’ progresso gli è progresso. L’è inutile sta’ a sentire quei bischeri della televisione, che ti riempiano sempre la testa con le solite cose: i’ uelfer, i’ ministro ombra, i’ pille, ma pe’ chi cianno preso? O che semo doventati tutti ameri’ani, certo, a vedere tutti i forastrada  che gl’enno in giro! E  ‘un fanno che dire Obama qua, Obama là, l’è dierso da quegliattri, lui i cattrini un gliae, glià i buchi ne’ carzini. Come mene, io i buchi e ce l’ho anche ne’ pantaloni.

Insomma Gosto da quando gli aveva scoperto i’ sito unn’andea più neanche a i’ circolino parocchiale. Un giorno i’ paroco, stizzito perché ‘un lo ‘edea più e’ mandò la perpetua a bussare a casa sua, per controllallo. Gosto credea che fusse un su’ amico e tutto contento gli volea far vedere i’ sito con le donnine nude. Quando Gosto gl’aprì la porta, la perpetua ‘la vide quello che ‘la un si sarebbe mai immaginato. La mise un urlo e poi senza neanche pensacci un momentino la gli tirò l’ombrello sulla testa. Ma Gosto ce l’aea così dura che l’ombrello si spezzo’ in diverse parti.

Così Gosto e’ perse l’abitudine di’ sito e delle donnine!

 

© Paolo Campidori

 

www.paolocampidori.it

 
 

Immagine da un sito erotico

 

 

 

                                                                                 

 

 

 

 

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