COME PLATERO?

di Paolo Campidori

“Platero es pequeño, peludo, suave, tan blando por fuera che se dirìa todo de algodòn”  (*) (Platero è  piccolo, docile, con il pelo talmente soffice che si direbbe tutto di cotone. (Trad. del Red). Con queste parole il grande Juan Ramon Jimenez, scrittore e poeta spagnolo, ‘definisce’ il ciuchino, di nome Platero. Pura narrativa e pura poesia quella di Juan Ramòn, uno dei maggiori poeti e narratori spagnoli. Per ironia della sorte la parola “ciuchino” in spagnolo si traduce con “burrito”. Quindi, attenzione, se uno si reca in Spagna, in una delle tante  trattorie non deve chiedere “burro” per condire la pastasciutta altrimenti gli porteranno un bel ciuchino, come Platero. Per avere del “burro” (“buro” per i toscani. Anche questo  un relitto della lingua etrusca, che non raddoppiavano le consonanti), deve chiedere della “mantequilla” (pron. mantechiglia).

Questo prologo per raccontarvi un fatto che mi capitato questa mattina, recandomi alla messa del Pievano Franco a Monteloro Pontassieve (Fi). Ho visto sul tronco di un  albero un avviso di quelli che segnalano lo smarrimento di un canino o di un gattino con una fotografia al centro. Sinceramente, a prima vista e di sfuggita non mi sembrava né un cane né un gatto. Mi sono detto – non avranno mica perso un “cinghiale”? Visto che la zona di Monteloro è molto popolata da q1ueste “bestie”, e da cacciatori, poteva darsi che uno di quest’ultimi avesse perduto una sua preda, ‘spadellata’ con il suo fucile.

Al ritorno dalla Messa, detta con molta “popolarità” e con molto “savoir faire” (leggi:velocità) da Don  Franco (una mezz’oretta e via!) mi sono fermato per strada con l’auto  presso uno di questi tronchi, al quale era attaccato l’avviso. Mi sono avvicinato e…non credevo ai miei occhi! Si trattava proprio di un avviso di smarrimento, ma non di un cinghiale, bensì….di un bel ciuchino, come Platero!

Non si tratta di uno scherzo.  Proprio un avviso serio, con tanto di cellulare e di numero telefonico dell’abitazione privata del proprietario.

In un primo momento mi sono messo a ridere come un matto, poi, dentro di me, a fare dello spirito, con riflessioni come questa: “Caro amico asino, se ti sei perduto, sappi che sei in buona compagnia”, oppure, “dappertutto troverai un asino che ti possa ospitare”, oppure “non temere quanti asini si perdono in questo mondo, non sarai certo il primo!”, oppure, ma sempre con rispetto e con ilarità: “prima o poi finirai in qualche Amministrazione Comunale, Provinciale, o addirittura più in alto”. Tutti pensieri cattivi che ho presto rimosso dalla mia mente.

Poi mi sono intenerito poiché ho pensato che quel “burrito” potesse essere l’’amico’, il ‘compagno’ di un ragazzino, oppure di un giovane bisognoso, come un drogato, un “diversamente abile” o un anziano.

A questo punto, sono tornato “razionale” e ho preso la cosa sul serio.  Mi sono avvicinato ancora al tronco, ho inforcato gli occhiali e mi sono accorto che si trattava di un ‘burrito’ proprio bello, proprio come Platero.  Ho fatto una, due, tre foto con il mio cellulare e, mi sono detto tra me e me: “ti ritroveremo stai tranquillo, a meno che….tu abbia preso la strada che conduce a Bologna,  strada molto pericolosa per i somarelli, e, se fosse così, forse ti ritroveremo, sì, ma in qualche mortadella”.

Se sei da quelle parti cambia aria, torna in Toscana, ti sentirai sicuramente più a tuo agio, in mezzo a tanti “burriti” come te (mi riferisco in particolare alla Maremma Toscana). Caro Platero, ormai ti chiamo così, tu non sei “asino”, tu sei l’animale (si fa per dire) più intelligente, più bello del creato….sapessi quanti ti invidiano….

Torniamo alle cose serie chi avesse visto la bestiola telefoni ai seguenti numeri:

Cell. Vedi foto

Tel. Abitazione: Vedi foto

Segni particolari: vedi foto.

(*) Da “Platero y yo”  di Juan Ramon Jimenez

Paolo  Campidori

Fiesole 2 fe3bbraio 2009

© Paolo Campidori

P.S. Per coloro che prendessero l’articolo un po’ troppo sul serio,  mi riferisco a certe allusioni, applico senza indugi la formula dei politici “qui lo dico, qui lo nego”.

www.paolocampidori.it

 
 

Il ciuco e sullo sfondo la Villa Guadagni-Martelli Sede Istituto Seminario Gricigliano Pontassieve (Fi)

 

 

 

                                                                                 

 

 

 

 

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