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“Platero es pequeño, peludo, suave, tan blando por fuera
che se dirìa todo de algodòn”
(*) (Platero è piccolo, docile, con il pelo talmente
soffice che si direbbe tutto di cotone. (Trad. del Red).
Con queste parole il grande Juan Ramon Jimenez, scrittore
e poeta spagnolo, ‘definisce’ il ciuchino, di nome Platero.
Pura narrativa e pura poesia quella di Juan Ramòn, uno dei
maggiori poeti e narratori spagnoli. Per ironia della
sorte la parola “ciuchino” in spagnolo si traduce con “burrito”.
Quindi, attenzione, se uno si reca in Spagna, in una delle
tante trattorie non deve chiedere “burro” per condire la
pastasciutta altrimenti gli porteranno un bel ciuchino,
come Platero. Per avere del “burro” (“buro” per i toscani.
Anche questo un relitto della lingua etrusca, che non
raddoppiavano le consonanti), deve chiedere della
“mantequilla” (pron. mantechiglia).
Questo prologo per raccontarvi un fatto che mi capitato
questa mattina, recandomi alla messa del Pievano Franco a
Monteloro Pontassieve (Fi). Ho visto sul tronco di un
albero un avviso di quelli che segnalano lo smarrimento di
un canino o di un gattino con una fotografia al centro.
Sinceramente, a prima vista e di sfuggita non mi sembrava
né un cane né un gatto. Mi sono detto – non avranno mica
perso un “cinghiale”? Visto che la zona di Monteloro è
molto popolata da q1ueste “bestie”, e da cacciatori,
poteva darsi che uno di quest’ultimi avesse perduto una
sua preda, ‘spadellata’ con il suo fucile.
Al
ritorno dalla Messa, detta con molta “popolarità” e con
molto “savoir faire” (leggi:velocità) da Don Franco (una
mezz’oretta e via!) mi sono fermato per strada con l’auto
presso uno di questi tronchi, al quale era attaccato
l’avviso. Mi sono avvicinato e…non credevo ai miei occhi!
Si trattava proprio di un avviso di smarrimento, ma non di
un cinghiale, bensì….di un bel ciuchino, come Platero!
Non
si tratta di uno scherzo.
Proprio un avviso serio, con tanto di cellulare e di
numero telefonico dell’abitazione privata del
proprietario.
In
un primo momento mi sono messo a ridere come un matto,
poi, dentro di me, a fare dello spirito, con riflessioni
come questa: “Caro amico asino, se ti sei perduto, sappi
che sei in buona compagnia”, oppure, “dappertutto troverai
un asino che ti possa ospitare”, oppure “non temere quanti
asini si perdono in questo mondo, non sarai certo il
primo!”, oppure, ma sempre con rispetto e con ilarità:
“prima o poi finirai in qualche Amministrazione Comunale,
Provinciale, o addirittura più in alto”. Tutti pensieri
cattivi che ho presto rimosso dalla mia mente.
Poi
mi sono intenerito poiché ho pensato che quel “burrito”
potesse essere l’’amico’, il ‘compagno’ di un ragazzino,
oppure di un giovane bisognoso, come un drogato, un
“diversamente abile” o un anziano.
A
questo punto, sono tornato “razionale” e ho preso la cosa
sul serio. Mi sono avvicinato ancora al tronco, ho
inforcato gli occhiali e mi sono accorto che si trattava
di un ‘burrito’ proprio bello, proprio come Platero. Ho
fatto una, due, tre foto con il mio cellulare e, mi sono
detto tra me e me: “ti ritroveremo stai tranquillo, a meno
che….tu abbia preso la strada che conduce a Bologna,
strada molto pericolosa per i somarelli, e, se fosse
così, forse ti ritroveremo, sì, ma in qualche mortadella”.
Se
sei da quelle parti cambia aria, torna in Toscana,
ti sentirai sicuramente più a tuo agio, in mezzo a tanti
“burriti” come te (mi riferisco in particolare alla
Maremma Toscana). Caro Platero, ormai ti chiamo così, tu
non sei “asino”, tu sei l’animale (si fa per dire) più
intelligente, più bello del creato….sapessi quanti ti
invidiano….
Torniamo alle cose serie chi avesse visto la bestiola
telefoni ai seguenti numeri:
Cell.
Vedi foto
Tel.
Abitazione: Vedi foto
Segni particolari: vedi foto.
(*)
Da “Platero y yo” di Juan Ramon Jimenez
Paolo Campidori
Fiesole 2 fe3bbraio 2009
©
Paolo Campidori
P.S.
Per coloro che prendessero l’articolo un po’ troppo sul
serio, mi riferisco a certe allusioni, applico senza
indugi la formula dei politici “qui lo dico, qui lo
nego”.
www.paolocampidori.it |