LA TUSCIA IN HDR


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di Giacomo Mazzuoli

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Molto spesso ci si trova a fotografare in condizioni di luce difficili che non permettono, nonostante la bontà dell’attrezzatura a disposizione, un risultato soddisfacente.

Si pensi ai controluce, o a scene in cui sono presenti contemporaneamente luci e ombre marcate. Gli esposimetri, per quanto sofisticati, cercano di mediare tra le varie zone, ma il risultato sarà comunque un compromesso che presenterà dei difetti di sovraesposizione da una parte e di sottoesposizione dall’altra.

Guardate un classico esempio del controluce (foto 1). Il massimo risultato che si ottiene è una visione appena soddisfacente del castello e un cielo quasi bruciato sullo sfondo. Se si vuole vedere l’azzurro del cielo si dovrà utilizzare un tempo più breve di esposizione ma ci si deve accontentare di vedere della sagoma nera del castello (foto 2).

L’HDR consiste nello scattare 3 o 5 o 7 foto allo stesso soggetto (è molto utile utilizzare un treppiede), con tempi di esposizione diversi (molte macchine reflex fanno questa operazione in automatico). Un software dedicato provvederà poi a fondere tra loro i vari scatti e a fornire un risultato a dir poco entusiasmante (foto 3).

 

Foto in HDR, risultato di 5 pose con tempi diversi di posa

Foto 1. Scatto tradizionale con esposimetro impostato in automatico su tutta l'area
Foto 2. Scatto in manuale con sottoesposizione del soggetto