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Molto spesso ci si trova a
fotografare in condizioni di luce difficili che non permettono,
nonostante la bontà dell’attrezzatura a disposizione, un risultato
soddisfacente.
Si pensi ai controluce, o
a scene in cui sono presenti contemporaneamente luci e ombre
marcate. Gli esposimetri, per quanto sofisticati, cercano di mediare
tra le varie zone, ma il risultato sarà comunque un compromesso che
presenterà dei difetti di sovraesposizione da una parte e di
sottoesposizione dall’altra.
Guardate un classico
esempio del controluce (foto 1). Il massimo risultato che si ottiene
è una visione appena soddisfacente del castello e un cielo quasi
bruciato sullo sfondo. Se si vuole vedere l’azzurro del cielo si
dovrà utilizzare un tempo più breve di esposizione ma ci si deve
accontentare di vedere della sagoma nera del castello (foto 2).
L’HDR consiste nello
scattare 3 o 5 o 7 foto allo stesso soggetto (è molto utile
utilizzare un treppiede), con tempi di esposizione diversi (molte
macchine reflex fanno questa operazione in automatico). Un software
dedicato provvederà poi a fondere tra loro i vari scatti e a fornire
un risultato a dir poco entusiasmante (foto 3).

Foto in HDR, risultato di 5 pose con
tempi diversi di posa
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