IL CASTELLO DI MONTELORO

 

di Paolo Campidori

In una stampa settecentsca che raffigura un disegno di una mappa catastale è riportato il Castello di Monteloro. Il disegno che rappresenta il castello è molto realistico e ci fa vedere, in maniera chiara,  ciò che rimaneva dell’antico castello dei vescovi di Monteloro nel XVIII secolo (suppongo verso la metà). Diciamo subito che il castello poggiava su delle rocce emergenti, formando una specie di scarpata naturale, e quest’ultima, poggiava su una insolita piattaforma a zoccolo di forma circolare.

Il Castello dei Vescovi era una fortificazione a forma di quadrilatero con ai quattro angoli potenti torri coronate da merli guelfi. Il disegno o mappa ci fa vedere in maniera realistica e molto evidente il residuo torrione posto ad uno degli angoli del quadrilatero e ciò che rimano di uno dei grossi muri di cinta. La torre ha solo due piccole aperture, due finestrine e accanto a questa è ben evidente la porta (o una delle porte) di accesso al castello, in cui si distingue la centinatura della stessa nella parte superiore. Il disegno settecentesco evidenzia il perimetro delle mura della fortificazione ed una parete interna della quale rimangono solo i basamenti, oggi non più esistente. Il disegno non mette in evidenza nella parte interna del castello alcuni archi seminterrati che facevano parte del cortile interno e che oggi, in parte sono appena emergenti e  visibili. Nei muri perimetrali della torre sono tutt’oggi visibili alcune feritoie, con le tipiche strombature, rastremate verso l’esterno del muro e che servivano agli arcieri dell’epoca per scagliare le frecce in caso di attacco nemico.

Il tipo di costruzione, intendo la tecnica costruttiva, è quella cosiddetta “opus quadratum”, in toscano “a filaretto” (tipico delle chiese romaniche del XIII secolo) e che consisteva nell’erigere i muri (con spessore di un metro ed oltre) con sassi o conci squadrati “a vista”, sia all’interno che all’esterno, e riempiendo gli interstizi interni con calce, laterizi e ciottoli di fiume. La costruzione del castello, così come lo vediamo nel disegno ha molte affinità costruttive con quelle della vicina Pieve di San Giovanni Battista, anch’essa fatta in conci squadrati e rimaneggiata più volte e in epoche diverse (E’ probabile che anche il cCastello sia stato ricostruito nel sec. XIII).

Del Castello di Monteloro il Francovich nel suo libro “I castelli del contado fiorentino nei secc. XII e XIII – Ed. CLUSF PAG. 153” ci da scarsissime informazioni. E cioè: che il castello di Montelor “è il primo castello che viene ricordato nelle fonti della storia fiorentina, ‘Vita Sancti Alexandri, Acti Sanctorum, 6 giugno, I del IX sec (d.C)” e che “imponenti ruderi restano ancora sul luogo del castello, nel comune di Pontassieve, sulla sommità di una collina, a 3 Km. dall’Arno, ecc”. Il Francovich aggiunge che Monteloro è toponimo latino e cita a proposito la fonte (il Pieri a pag. 241), il Repetti e il Davidsohn, per altre notizie.

Maggiori informazioni su Fiesole e Monteloro sono desumibili dal libro di Mario Lopes Pegna “Firenze dalle origini al Medioevo – Ed. Del Re, Firenze 1974, pag. 201 – Cap. Il territorio”. In particola, in epoca romana, il ‘Municipium di Faesulae’ diminuì di molto la sua importanza “dopo le sanguinose  guerre civili e l’insurrezione catilinaria”. Nell’854 il ‘Comitato Carolingio’ di Fiesole fu unito a quello di Firenze, venendo quindi separato assai prima dell’anno 941. Nel 1123 i fiorentini attaccarono e distrussero Fiesole in una guerra durata tre anni (1123-1125) lasciando però incolumi la sede vescovile e la chiesa. Fu probabilmente in questo frangente che venne attaccato e distrutto dai fiorentini anche il Castello di Monteloro. Dal 1191, dopo che il vescovo fiesolano si era trasferito nel castello di Figline, i fiorentini ebbero ragione sulla Curia Fiesolana, la quale divenne definitivamente assoggettata.

Solo verso la fine del XIII secolo, quando cioè da tempo “si era concluso il ciclo delle lotte politiche, che provocarono varie e profonde modificazioni nelle giurisdizioni diocesane”, si conosceranno, con maggiore certezza, le delimitazioni dei territori fiorentino e fiesolano. Nel sec. XIII la Diocesi di Fiesole appare come un’isola nel “mare” del territorio della Diocesi di Firenze.

Nella Pieve di Monteloro esistono due importanti stemmi di medesima fattura ed epoca e che rappresentano tre alberelli di alloro sopra il simbolo delle sei colline disposte su tre livelli. Sotto lo stemma, in una specie di cartiglio, vi è una scritta, quasi indecifrabile, ma che tuttavia farebbe supporre che vi sia scritto il nome del titolare della Pieve (San Giovanni Battista) e l’anno di fondazione (o meglio di rifondazione). Questi stemmi dovrebbero risalire alla fine del sec. XIII. E’ probabile che uno di questi stemmi fosse murato sopra la porta del castello e un altro sopra la porta della Canonica della Pieve, dove tutt’ora lo vediamo.

Per quanto riguarda l’esistenza o meno del castello (e della Pieve) prima del sec. IX è cosa quasi impossibile definire con certezza, per la mancanza assoluta di documenti in  merito (almeno fino ad oggi). Solo uno scavo sistematico, condotto in maniera sapiente e scientifica, potrà rivelare se  il sito di Monteloro cela un passato che a noi, per il momento, resta ignoto. Il ritrovamento, da parte mia, in maniera assai fortuita, di un reperto di probabile origine etrusca, nel cortile della Pieve di Monteloro, non ci induce, con certezza a definire il sito del Castello e Pieve di Monteloro come etruschi. Possiamo invece, ma sempre con una certa approssimazione, affermare che prima di essere castello, il luogo fu, probabilmente, torre di vedetta longobarda e prima ancora romana. Di sicuro gli etruschi erano presenti in zona, con un loro villaggio, ma di cui non sappiamo ancora  il luogo esatto, e probabilmente, gli stessi avevano eretto sul poggiolo dove esisteva il Castello dei Vescovi, un’ara sacrificale o un tempietto, dedicati forse al dio Bacco (Fufluns). Ma tutte queste sono ipotesi da verificare nel tempo.

 

 

Bibliografia:

-         Otello Tordi – L’antica terra di Monteloro – Il Castello e la Pieve – Tip. Poggiali – Rufina –1993

-         Riccardo Francovich – I castelli del contado fiorentino nei secc. XII e XIII – Edizioni CLUSF – Firenze

-         Mario Lopes Pegna – Firenze dalle origini al Medioevo – Del Re – Firenze, 1974

© Paolo Campidori aprile 2008  www.paolocampidori.com

 
 

Resti del castello di Monteloro

Resti del castello di Monteloro

 

Resti del castello di Monteloro

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