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In una
stampa settecentsca che raffigura un disegno di una mappa
catastale è riportato il Castello di Monteloro. Il disegno
che rappresenta il castello è molto realistico e ci fa
vedere, in maniera chiara, ciò che rimaneva dell’antico
castello dei vescovi di Monteloro nel XVIII secolo
(suppongo verso la metà). Diciamo subito che il castello
poggiava su delle rocce emergenti, formando una specie di
scarpata naturale, e quest’ultima, poggiava su una
insolita piattaforma a zoccolo di forma circolare.
Il
Castello dei Vescovi era una fortificazione a forma di
quadrilatero con ai quattro angoli potenti torri coronate
da merli guelfi. Il disegno o mappa ci fa vedere in
maniera realistica e molto evidente il residuo torrione
posto ad uno degli angoli del quadrilatero e ciò che
rimano di uno dei grossi muri di cinta. La torre ha solo
due piccole aperture, due finestrine e accanto a questa è
ben evidente la porta (o una delle porte) di accesso al
castello, in cui si distingue la centinatura della stessa
nella parte superiore. Il disegno settecentesco evidenzia
il perimetro delle mura della fortificazione ed una parete
interna della quale rimangono solo i basamenti, oggi non
più esistente. Il disegno non mette in evidenza nella
parte interna del castello alcuni archi seminterrati che
facevano parte del cortile interno e che oggi, in parte
sono appena emergenti e visibili. Nei muri perimetrali
della torre sono tutt’oggi visibili alcune feritoie, con
le tipiche strombature, rastremate verso l’esterno del
muro e che servivano agli arcieri dell’epoca per scagliare
le frecce in caso di attacco nemico.
Il tipo
di costruzione, intendo la tecnica costruttiva, è quella
cosiddetta “opus quadratum”, in toscano “a filaretto”
(tipico delle chiese romaniche del XIII secolo) e che
consisteva nell’erigere i muri (con spessore di un metro
ed oltre) con sassi o conci squadrati “a vista”, sia
all’interno che all’esterno, e riempiendo gli interstizi
interni con calce, laterizi e ciottoli di fiume. La
costruzione del castello, così come lo vediamo nel disegno
ha molte affinità costruttive con quelle della vicina
Pieve di San Giovanni Battista, anch’essa fatta in conci
squadrati e rimaneggiata più volte e in epoche diverse (E’
probabile che anche il cCastello sia stato ricostruito nel
sec. XIII).
Del
Castello di Monteloro il Francovich nel suo libro “I
castelli del contado fiorentino nei secc. XII e XIII – Ed.
CLUSF PAG. 153” ci da scarsissime informazioni. E cioè:
che il castello di Montelor “è il primo castello che viene
ricordato nelle fonti della storia fiorentina, ‘Vita
Sancti Alexandri, Acti Sanctorum, 6 giugno, I del IX sec (d.C)”
e che “imponenti ruderi restano ancora sul luogo del
castello, nel comune di Pontassieve, sulla sommità di una
collina, a 3 Km. dall’Arno, ecc”. Il Francovich aggiunge
che Monteloro è toponimo latino e cita a proposito la
fonte (il Pieri a pag. 241), il Repetti e il Davidsohn,
per altre notizie.
Maggiori
informazioni su Fiesole e Monteloro sono desumibili dal
libro di Mario Lopes Pegna “Firenze dalle origini al
Medioevo – Ed. Del Re, Firenze 1974, pag. 201 – Cap. Il
territorio”. In particola, in epoca romana, il ‘Municipium
di Faesulae’ diminuì di molto la sua importanza “dopo le
sanguinose guerre civili e l’insurrezione catilinaria”.
Nell’854 il ‘Comitato Carolingio’ di Fiesole fu unito a
quello di Firenze, venendo quindi separato assai prima
dell’anno 941. Nel 1123 i fiorentini attaccarono e
distrussero Fiesole in una guerra durata tre anni
(1123-1125) lasciando però incolumi la sede vescovile e la
chiesa. Fu probabilmente in questo frangente che venne
attaccato e distrutto dai fiorentini anche il Castello di
Monteloro. Dal 1191, dopo che il vescovo fiesolano si era
trasferito nel castello di Figline, i fiorentini ebbero
ragione sulla Curia Fiesolana, la quale divenne
definitivamente assoggettata.
Solo
verso la fine del XIII secolo, quando cioè da tempo “si
era concluso il ciclo delle lotte politiche, che
provocarono varie e profonde modificazioni nelle
giurisdizioni diocesane”, si conosceranno, con maggiore
certezza, le delimitazioni dei territori fiorentino e
fiesolano. Nel sec. XIII la Diocesi di Fiesole appare come
un’isola nel “mare” del territorio della Diocesi di
Firenze.
Nella
Pieve di Monteloro esistono due importanti stemmi di
medesima fattura ed epoca e che rappresentano tre
alberelli di alloro sopra il simbolo delle sei colline
disposte su tre livelli. Sotto lo stemma, in una specie di
cartiglio, vi è una scritta, quasi indecifrabile, ma che
tuttavia farebbe supporre che vi sia scritto il nome del
titolare della Pieve (San Giovanni Battista) e l’anno di
fondazione (o meglio di rifondazione). Questi stemmi
dovrebbero risalire alla fine del sec. XIII. E’ probabile
che uno di questi stemmi fosse murato sopra la porta del
castello e un altro sopra la porta della Canonica della
Pieve, dove tutt’ora lo vediamo.
Per
quanto riguarda l’esistenza o meno del castello (e della
Pieve) prima del sec. IX è cosa quasi impossibile definire
con certezza, per la mancanza assoluta di documenti in
merito (almeno fino ad oggi). Solo uno scavo sistematico,
condotto in maniera sapiente e scientifica, potrà rivelare
se il sito di Monteloro cela un passato che a noi, per il
momento, resta ignoto. Il ritrovamento, da parte mia, in
maniera assai fortuita, di un reperto di probabile origine
etrusca, nel cortile della Pieve di Monteloro, non ci
induce, con certezza a definire il sito del Castello e
Pieve di Monteloro come etruschi. Possiamo invece, ma
sempre con una certa approssimazione, affermare che prima
di essere castello, il luogo fu, probabilmente, torre di
vedetta longobarda e prima ancora romana. Di sicuro gli
etruschi erano presenti in zona, con un loro villaggio, ma
di cui non sappiamo ancora il luogo esatto, e
probabilmente, gli stessi avevano eretto sul poggiolo dove
esisteva il Castello dei Vescovi, un’ara sacrificale o un
tempietto, dedicati forse al dio Bacco (Fufluns). Ma tutte
queste sono ipotesi da verificare nel tempo.
Bibliografia:
-
Otello
Tordi – L’antica terra di Monteloro – Il Castello e la
Pieve – Tip. Poggiali – Rufina –1993
-
Riccardo
Francovich – I castelli del contado fiorentino nei secc.
XII e XIII – Edizioni CLUSF – Firenze
-
Mario
Lopes Pegna – Firenze dalle origini al Medioevo – Del Re –
Firenze, 1974
© Paolo
Campidori aprile 2008 www.paolocampidori.com |