|
Nei mesi passati
l´Istituto Archeologico Germanico (DAI) ha segnalato un rinvenimento
sensazionale: in una cittadina a nord di Francoforte sul
Meno, Waldgirmes, è stata ritrovata la testa di un cavallo appartenente
ad una statua equestre in bronzo dorato, sulla quale dovrebbe essere
stato raffigurato addirittura l´imperatore romano Augusto.
La preziosa statua
mostra gli ambiziosi piani dell´Impero romano e del suo imperatore che
puntava ad un ampliamento della provincia "Germania". Altrimenti perché
i romani si sarebbero dati da fare per trasportare una statua
equestre, così grande e così pregiata, per tutta quella strada sino al
di là delle Alpi? L´imperatore Augusto voleva portare sotto il controllo
di Roma anche i territori alla destra del Reno. Parte di questa
ambiziosa strategia era anche l´impianto del campo militare, sulla cui
area attuale sono stati ritrovati pezzi della statua dorata. L´immagine
equestre così insolitamente preziosa per un semplice campo militare fa
presumere che qui sarebbe dovuta sorgere una città ben più grande. Ma
ciò non avvenne: l´estensione a nord dell´Impero romano si fermò con la
sconfitta di Teutoburgo, nel 9 d. C., in cui le legioni romane in
Germania accusarono una pesante sconfitta.
Gli scienziati
dell´Istituto Archeologico Germanico presumono che in conseguenza a ciò
la statua così finemente lavorata fu distrutta e la testa di cavallo
gettata in una fontana. Se qui i piani per la costruzione di una grande
città furono cancellati, in altre località della Germania i romani
continuarono ad essere presenti ancora per 300 anni: Costantino il
Grande risiedette dal 306 d. C. a Treviri ("Augusta Treverorum") prima
di spostarsi a Roma e poi a Costantinopoli, l´attuale Istanbul. E poi ci
sono città tedesche dalle indiscusse e chiare origini romane Colonia
("Colonia Agrippina"), Bonn ("Castra Bonnensis") e Magonza ("Mogontiacum").
A Treviri si può ancora oggi ammirare la famosa "Porta Nigra", tra le
migliori nel suo genere per conservazione di tutto il mondo.
L´impianto dei campi
romani e degli insediamenti comportò una maggior tendenza alla stabilità
da parte dei germani e alla costituzione di culture urbane. Erano
collegate da strade, esempio dell´arte ingegneristica romana, di cui
alcuni pezzi sono visibili ancora oggi. In numerose città tedesche sono
ben evidenti le tracce dell´allora presenza romana, come i resti di
antiche mura cittadine, ville romane o i loro preziosi pavimenti a
mosaico.
In alcuni punti è addirittura ancora visibile il Limes, il muro di
difesa lungo 400 km che i romani avevano costrutito nel centro della
Germania e che per 400 anni svolse anche la funzione di limite
culturale. I suoi resti fanno parte oggi del patrimonio mondiale
dell´UNESCO e, dopo la Muraglia cinese, è il secondo momunento
patrimonio dell´umanità per lunghezza. I romani non erano attivi nella
"provincia Germania" solo dal punto di vista militare. Lontani dalla
patria non riuscivano a rinunciare alle amate abitudini e così
importarono la vite nella regione del Reno e della Mosella. In
particolar modo "l´imperatore del vino" Probo deve aver contribuito
notevolmente allo sviluppo della produzione viticola nelle province
germaniche intorno al 200 d. C. La zona del Reno e dei suoi affluenti è
oggi ricca di aziende viticole che organizzano feste del vino molto
allettanti. I romani, dunque, portarono in Germania anche un po´ del
loro brillante modo di vivere e della cultura, come testimoniano ancora
oggi non solo alcuni paesaggi ma anche consuetudini diffuse tra la
popolazione.
|

Il cavallo di bronzo
dorato rinvenuto a
Waldgirmes |