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di Giacomo Mazzuoli

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Capua

La presenza degli Etruschi in Campania inizia alle soglie del 1° millennio a.C. e coincide con il periodo di grande fioritura dei centri dell'Etruria Meridionale quali Tarquinia, Caere, Veio e Vulci. Le prime città che furono fondate, e che poi furono le più significative della presenza etrusca in Campania, sono Capua e Pontecagnano. Capua era situata in una posizione strategica, al centro di una fertile pianura costiera, a poca distanza dal mare e comunque raggiungibile dal fiume Volturno.  La più antica frequentazione di Capua, IX sec. a.C., è ricollegabile alla cultura villanoviana, caratterizzata dal rito funebre crematorio con l'uso di deporre le ceneri e le ossa combuste dei defunti in ossuari di forma biconica,chiusi da una ciotola-coperchio e accompagnati da pochi vasi di corredo e oggetti in bronzo di ornamento personale (fibule, rasoi e spilloni). Nei primi tre quarti dell'VIII secolo a.C. si assiste al progressivo abbandono della cremazione a favore dell'inumazione, rito che nei decenni centrali del secolo diventerà esclusivo, con il conseguente mutamento della tipologia delle tombe: nella nuda terra vengono ricavate semplici fosse nelle quali il defunto viene deposto in alcuni casi protetto da un tavolato ligneo ricoperto da terra e da cumuli di pietre, che con il loro peso hanno determinato lo schiacciamento degli oggetti seppelliti accanto al defunto. Nei corredi si riscontra una maggiore ricchezza e varietà di oggetti, fatto che deve essere interpretato come spia di una certa articolazione sociale e dell'affermarsi delle differenze di rango. Il periodo compreso grossomodo tra il 725 e il 640 a.C. coincide con l'apparire e l'affermarsi anche nella pianura del Volturno del periodo Orientalizzante, un'epoca marcatamente influenzata dall'arrivo di beni di lusso dall'Oriente.
Il tratto caratteristico di questa corrente è dato dagli scambi intercorsi tra i popoli, e quindi i costumi, orientali e gli abitanti della penisola italica che acquisiscono elementi culturali e formali che accomunano un'intera classe di principes, dalla Campania all'ambito tirrenico etrusco e laziale.decenni centrali del VI secolo a.C., definiti fase V (575-525 a.C.), coincidono con l'epoca del primo arcaismo, e corrispondono al periodo di massima espansione etrusca in Italia: in questi anni il popolo etrusco raggiunge grande floridezza sul piano politico ma soprattutto su quello economico, come dimostra l'ingente mole di scambi commerciali realizzati in tutte le direzioni del Mediterraneo, sfruttando in particolare, accanto alle vie terrestri, le rotte marittime.
Nel panorama di intensi contatti commerciali che emerge in questa fase, ancora una volta risulta fondamentale per la Campania il ruolo di Cuma che, data la posizione strategica, riceve, oltre ai prodotti greci, anche quelli etruschi, di cui rimane tangibile traccia nei vasi in bronzo rinvenuti nelle necropoli cumane, che verranno poi smistati a Capua e negli altri centri campani.

 

La tegola di Capua. Lastra fittile con iscrizioni etrusche conservata al Museo di Berlino

Antefissa con testa di Gorgoneion. Capua, Museo Provinciale Campano

Mater Matuta. Capua, Museo Provinciale Campano

Piatti con pesci. Capua, Museo Provinciale Campano Idria attica a figure rosse con scena di monomachia. Capua, Museo Provinciale Campano

Capua a sua volta, anche grazie alla sua posizione geografica, organizza i traffici ad ampio raggio verso le zone interne, smistando sia i prodotti di Vulci e delle altre città etrusche (principalmente vasi e altri oggetti in bronzo), sia le proprie produzioni, ed in particolare il bucchero e gli elementi decorativi architettonici. I contatti coi popoli indigeni del Sannio, del territorio ausone, della Daunia e della Lucania sono documentati dai materiali di Capua rinvenuti in quelle zone.Nel periodo successivo che va dal 525 al 423 a.C. le fonti classiche ci offrono notizia di alcuni eventi storici che influenzano la vita delle città della Campania antica e segnano il progressivo declino etrusco. Nel 504 a.C. Aristodemo, tiranno di Cuma, consegue nella battaglia di Ariccia una sonante vittoria sugli Etruschi di Chiusi. Nel 474 a.C. gli etruschi furono sconfitti pesantemente a Cuma, in una grande battaglia navale che vide anche l'intervento dei siracusani a fianco della colonia greca. Questi fatti  segnano da un lato l'inizio di una profonda "crisi" etrusca contraddistinta da fenomeni di recessione politica e culturale che porteranno progressivamente alla decadenza delle città etrusche. Il V secolo a.C. rappresenta in seguito un'importante svolta, in quanto si verifica una progressiva affermazione della componente sannitica all'interno della società e della sfera economica.

Il Museo Provinciale Campano di Capua, fondato dal Canonico Gabriele Iannelli nel 1870 ed inaugurato nel 1874 è proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.
E’ stato definito da Amedeo Maiuri “il più significativo della civiltà italica della Campania”, regione a cui Capua ha dato il nome.  Il Museo è ospitato nello storico palazzo Antignano la cui fondazione risale al IX secolo ed incorpora le vestigia di San Lorenzo ad Crucem, una chiesetta di età longobarda nel sito di uno dei tre Seggi nobiliari della città.II Museo è diviso in due reparti: Archeologico e Medievale con annessa un'importante Biblioteca; occupa 32 sale di esposizione, 20 di deposito, tre grandi cortili, un vasto giardino.

La Tegola di Capua. Merita una trattazione a parte questa lastra di terracotta trovata a S. Maria Capua Vetere  e conservata al Museo di Berlino. Vi è inciso il testo più lungo in lingua etrusca dopo quello della Mummia di Zagabria.  Suddiviso in dieci sezioni da una linea orizzontale, risulta costituito da 62 righe, alcune in parte perdute, e da circa 390 parole, non tutte conservate per intero.  È suddiviso in dieci sezioni da una linea orizzontale. La scrittura è quella in uso in Campania intorno alla metà del V secolo a.C.
Si tratta, come nel caso della Mummia di Zagabria, di un "calendario rituale" dove vengono prescritte cerimonie da compiere in certe date e in certi luoghi a favore di alcune divinità.

 


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