|
|
 |
|
Capua |
|
La presenza degli Etruschi in Campania
inizia alle soglie del 1° millennio a.C. e coincide con il periodo di
grande fioritura dei centri dell'Etruria Meridionale quali Tarquinia,
Caere, Veio e Vulci. Le prime città che furono fondate, e che poi furono
le più significative della presenza etrusca in Campania, sono Capua e
Pontecagnano. Capua era situata in una posizione strategica, al centro di
una fertile pianura costiera, a poca distanza dal mare e comunque
raggiungibile dal fiume Volturno. La più antica frequentazione di
Capua, IX sec. a.C., è ricollegabile alla cultura villanoviana,
caratterizzata dal rito funebre crematorio con l'uso di deporre le ceneri
e le ossa combuste dei defunti in ossuari di forma biconica,chiusi da una
ciotola-coperchio e accompagnati da pochi vasi di corredo e oggetti in
bronzo di ornamento personale (fibule, rasoi e spilloni). Nei primi tre
quarti dell'VIII secolo a.C. si assiste al progressivo abbandono della
cremazione a favore dell'inumazione, rito che nei decenni centrali del
secolo diventerà esclusivo, con il conseguente mutamento della tipologia
delle tombe: nella nuda terra vengono ricavate semplici fosse nelle quali
il defunto viene deposto in alcuni casi protetto da un tavolato ligneo
ricoperto da terra e da cumuli di pietre, che con il loro peso hanno
determinato lo schiacciamento degli oggetti seppelliti accanto al
defunto. Nei corredi si riscontra una maggiore ricchezza e varietà di
oggetti, fatto che deve essere interpretato come spia di una certa
articolazione sociale e dell'affermarsi delle differenze di rango. Il
periodo compreso grossomodo tra il 725 e il 640 a.C. coincide con
l'apparire e l'affermarsi anche nella pianura del Volturno del periodo
Orientalizzante, un'epoca marcatamente influenzata dall'arrivo di beni di
lusso dall'Oriente.
Il tratto caratteristico di questa corrente è dato dagli scambi
intercorsi tra i popoli, e quindi i costumi, orientali e gli abitanti
della penisola italica che acquisiscono elementi culturali e formali che
accomunano un'intera classe di principes, dalla Campania all'ambito
tirrenico etrusco e laziale.decenni centrali del VI secolo a.C., definiti
fase V (575-525 a.C.), coincidono con l'epoca del primo arcaismo, e
corrispondono al periodo di massima espansione etrusca in Italia: in
questi anni il popolo etrusco raggiunge grande floridezza sul piano
politico ma soprattutto su quello economico, come dimostra l'ingente mole
di scambi commerciali realizzati in tutte le direzioni del Mediterraneo,
sfruttando in particolare, accanto alle vie terrestri, le rotte
marittime.
Nel panorama di intensi contatti commerciali che emerge in questa fase,
ancora una volta risulta fondamentale per la Campania il ruolo di Cuma
che, data la posizione strategica, riceve, oltre ai prodotti greci, anche
quelli etruschi, di cui rimane tangibile traccia nei vasi in bronzo
rinvenuti nelle necropoli cumane, che verranno poi smistati a Capua e
negli altri centri campani.
|

La tegola
di Capua. Lastra fittile con iscrizioni etrusche conservata al Museo di
Berlino |
 |
 |
|
Antefissa con testa di Gorgoneion. Capua, Museo Provinciale Campano |
Mater
Matuta. Capua, Museo Provinciale Campano |
|
 |
 |
|
Piatti con pesci. Capua, Museo Provinciale Campano |
Idria attica a figure rosse con scena di monomachia. Capua, Museo
Provinciale Campano |
|
Capua a sua volta, anche
grazie alla sua posizione geografica, organizza i traffici ad ampio
raggio verso le zone interne, smistando sia i prodotti di Vulci e delle
altre città etrusche (principalmente vasi e altri oggetti in bronzo), sia
le proprie produzioni, ed in particolare il bucchero e gli elementi
decorativi architettonici. I contatti coi popoli indigeni del Sannio, del
territorio ausone, della Daunia e della Lucania sono documentati dai
materiali di Capua rinvenuti in quelle zone.Nel periodo successivo che va
dal 525 al 423 a.C. le fonti classiche ci offrono notizia di alcuni
eventi storici che influenzano la vita delle città della Campania antica
e segnano il progressivo declino etrusco. Nel 504 a.C. Aristodemo,
tiranno di Cuma, consegue nella battaglia di Ariccia una sonante vittoria
sugli Etruschi di Chiusi. Nel 474 a.C. gli etruschi furono sconfitti
pesantemente a Cuma, in una grande battaglia navale che vide anche
l'intervento dei siracusani a fianco della colonia greca. Questi fatti
segnano da un lato l'inizio di una profonda "crisi" etrusca
contraddistinta da fenomeni di recessione politica e culturale che
porteranno progressivamente alla decadenza delle città etrusche. Il V
secolo a.C. rappresenta in seguito un'importante svolta, in quanto si
verifica una progressiva affermazione della componente sannitica
all'interno della società e della sfera economica.
Il Museo
Provinciale Campano di Capua, fondato dal
Canonico Gabriele Iannelli nel 1870 ed inaugurato nel 1874 è proprietà
dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.
E’ stato definito da Amedeo Maiuri “il più significativo della civiltà
italica della Campania”, regione a cui Capua ha dato il nome. Il
Museo è ospitato nello storico palazzo Antignano la cui fondazione risale
al IX secolo ed incorpora le vestigia di San Lorenzo ad Crucem, una
chiesetta di età longobarda nel sito di uno dei tre Seggi nobiliari della
città.II Museo è diviso in due reparti: Archeologico e Medievale con
annessa un'importante Biblioteca; occupa 32 sale di esposizione, 20 di
deposito, tre grandi cortili, un vasto giardino.
La Tegola di Capua.
Merita una trattazione a parte
questa lastra di terracotta trovata a S. Maria Capua Vetere e
conservata al Museo di Berlino. Vi è inciso il testo più lungo in lingua
etrusca dopo quello della Mummia di Zagabria. Suddiviso in dieci
sezioni da una linea orizzontale, risulta costituito da 62 righe, alcune
in parte perdute, e da circa 390 parole, non tutte conservate per intero.
È suddiviso in dieci sezioni da una linea orizzontale. La scrittura è
quella in uso in Campania intorno alla metà del V secolo a.C.
Si tratta, come nel caso della Mummia di Zagabria, di un "calendario
rituale" dove vengono prescritte cerimonie da compiere in certe date e in
certi luoghi a favore di alcune divinità. |
|
|
|
|
|
|
 |
|