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di Giacomo Mazzuoli

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Adria


La storia di Adria è molto complessa e legata solo in parte agli Etruschi. Per la sua posizione strategica fu un importante centro commerciale fra il IV e il V sec. a.C. e i Greci in questo periodo nominarono Adriatico il mare in cui navigavano per raggiungere la città, terminale della "via dell’ambra" che partiva dall’Europa settentrionale. Adria fu sede di colonie siracusane, etrusche e galle e, infine, romane (II sec. a.C.). Il progressivo interramento del delta del Po allontanò la città dal mare rendendo sempre più problematica la prosecuzione dell'attività portuale

La biga del Lucumone. Adria, Museo Archeologico Nazionale

Il Museo Archeologico Nazionale di Adria raccoglie reperti che datano dal XIII secolo a.C., dall'età del bronzo al periodo romano, dei paleoveneti, degli etruschi e dei greci, dei galli e dei romani. Al suo interno, la disposizione degli oggetti, mostra la presenza di tante culture diverse che hanno comunque prodotto una grande influenza sulla popolazione locale.
La visita al Museo ha inizio dalle ceramiche attiche a figure nere e rosse insieme a ceramiche corinzie e rodiensi. Seguono le espressioni etrusche, ceramiche, buccheri, utensili e statuette votive in bronzo. Durante il percorso incontriamo le "imitazioni" locali, tra cui, come pezzo unico, un grande vaso che si rifà ai modelli greci nelle figure e nei colori; e ancora corredi tombali greco - etruschi, gioielli in ambra, oro e pasta vitrea. Il periodo etrusco è documentato da ceramiche, vetri, oggetti d'uso e d'ornamento ai piedi della scala che porta al piano terra si colloca la cosiddetta biga del Lucumone ) IV secolo a.C.), rinvenuta negli scavi del '38: davanti al cocchio i due cavalli aggiogati, dietro il cavallo da sella del guerriero. Nel cortile interno è disposto il lapidario: iscrizioni tombali, molte su stele a disco caratteristiche di Adria; è presente anche un cippo miliario della Via Popillia. Il Museo è inoltre arricchito da una sezione che accoglie alcune delle più significative scoperte fatte nel territorio polesano: dagli abitati preistorici di Canar a Castelnuovo Bariano, le ceramiche dell'età del bronzo di Marola e Canova, l'ambiente protovillanoviano di Mariconda e Villamarzana, ma soprattutto di Frattesina e quello greco - etrusco e paleoveneto di San Basilio. La visita al Museo di Adria si conclude con ciò che è stato restituito dal complesso di età imperiale di Corte Cavanella di Loreo (la Mansio Fossis nella Tabula Peutingeriana), e i corredi della necropoli di fondo Canotto, le coppe di produzione adriese in terra sigillata firmata da Lucius Sarius Surus.

 

A sinistra nell'immagine: Bottiglia, soffiatura libera, metà I secolo d.C.A destra nell'immagine: Askos, soffiatura libera, I secolo d.C. Adria, Museo Archeologico Nazionale.

Frammento di ceramica attica a figure rosse. Adria, Museo Archeologico Nazionale.

   
   
 
 
   
   
 
 
 
 
 
 
 

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