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La tradizione storica
antica non presenta incertezze nel delineare l’Etruria Padana come un
sistema organizzato di città all’interno del quale la funzione di
leadership viene affidato a Bologna (Felsina). Lo sviluppo della città
inizia, come nella maggior parte dei centri etruschi dell’area tirrenica,
agli inizi dell’età del ferro (IX secolo a.C.) in età cosiddetta
villanoviana. E’ proprio a Bologna, in un quartiere che si chiama
Villanova, che nel 1832 vennero scoperti i primi sepolcri a incinerazione
aventi le caratteristiche tipiche di quella che venne poi chiamata
civiltà villanoviana.
In epoca etrusca
l’area destinata all’abitato raggiunse i 300 ettari, un’estensione anche
superiore a quella delle più grandi città tirreniche. Dal centro prende
il via la progressiva occupazione di un vasto territorio circostante
particolarmente adatto ad un agricoltura estensiva rivolta alla
produzione di cereali e leguminose. L’altra attività preminente fu la
lavorazione del bronzo, ben documentata dal ritrovamento di un grande
orcio che conteneva circa 15000 pezzi di bronzo, probabilmente destinati
alla rifusione, per un peso complessivo di circa 15 quintali.
I sepolcreti
disponevano, come di norma, intorno all’area dell’abitato, quasi a
ventaglio. Sono circa 4000 le tombe rinvenute della fase villanoviana e
orientalizzante e circa 1000 delle successive fasi storiche (dalla metà
del VI secolo a.C. agli inizi del IV secolo a.C.).
Proprio in quest’ultimo
periodo Bologna e tutta l’area padana subiscono una radicale
trasformazione a causa della perdita dell’egemonia sul Tirreno delle
flotte navali etrusche. Ecco allora che vengono aperti nuovi percorsi
commerciali, i quali consentono di raggiungere ugualmente l’Europa
celtica attraverso i valichi alpini; vengono fondati ex novo centri
urbani come Marzabotto, Spina e Mantova; l’economia si trasforma in senso
fortemente commerciale.
La città di Bologna
subisce una sorta di rifondazione anche in senso urbanistico e
architettonico:
l’acropoli era
collocata nell’area di Villa Cassarini, nei pressi dell’attuale facoltà
di Ingegneria e qui era sicuramente collocato un tempio in onore a Eracle
e Apollo.
In questo periodo
anche i sepolcreti subiscono una evoluzione di carattere monumentale, il
cosiddetto tipo Certosa, dalla località di ubicazione, ad ovest della
città. In primo luogo fu tracciata una strada che attraversava l’intera
area cimiteriale, fu dotata di pavimentazione a ciotoli e affiancato da
canali di scolo laterali. Le tombe erano indicate fuori terra da
caratteristiche stele a forma di ferro di cavallo.
Con la calata dei
galli nella prima metà del IV secolo a.C. fu minato alla base il modello
politico e urbano creato dagli etruschi nella pianura padana e Bologna
perse il suo ruolo di governo dell’Etruria padana.
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