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di Giacomo Mazzuoli

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Bologna

Corredo funerario dalla Tomba Grande della necropoli dei Giardini Margherita di Bologna.

La tradizione storica antica  non presenta incertezze nel delineare l’Etruria Padana come un sistema organizzato di città all’interno del quale la funzione di leadership viene affidato a Bologna (Felsina). Lo sviluppo della città inizia, come nella maggior parte dei centri etruschi dell’area tirrenica, agli inizi dell’età del ferro (IX secolo a.C.) in età cosiddetta villanoviana. E’ proprio a Bologna, in un quartiere che si chiama Villanova, che nel 1832 vennero scoperti i primi sepolcri a incinerazione aventi le caratteristiche tipiche di quella che venne poi chiamata civiltà villanoviana.

In epoca etrusca l’area destinata all’abitato raggiunse i 300 ettari, un’estensione anche superiore a quella delle più grandi città tirreniche. Dal centro prende il via la progressiva occupazione di un vasto territorio circostante particolarmente adatto ad un agricoltura estensiva rivolta alla produzione di cereali e leguminose. L’altra attività preminente fu la lavorazione del bronzo, ben documentata dal ritrovamento di un grande orcio che conteneva circa 15000 pezzi di bronzo, probabilmente destinati alla rifusione, per un peso complessivo di circa 15 quintali.

I sepolcreti disponevano, come di norma, intorno all’area dell’abitato, quasi a ventaglio. Sono circa 4000 le tombe rinvenute della fase villanoviana e orientalizzante e circa 1000 delle successive fasi storiche (dalla metà del VI secolo a.C. agli inizi del IV secolo a.C.).

Proprio in quest’ultimo periodo Bologna e tutta l’area padana subiscono una radicale trasformazione a causa della perdita dell’egemonia sul Tirreno delle flotte navali etrusche. Ecco allora che vengono aperti nuovi percorsi commerciali, i quali consentono di raggiungere ugualmente l’Europa celtica attraverso i valichi alpini; vengono fondati ex novo centri urbani come Marzabotto, Spina e Mantova; l’economia si trasforma in senso fortemente commerciale.

La città di Bologna subisce una sorta di rifondazione anche in senso urbanistico e architettonico:

l’acropoli era collocata nell’area di Villa Cassarini, nei pressi dell’attuale facoltà di Ingegneria e qui era sicuramente collocato un tempio in onore a Eracle e Apollo.

In questo periodo anche i sepolcreti subiscono una evoluzione di carattere monumentale, il cosiddetto tipo Certosa, dalla località di ubicazione, ad ovest della città. In primo luogo fu tracciata una strada che attraversava l’intera area cimiteriale, fu dotata di pavimentazione a ciotoli e affiancato da canali di scolo laterali. Le tombe erano indicate fuori terra da caratteristiche stele a forma di ferro di cavallo.

Con la calata dei galli nella prima metà del IV secolo a.C. fu minato alla base il modello politico e urbano creato dagli etruschi nella pianura padana e Bologna perse il suo ruolo di governo dell’Etruria padana.

 

 
Il Museo Civico Archeologico.

Le raccolte del Museo Civico Archeologico si sono accresciute a partire da un primo nucleo formato dalle collezioni dell'Università di Bologna (collezioni Aldrovandi, Cospi, Marsili), successivamente arricchite dall'eccezionale raccolta del pittore bolognese Palagio Pelagi acquisita dalla città nel 1861.
Di lì a poco iniziò la fortunata stagione degli scavi urbani, inaugurata nel 1869 con la scoperta delle tombe etrusche presso la Certosa, a cui seguirono anni di importanti rinvenimenti nella città e nel territorio circostante.
Il Museo divenne il luogo deputato a raccogliere i materiali rinvenuti nel corso degli scavi che furono esposti in alcune sale attigue all'Archiginnasio, in occasione del V Congresso Internazionale di Antropologia e Archeologia Preistorica del 1871.
Nel 1881 il Museo venne inaugurato nella sua sede di Palazzo Galvani, appena ampliato e rimodernato, con l'esposizione dei materiali delle collezioni e di quelli di più recente scoperta.
Attualmente le collezioni del Museo vantano circa 200.000 opere, suddivise in sezioni che in parte mantengono ancora i criteri espositivi e l'ordinamento originali.

Alabastron etrusco-corinzio. Bologna Museo Civico Archeologico Skiphos attica. Bologna Museo Civico Archeologico
 
A destra, bronzetto di devoto che liba. Bologna Museo Civico Archeologico  
 
 
   
   
 
Stele funeraria in arenaria proveniente dalla necropoli della Certosa. Bologna Museo Civico Archeologico
 
 
 
 

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