Nella Valle Padana i popoli della cosiddetta cultura villanoviana, precursori della civiltà etrusca, erano presenti già dal IX secolo a.C. Fu proprio nella località di Villanova, che oggi si trova nell’area urbana di Bologna, che furono scoperte, nel 1850, le prime testimonianze di queste popolazioni che praticavano il rito dell’incinerazione deponendo in un pozzetto un vaso biconico coperto da una ciotola o da un elmo. In questo periodo l’attività economica fu indirizzata soprattutto all’agricoltura e alla pastorizia. Lo sviluppo successivo, che si realizzò piuttosto tardivamente rispetto all’Etruria classica, è databile intorno al VI secolo a.C. e coincide con la perdita di interesse strategico delle città dell’Etruria marittima dopo la sconfitta navale di Cuma del 474 a.C. patita ad opera dei siracusani.
L’asse dello sviluppo dei popoli etruschi si spostò verso nord alla ricerca di nuove opportunità di transito che offriva il mare Adriatico e di nuove direttrici terrestri che permettessero gli scambi con le popolazioni dell’Europa centrale e settentrionale.
Le fonti romane ci parlano di una dodecapoli etrusca nella Valle Padana, ovvero di una organizzazione politica e religiosa simile a quella dell’Etruria. Le testimonianze archeologiche fanno ritenere che la città di riferimento della regione fosse Bologna (Felsina) la cui superficie destinata alle abitazioni raggiunse circa i 300 ettari di estensione, superiore persino alle grandi città tirreniche.
Un altro rilevante centro della regione fu Verucchio, anch’esso attivo sin dal IX secolo a.C., situato su un pianoro nei pressi dell’attuale San Marino. La località ebbe una notevole importanza strategica in quanto era un avamposto di controllo della valle del fiume Marecchia e della vicina costa adriatica.
Le mutate condizioni internazionali dell’inizio del VI secolo a.C., con il declino delle città dell’Etruria marittima, portano la valle Padana ad assumere una nuova rilevanza. La fondazione ex novo dei centri di Marzabotto nell’Appennino bolognese, di Spina sulla costa adriatica, di Mantova subito a nord del Po, nonché la rifondazione di Bologna, costituiscono il tracciato per la creazione di un sistema economico forte e prosperoso. L’agricoltura non è più la sola fonte di reddito, il territorio viene organizzato secondo esigenze commerciali che portano alla creazione e al rafforzamento di percorsi attrezzati e sicuri.
Questa solida organizzazione territoriale e politica viene sconvolta agli inizi del IV secolo a.C. con la calata dei Galli che sottomisero quasi interamente l’Etruria padana.