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di Giacomo Mazzuoli

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Mantova


Veduta di Mantova

La città etrusca di Mantova fu fondata intorno al VI secolo a.C. e assunse un ruolo strategico importante per gli scambi commerciali tra l'Oriente, le coste adriatiche e le regioni interne, come fu per Spina, Adria, Bologna e Marzabotto. Il nome etrusco Mantua  prese forse origine dalla divinità infernale etrusca Mantus a cui il fondatore Ocno l'avrebbe dedicata. Il sito che ha restituito maggiori testimonianze è quello di Forcello, nei pressi di Bagnolo S. Vito, in cui è stato recentemente istituito un Parco Archeologico. Gli scavi, anche recenti, hanno restituito molte ceramiche, a kylix e a skyphos, terracotte, oggetti in osso, pietra, ambra (una delle materie pregiate nel rapporto di compravendita tra il nord e il sud), vasi in bronzo, pendagli, fibule.  Gli scavi hanno portato alla luce anche una parte dell'abitato, attivo tra metà VI ed inizio IV a.C. con un'estensione di oltre dieci ettari.  Gli Etruschi scelsero di insediarsi su una piccola penisola che si protendeva all'interno della valle fluviale del Mincio, per sfruttare la possibilità di approdo di imbarcazioni che dall'Adriatico risalivano il Po e poi questo suo affluente di sinistra.

L'abitato, di forma pressoché triangolare, copriva una superficie di circa 13 ettari ed era orientato in direzione NW-SE. Sul lato NW era delimitato da un terrapieno con palizzata lignea, lungo almeno 320 m, che doveva avere funzione di arginatura. E' presumibile che il terrapieno proseguisse anche lungo gli altri due lati dell'abitato.
L'abitato aveva un impianto ortogonale, simile a quello di altri centri etruschi di fondazione coloniale, come Marzabotto. Uno degli assi viari principali, largo 15 m, è perpendicolare al terrapieno, ed attraversa longitudinalmente tutto l'abitato ed al suo centro corrono due canali appaiati, che dovevano fungere da collettori delle canaline di drenaggio e di scolo delle abitazioni. Le strutture abitative sono a pianta rettangolare, separate da vie di passaggio e canaline di scarico; presentano tutte la medesima orientazione NE-SW, secondo uno schema regolare che viene rispettato nelle varie fasi di rifacimento delle strutture.

L'area archeologica di Forcello vista dall'alto

Anfora Frammento di ceramica a figure rosse
 
 
   
   
 
 
 
 
 
 
 

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