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di Giacomo Mazzuoli

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Grosseto (Museo Archeologico e d'Arte della Maremma)

             La sede del Museo Archeologico della Maremma di Grosseto

Il Museo ha sede dal 1975, insieme al Museo d'arte sacra della Diocesi di Grosseto, nel palazzo tardo-ottocentesco dell’ex Tribunale di Piazza Baccarini.

La prima sezione del Museo è dedicata ai reperti superstiti del primo Museo Civico di Grosseto, voluto dal canonico Giovanni Chelli nel 1860 . Si tratta di un gruppo di oggetti estremamente eterogenei e per lo più del tutto estranei alla Maremma acquistati dal canonico Chelli in Toscana e a Roma. Il nucleo più consistente è formato da urne cinerarie etrusche di età ellenistica provenienti da Volterra e da Chiusi; fra le chiusine è stato possibile riconoscere un gruppo di urne scavate certamente da Alessandro François nel 1856 nelle località Il Colle e La Pellegrina.  Sono conservate inoltre ceramiche di Volterra, Volsinii  e molti buccheri di Chiusi, alcuni falsificati con aggiunte non pertinenti e vernici. Sono inoltre allestite delle composizioni di elementi antichi e moderni, sistemati in modo tale da apparire unitari e, soprattutto, autentici. Il pezzo più rilevante della collezione è certamente la ciotola di bucchero con alfabeto etrusco graffito del VI sec.a.C. segnalata nel Museo fino dal 1875, ma purtroppo di provenienza incerta (Roselle o Etruria meridionale).

L’esposizione dedicata a Roselle ha un ruolo centrale nell' allestimento del Museo di Grosseto. All’inizio dell’esposizione è collocato un plastico territoriale che permette di comprendere l’inserimento della città etrusca nel paesaggio, con il grande Lago Prile oggi non più esistente e la rivale Vetulonia, posta specularmente di fronte a Roselle. Le prime due sale (3-4) comprendono il periodo che va dalla fondazione della città a tutta l’età arcaica. I reperti provengono dall’edificio ovale con recinto, dalle case arcaiche e dalla casa dell’impluvio. Sono esposti anche depositi votivi e le produzioni artigianali locali; la sala 5, dedicata alle necropoli più antiche, espone, oltre ad un ampia scelta di corredi, due grandi stele funerarie arcaiche con rappresentazioni di guerrieri, una in originale e una in calco, insieme con alcuni piccoli cippi tombali. La sala 6 è uno spazio espositivo particolare dove sono stati sistemati i resti delle decorazioni di terracotta degli edifici arcaici, in un tentativo di ricostruzione. Segue la documentazione della fase classica, piuttosto povera, della vita della città (V - inizi IV sec.a.C.) e di quella ellenistica, che coincide con la conquista e la romanizzazione di Roselle (294 a.C.) (la casa ellenistica della collina nord, il primo piazzale del foro, le produzioni ceramiche). Le sale 9, 10, 11, 12 sono destinate alla fase imperiale di Roselle; si segnalano il lapidario con l’esposizione delle iscrizioni latine, una scelta di anfore vinarie e olearie di età imperiale e il tubo di piombo (fistula) con il bollo in rilievo che testimonia il conferimento a Roselle in età triumvirale o augustea (fra gli ultimi decenni del I secolo a.C. e i primi del I d.C.) del titolo onorifico di colonia. Una piccola sala è destinata alla ricostruzione delle terme di età adrianea e all’esposizione della decorazione architettonica marmorea originale. La grande sala 12 accoglie le statue romane restituite da Roselle: da una parte il grande complesso dell’Augusteo, e dall’altro quello di più recente scoperta della basilica privata detta convenzionalmente dei Bassi; al centro sono esposti ritratti, piccole sculture e frammenti e infine il plastico della ricostruzione del foro e dell’area centrale della città. Le sale dalla 13 alla 23 sono dedicate all’archeologia della provincia di Grosseto (con l’esclusione della città di Roselle) dalla preistoria alla tarda antichità. A una prima grande sala che ospita la documentazione disponibile dal Paleolitico all’età del Ferro, segue l’esposizione del periodo Orientalizzante, incentrata in massima parte sui siti di Vetulonia e Marsiliana che hanno restituito corredi di particolare ricchezza. Molto abbondante è la documentazione di età arcaica che comprende anche una piccola sezione sui commerci, con anfore etrusche, puniche, greche e ceppi d’ancora in pietra. Per l’età classica si segnala il corredo di Pari-Casenovole, con il grande cratere a figure rosse, il cippo a clava e i bronzi. Alla fase della conquista e della romanizzazione, che coincide in queste zone con l’età ellenistica (III-I secolo a.C.), sono dedicate due sale che raccolgono rispettivamente le manifestazioni di persistenze culturali etrusche (lingua, scrittura, usi funerari) e le innovazioni introdotte dai conquistatori (depositi votivi, insediamenti rustici).

 

   

Alcuni reperti etruschi conservati presso il Museo Archeologico di Grosseto

 

 

 

 

Museo Archeologico e d’Arte della Maremma Museo di Arte Sacra della Diocesi di Grosseto Palazzo del Vecchio Tribunale, Piazza Baccarini 3, 58100 GROSSETO tel. 0564/417629, 0564/488750, 751, 752.  maam@gol.grosseto.it

   
   
 
 
   
   

 

 
 
 
 
 
 
 

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