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L’esposizione
dedicata a Roselle ha un ruolo centrale nell' allestimento del Museo
di Grosseto. All’inizio dell’esposizione è collocato un plastico
territoriale che permette di comprendere l’inserimento della città
etrusca nel paesaggio, con il grande Lago Prile oggi non più
esistente e la rivale Vetulonia, posta specularmente di fronte a
Roselle. Le prime due sale (3-4) comprendono il periodo che va dalla
fondazione della città a tutta l’età arcaica. I reperti provengono
dall’edificio ovale con recinto, dalle case arcaiche e dalla casa
dell’impluvio. Sono esposti anche depositi votivi e le produzioni
artigianali locali; la sala 5, dedicata alle necropoli più antiche,
espone, oltre ad un ampia scelta di corredi, due grandi stele
funerarie arcaiche con rappresentazioni di guerrieri, una in
originale e una in calco, insieme con alcuni piccoli cippi tombali.
La sala 6 è uno spazio espositivo particolare dove sono stati
sistemati i resti delle decorazioni di terracotta degli edifici
arcaici, in un tentativo di ricostruzione. Segue la documentazione
della fase classica, piuttosto povera, della vita della città (V -
inizi IV sec.a.C.) e di quella ellenistica, che coincide con la
conquista e la romanizzazione di Roselle (294 a.C.) (la casa
ellenistica della collina nord, il primo piazzale del foro, le
produzioni ceramiche). Le sale 9, 10, 11, 12 sono destinate alla fase
imperiale di Roselle; si segnalano il lapidario con l’esposizione
delle iscrizioni latine, una scelta di anfore vinarie e olearie di
età imperiale e il tubo di piombo (fistula) con il bollo in
rilievo che testimonia il conferimento a Roselle in età triumvirale o
augustea (fra gli ultimi decenni del I secolo a.C. e i primi del I
d.C.) del titolo onorifico di colonia. Una piccola sala è
destinata alla ricostruzione delle terme di età adrianea e
all’esposizione della decorazione architettonica marmorea originale.
La grande sala 12 accoglie le statue romane restituite da Roselle: da
una parte il grande complesso dell’Augusteo, e dall’altro quello di
più recente scoperta della basilica privata detta convenzionalmente
dei Bassi; al centro sono esposti ritratti, piccole sculture e
frammenti e infine il plastico della ricostruzione del foro e
dell’area centrale della città. Le sale dalla 13 alla 23 sono
dedicate all’archeologia della provincia di Grosseto (con
l’esclusione della città di Roselle) dalla preistoria alla tarda
antichità. A una prima grande sala che ospita la documentazione
disponibile dal Paleolitico all’età del Ferro, segue l’esposizione
del periodo Orientalizzante, incentrata in massima parte sui siti di
Vetulonia e Marsiliana che hanno restituito corredi di particolare
ricchezza. Molto abbondante è la documentazione di età arcaica che
comprende anche una piccola sezione sui commerci, con anfore
etrusche, puniche, greche e ceppi d’ancora in pietra. Per l’età
classica si segnala il corredo di Pari-Casenovole, con il grande
cratere a figure rosse, il cippo a clava e i bronzi. Alla fase della
conquista e della romanizzazione, che coincide in queste zone con
l’età ellenistica (III-I secolo a.C.), sono dedicate due sale che
raccolgono rispettivamente le manifestazioni di persistenze culturali
etrusche (lingua, scrittura, usi funerari) e le innovazioni
introdotte dai conquistatori (depositi votivi, insediamenti rustici).
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| Alcuni reperti
etruschi conservati presso il Museo Archeologico di Grosseto |
Museo Archeologico e d’Arte della
Maremma Museo di Arte Sacra della Diocesi di Grosseto Palazzo del
Vecchio Tribunale, Piazza Baccarini 3, 58100 GROSSETO tel.
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