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di Giacomo Mazzuoli

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Roselle


I primi insediamenti riferibili alla città di Roselle risalgono intorno al VII secolo a.C., in una posizione allora invidiabile da punto di vista strategico: sulle rive del lago di Prile, oggi prosciugato, che comunicava in più punti con il mare e che rappresentava un porto sicuro, e proprio alla foce del fiume Ombrone che offriva la possibilità di scambi commerciali all’interno con la val d’Orcia.

La città raggiunse presto un discreto sviluppo testimoniato dai resti della primitiva cinta muraria rosellana con fondamenta a blocchi regolari e alzato in mattoni crudi le cui origini risalgono al VII secolo a.C. Dall'ultimo quarto del VI sec. a.C. risulta una considerevole importazione di ceramica attica, che aumentò progressivamente, rivelando come Roselle fosse ormai un importante centro urbano. Risale al VI sec. a.C. la seconda cinta muraria, costruita con blocchi di arenaria in opera poligonale, ancora oggi visibile per lunghi tratti, per un totale di 3270 metri.La conquista romana avvenne nel 294 a.C., ad opera del console Lucio Postumio Megello. Bisogna però aspettare l’età imperiale per osservare le prime tangibili testimonianze della nuova era: sono riferibili a quest'epoca l'anfiteatro, il monumentale complesso forense, la basilica dei Bassi, le terme.

Nella tarda età imperiale, Roselle fu soggetta alla decadenza che investì progressivamente le città romane. Nel V sec. d.C. Roselle fu sede vescovile e doveva comprendere una vasta diocesi: il primo vescovo noto è Vitaliano, nel 499 d.C. Fra la fine del VI sec. d.C. e i primi decenni del VII d.C. la città fu interessata dalla conquista longobarda. Nell138 una bolla di Papa Innocenzo II sancì il trasferimento della diocesi nel vicino centro di Grosseto, la cui esistenza è testimoniata fin dall'inizio del IX secolo. Il decreto determinò la fine della civitas di Roselle, che da allora fu progressivamente abbandonata.

L’abbandono, e la riscoperta dell’area archeologica in epoca recente, hanno permesso una buona conservazione dei resti edificatori etruschi e romani tale da consentire, con i moderni metodi di scavo, una discreta lettura della città etrusca.

 

Particolare delle mura di Roselle (VII- VI secolo a.C.)

Roselle in epoca etrusca si affacciava sul lago di Prile, oggi prosciugato, e alla foce del fiume Ombrone.

LA CINTA MURARIA. Ci è pervenuta praticamente  integra nel suo perimetro di quasi tre chilometri e mezzo. L 'altezza massima che si conserva nella fascia nord è di 5 metri. Nell'edificazione delle mura sono stati utilizzati blocchi in pietra provenienti da cave locali; il materiale da costruzione varia da zona a zona, secondo la disponibilità della roccia presente nelle cave del territorio. Lungo il circuito murario si aprivano almeno 7 porte, ipotizzate sulla base di foto aeree, ma solo tre sono state messe in luce: una, a nord, è caratterizzata da un accesso a camera, mentre le altre due, che si aprono rispettivamente sui lati est ed ovest.

L’AREA DEL FORO ROMANO. Quest'area è particolannente importante, poiche gli scavi, con stratigrafie che raggiungono i 6 metri di profondità, hanno messo in luce testimonianze ininterrotte di vita dal VII sec. a.C. fino all'età romana ed oltre. Qui si può sono stati scoperti il cosiddetto "edificio con recinto o ovale” e quello “a due vani” di certa epoca etrusca. "L'edificio con recinto" è un monumento del periodo orientalizzante, costituito da un vano internamente ovale ed esternamente rettangolare, con due recinti, uno nella parte meridionale, l'altro in quella settentrionale. Questo edificio, recentemente, è stato interpretato come luogo di culto, in base a motivazioni architettoniche: "il contrasto tra la spaziosità del recinto el'esiguità della struttura coperta, collocata però al suo centro, assieme al1'ubicazione in quello che era già allora il cuore della città, depongono per una funzione pubblica, possibilmente sacrale".

LA BASILICA ROMANA. Ad est del fòro si erge la “basilica" romana, uno dei fulcri della vita pubblica, a pianta rettangolare con colonnato interno, di cui oggi si conserva soltanto il basamento di una colonna. L'alzato è caratterizzato da una complessità di tecniche murarie: opus reticulatum ed opus vittatum con ricorsi in laterizio, di cui resta visibile una limitata porzione di parete.

L’ANFITEATRO. Quest’opera di epoca romana, datata I secolo d.C., è realizzata in opus reticulatum ed è stata riutilizzata nel medioevo come fortificazione difensiva. Nell’area dell’anfiteatro sono stati messi in luce i resti di una casa etrusca della fine del VII sec. a.C., che ne documenta l'occupazione urbanistica  fin dalle origini della città.

 
 
L'anfiteatro  
L'area del foro
 
Fontana romana  
 
Pianta dell'area archeologica
 
 
 
 

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