|
|
 |
|
|
Roselle |
|
|
I
primi insediamenti riferibili alla città di Roselle risalgono intorno al
VII secolo a.C., in una posizione allora invidiabile da punto di vista
strategico: sulle rive del lago di Prile, oggi prosciugato, che
comunicava in più punti con il mare e che rappresentava un porto sicuro,
e proprio alla foce del fiume Ombrone che offriva la possibilità di
scambi commerciali all’interno con la val d’Orcia.
La città raggiunse
presto un discreto sviluppo testimoniato dai
resti della primitiva cinta muraria rosellana con fondamenta a blocchi
regolari e alzato in mattoni crudi le cui origini risalgono al VII secolo
a.C. Dall'ultimo quarto del VI sec. a.C. risulta una considerevole
importazione di ceramica attica, che aumentò progressivamente, rivelando
come Roselle fosse ormai un importante centro urbano. Risale al VI sec.
a.C. la seconda cinta muraria, costruita con blocchi di arenaria in opera
poligonale, ancora oggi visibile per lunghi tratti, per un totale di 3270
metri.La conquista romana avvenne nel 294 a.C., ad opera del console
Lucio Postumio Megello. Bisogna però aspettare l’età imperiale per
osservare le prime tangibili testimonianze della nuova era: sono
riferibili a quest'epoca l'anfiteatro, il monumentale complesso forense,
la basilica dei Bassi, le terme.
Nella tarda età imperiale, Roselle fu soggetta alla decadenza che investì
progressivamente le città romane. Nel V sec. d.C. Roselle fu sede
vescovile e doveva comprendere una vasta diocesi: il primo vescovo noto è
Vitaliano, nel 499 d.C. Fra la fine del VI sec. d.C. e i primi decenni
del VII d.C. la città fu interessata dalla conquista longobarda. Nell138
una bolla di Papa Innocenzo II sancì il trasferimento della diocesi nel
vicino centro di Grosseto, la cui esistenza è testimoniata fin
dall'inizio del IX secolo. Il decreto determinò la fine della civitas
di Roselle, che da allora fu progressivamente abbandonata.
L’abbandono, e la riscoperta dell’area archeologica in epoca recente,
hanno permesso una buona conservazione dei resti edificatori etruschi e
romani tale da consentire, con i moderni metodi di scavo, una discreta
lettura della città etrusca.
|

Particolare delle mura di Roselle (VII- VI
secolo a.C.) |

Roselle in epoca etrusca si affacciava
sul lago di Prile, oggi prosciugato, e alla foce del fiume Ombrone. |
LA CINTA MURARIA.
Ci è pervenuta praticamente integra nel suo perimetro di quasi tre
chilometri e mezzo. L 'altezza massima che si conserva nella fascia
nord è di 5 metri. Nell'edificazione delle mura sono stati utilizzati
blocchi in pietra provenienti da cave locali; il materiale da
costruzione varia da zona a zona, secondo la disponibilità della
roccia presente nelle cave del territorio. Lungo il circuito murario
si aprivano almeno 7 porte, ipotizzate sulla base di foto aeree, ma
solo tre sono state messe in luce: una, a nord, è caratterizzata da
un accesso a camera, mentre le altre due, che si aprono
rispettivamente sui lati est ed ovest.
L’AREA DEL FORO
ROMANO.
Quest'area è particolannente importante, poiche gli scavi, con
stratigrafie che raggiungono i 6 metri di profondità, hanno messo in
luce testimonianze ininterrotte di vita dal VII sec. a.C. fino
all'età romana ed oltre. Qui si può sono stati scoperti il cosiddetto
"edificio con recinto o ovale” e quello “a due vani” di certa epoca
etrusca. "L'edificio con recinto" è un monumento del periodo
orientalizzante, costituito da un vano internamente ovale ed
esternamente rettangolare, con due recinti, uno nella parte
meridionale, l'altro in quella settentrionale. Questo edificio,
recentemente, è stato interpretato come luogo di culto, in base a
motivazioni architettoniche: "il contrasto tra la spaziosità del
recinto el'esiguità della struttura coperta, collocata però al suo
centro, assieme al1'ubicazione in quello che era già allora il cuore
della città, depongono per una funzione pubblica, possibilmente
sacrale".
LA BASILICA ROMANA.
Ad est del fòro si erge la “basilica" romana, uno dei fulcri della
vita pubblica, a pianta rettangolare con colonnato interno, di cui
oggi si conserva soltanto il basamento di una colonna. L'alzato è
caratterizzato da una complessità di tecniche murarie: opus
reticulatum ed opus vittatum con ricorsi in laterizio, di
cui resta visibile una limitata porzione di parete.
L’ANFITEATRO. Quest’opera di
epoca romana, datata I secolo d.C., è realizzata in opus reticulatum
ed è stata riutilizzata nel medioevo come fortificazione difensiva.
Nell’area dell’anfiteatro sono stati messi in luce i resti di una
casa etrusca della fine del VII sec. a.C., che ne documenta
l'occupazione urbanistica fin dalle origini della città.
|
|
 |
|
|
L'anfiteatro |
|
 |
|
L'area del
foro |
 |
|
|
Fontana
romana |
|
|
|
|
 |
|
Pianta
dell'area archeologica |
|
|
| |
| |
| |
|
|
|
|
|
|
 |
|