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di Giacomo Mazzuoli

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Vetulonia


Calco del "trono di Claudio",probabile coronamento di altare in pietra decorato a rilievo di età claudia rinvenuto a Cerveteri,nell'area del teatro romano durante gli scavi 1840/46. L'altare ha sulla fronte le personificazioni di tre dei popoli etruschi:Tarconte velato come Aruspice,una dea seduta e una divinità marina con timone sulla spalla che rappresentano rispettivamente i Tarquiniesi,i Vulcenti e i Vetuloniesi. Museo delle antichità Etrusche e Italiche, Roma.

Interno della camera a tholos del tumulo della Pietrera

Vetulonia fu la città più importante dell'Etruria settentrionale marittima: nel cosiddetto "Trono di Claudio", monumento ceretano del I secolo d.C., sono raffigurati tre personaggi che rappresentano altrettante città etrusche: Tarquinia, Vulci e Vetulonia. La città fu costruita, come Roselle, sulle rive di quello che un tempo fu il Lago di Prile che, in comunicazione con il Tirreno, era un porto sicuro e una via di transito anche con la foce del fiume Ombrone. La scoperta dell'esatta ubicazione dell'antica città etrusca, però, è un fatto relativamente recente, nel medioevo il nome di Vetulonia fu infatti sostituito con un altro, quello di Colonna di Buriano. Solo gli scavi ottocenteschi intrapresi da Isidoro Falchi, medico condotto ed archeologo dilettante, portarono all'esatta identificazione dell ' antica città  etrusca di Vetluna. Lo sviluppo della città si ebbe tra l'VIII e il VI secolo a.C.. Dell'antico abitato restano solo alcuni tratti della cinta muraria costituita da blocchi irregolari ed estesa per circa cinque chilometri. Nei pressi dell'abitato erano estesissime necropoli, a Poggio della Guardia, Poggio delle Birbe, Poggio al Bello e Costa delle Dupiane. Le prime tombe a pozzo, risalenti alla prima metà dell'VIII secolo a.C., presentano una caratteristica comune ai vicini territori della Marsiliana e di Magliano: gruppi di tombe, forse appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono delimitate da un circolo di pietre conficcate verticalmente nel terreno (il cosiddetto circolo interrotto) che precede le posteriori tombe a circolo tipiche di Vetulonia che compaiono ll'inizio del VII secolo, in pieno periodo orientalizzante, del tipo a fossa o a camera, racchiuse da un circolo continuo di lastre di pietra. Risalgono a questo periodo ipogei con ricchi corredi, il Circolo dei Lebeti, dei Monili, di Bes, il circolo del Tridente, quello delle Pellicce e la tomba del Littore. Il materiale recuperato nelle tombe di Vetulonia è in massima parte conservato presso il Museo Archeologico di Firenze e rende l'idea del grado di potenza economica, politica e artistica raggiunto dalla città.

Nella seconda metà del VII secolo a.C. compaiono anche a Vetulonia le tombe a tumulo monumentali, rinvenute presso la via detta "dei Sepolcri". Questi ipogei contengono camere a pianta circolare e, in un secondo tempo, quadrangolare con volta a tholos che appare sorretta da un pilastro centrale. Sono visitabili in loco il tumulo della Pietrera e quello dell'Abate mentre quello del Diavolino è ricostruito nel giardino del Museo Archeologico di Firenze. Il tumulo della Pietrera è il più grande e deve il suo nome all'uso che ne hanno fatto gli abitanti del luogo nel corso dei secoli, ovvero una cava di pietra. Alto 14 metri e con oltre 60 metri di diametro, contiene una tomba costituita da due camere posta l'una sopra l'altra, forse perchè la prima ad essere costruita, quella inferiore, crollò durante i lavori. Agli inizi del VI sec. a.C. la rarefazione delle tombe e gli stessi corredi tombali sembrano far rilevare l'inizio di una crisi che investì il centro urbano e di cui è impossibile denunciarne sia l'entità che la durata. Crisi alla quale non fu estraneo il contemporaneo emergere dell'altra città posta sulla sponda del lago Prile a pochi chilometri in linea d'aria: Roselle, con la quale forse Vetulonia dovette cominciare a misurarsi. Come si è detto la maggior parte dei reperti rinvenuti a Vetulonia sono esposti al Museo Archeologico di Firenze, un piccolo antiquarium è stato di recente aperto anche nella cittadina ed è intitolato allo scopritore dell'esatta ubicazione della città etrusca, Isidoro Falchi.

Dromos d'ingresso del tumulo della Pietrera (Seconda metà del VII secolo a.C.)

   
Fibula d'oro orientalizzante rinvenuta nella Tomba del Littore. Museo Archeologico di Firenze. Navicella di bronzo dalla Tomba del Duce. Museo Archeologico di Firenze.
 
 
   
   
 
   
Interno della tomba del Diavolino 2 Esterno della Tomba del Diavolino di Vetuolonia, ricostruita nel giardino del Museo Archeologico di Firenze.
 
 
 
 

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