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di Giacomo Mazzuoli

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Castro




Come si arriva

Da Farnese si prende la strada per Manciano, dopo alcuni chilometri si gira a sinistra seguendo le indicazioni per Castro. Ad Ischia di Castro , in Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto si trova il Museo "Pietro e Turiddu Lotti" in cui sono custoditi anche alcuni reperti provenienti dalla necropoli di Castro  
 

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> Museo Pietro e Turiddu Lotti
 
Esterno di una tomba facente parte  della necropoli della Biga(1) Tomba monumentale a semidado(1)
  Castro è famosa per essere stata la capitale del Ducato omonimo dei signori Farnese, città ideale disegnata dal Sangallo e distrutta dalle truppe pontificie di papa Innocenzo X nel 1649. Di questa città non rimangono che pochi ruderi disseminati in una fitta vegetazione. Ma già nel piazzale da dove si iniziano le escursioni per visitare la città distrutta è possibile rendersi conto che questi luoghi erano stati scelti molti secoli addietro dagli etruschi per viverci e per seppellire i loro defunti. Qui è visibile infatti una grande tomba a semidado del VI secolo a.C. scavata nel tufo con tre camere, lunga 13 m., con cornici in nenfro e protomi d’angolo a testa di ariete e leone conservati presso il museo di Ischia di Castro. A poche centinaia di metri si trova una piccola necropoli rupestre dominata dalla cosiddetta "Tomba della Biga di Castro" perchè vi è stato rinvenuto un rarissimo esemplare di biga etrusca, attualmente esposta al Museo di Villa Giulia in Roma.
 




Esterno della tomba della Biga. Qui fu rinvenuta una splendida biga etrusca,
con gli scheletri dei due cavalli, ora conservata presso il museo
di Villa Giulia a Roma (1)

Interno di una tomba facente parte  della necropoli della Biga(1)

Esterno di una tomba facente parte  della necropoli della Biga (1)

 


La Biga di Castro esposta presso il Museo Archeologico di Viterbo

 


La Via Cava, tagliata etrusca(1)

Si tratta di una tomba ipogea con un lungo dromos a cielo aperto, vestibolo e camera. Scendendo verso il fiume Olpeta sono visibili altre tombe analoghe e un bel colombario di epoca romana.
In questo percorso è notevole l'ambiente naturale fatto da una rigogliosa vegetazione composta soprattutto di piante d'alto fusto e di un fitto sottobosco che varia secondo le stagioni.
Attraverso il fiume ci si trova immediatamente su una strada di origine etrusca chiamata "Via Cava", un profondo taglio nel tufo (tagliata) di circa 20 mt. di altezza e 80 mt. di lunghezza. Iniziata in epoca etrusca e più volte modificata fino al Rinascimento, è considerata da alcuni studiosi un tratto della via Clodia.
Di particolare interesse la scritta in caratteri etruschi su una parete. 
Foto G.Mazzuoli  

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