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di Giacomo Mazzuoli

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Falerii Veteres




 

Come si arriva

Civitacastellana (l'antica Falerii Veteres) è raggiungibile dall'Autostrada A1 uscendo a Magliano Sabina. Oppure percorrendo la Via Flaminia da Roma o da Terni. 
  Falerii Veteres fu la città più importante dei Falisci, un popolo dell'Italia antica, di ceppo linguistico differente a quello degli Etruschi, e con un'entità etnica diversa da questi ultimi, nonostante in alcuni periodi della sua storia si notino dei chiari contatti tra le due culture. Il territorio dello Stato falisco era compreso tra i confini naturali del fiume Tevere, dei Monti Cimini e Sabatini, corrispondente a parte della provincia di Roma a nord della capitale ed al settore meridionale della provincia di Viterbo. Le città principali della nazione falisca erano, da nord a sud, Vignanello, Fescennium, Falerii (Civita Castellana, la capitale), Sutri, Nepi, Capena e Narce (presso l'odierna Calcata). Il ceppo linguistico dei Falisci ricade nell'area indoeuropea, in cui sono comprese altre lingue dell'Italia antica tra cui il latino: le due parlate infatti hanno una radice comune "protolatina" che risale a periodi molto antichi, presumibilmente all'età del Bronzo (II millennio a.C.) in cui latini e falisci vivevano in un territorio comune. Ma se possiamo parlare con certezza di una comune matrice linguistica tra Falisci e Latini la gran parte dei reperti archeologici rinvenuti mostra, specialmente per l'età del Ferro, una stretta affinità culturale con gli Etruschi di questo periodo, cioé con la Cultura Villanoviana, nonché la nascita di forti caratteri peculiari falisci.  
 



Veduta di Civitacastellana
 

 

Il Forte Borgiano opera del Sangallo

 

Il cortile del Forte Sangallo,
sede del Museo (2)

 

Cratere a calice a figure rosse proveniente dalle necropoli
di Falerii Veteres (1)

 


 

Kylix a figure rosse proveniente dalle necropoli di Falerii Veteres (1)



Particolare del rivestimento dello spiovente del Tempio dello Scasato (1)

Rivestimento della trabeazione e telaio di una porta del Tempio dello Scasato (1)

Acroterio a palmetta e rivestimento dello spiovente del Tempio (1)

 

E' soprattutto nel VII secolo a.C.) che il patrimonio iconografico tipico di questo periodo viene rielaborato dagli artigiani con una forte caratterizzazione locale, sia nella realizzazione delle figure sui vasi che nella tecnica di realizzazione delle stesse: diffusi sono i vasi di impasto rosso, di diversa tipologia, decorati con la tecnica dell'excisione (cioè incidendo l'impasto di argilla non ancora cotta, lasciando in rilievo i particolari che si desiderava far risaltare. Il primo insediamento dell'antica città di Falerii Veteres sorse, con ogni probabilità, sul colle di Vignale, dove sono stati rinvenuti reperti ceramici risalenti all'età del Bronzo finale, come testimonia un piccolo nucleo di tombe a pozzo situate nella valle di Celle, ai piedi del colle. Successivamente la popolazione si insediò sul pianoro adiacente (quello che oggi ospita il centro storico di Civita Castellana) facendo fiorire una civiltà con un'organizzazione sociale definita ed un florido commercio collegato ai territori circostanti ed al mondo greco.
Falerii Veteres raggiunse il massimo splendore nel V secolo a.C., confermandosi incontrastata capitale politica e culturale del territorio falisco. Numerosi reperti attestano l'importanza della città, come il tempio di Giunone Curite ed il tempio di Mercurio (i cui resti sono esposti nel Museo di Villa Giulia a Roma). La statua dell'Apollo, anch'essa conservata nel medesimo museo, proviene da un altro tempio situato in località Scasato.
Le necropoli più importanti, come Montanaro, Colonnette, Valsiarosa, Terrano, Penna e Celle, erano situate in prossimità del centro abitato ed oggi sono difficilmente identificabili a causa dello sviluppo urbanistico di Civita Castellana.      Sotto la spinta espansionistica di Roma, già nella seconda metà del V secolo, i rapporti da sempre esistenti con le vicine genti etrusche, si trasformarono in vere e proprie alleanze per contrastare il pericolo di invasione. Nel 241 a.C., dopo un assedio durato sei giorni, Falerii Veteres fu distrutta dai Romani e i superstiti, privati dei beni e della metà del loro territorio, furono deportati in una città costruita ex novo su un pianoro poco distante cui fu dato il nome di Falerii Novi.
Molti reperti rinvenuti nelle necropoli di Falerii e delle vicine città falische sono custoditi presso il Museo dell'Agro Falisco allestito negli anni '50 presso il Forte Borgiano.
(1) Museo di Villa Giulia a Roma (2) Foto di G.Mazzuoli  

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