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La via Amerina è una strada consolare romana che fu realizzata dopo
la fine della guerra romana-falisca (241 a.C.) e la sottomissione a
Roma di Sutri, Nepi e Faleri Veteres. Il percorso della strada
ricalcava il tracciato di un’antica via etrusca e si staccava dalla
Cassia a livello della Valle del Baccano, attraversava Nepi, Falerii
Novi, Orte e raggiungeva l’antica Ameria (Amelia). La sua importanza
strategica, piuttosto scarsa in periodo romano, accrebbe nel periodo
bizantino in quanto unico collegamento disponibile per i Bizantini
tra Roma e Ravenna. In epoca recente alcuni tratti della via
Amerina sono stati recuperati grazie all’azione del Gruppo
Archeologico Romano, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica
per l’Etruria Meridionale.
Presso Falerii Novi
la strada attraversa la sua necropoli meridionale costituendo
un’estesa area archeologica (seconda metà III secolo a.C. - fine III
d.C.), considerata tra le più importanti testimonianze storiche del
territorio falisco.
Lungo il suo percorso, ben conservato con il basolato e le crepidini
per una larghezza di m. 2,40, si articola un’area di necropoli
estesa per 1500 metri e distinta in tre settori denominati Cava
Foce, Tre Ponti, Cavo degli Zucchi con tombe ricavate lungo le
pareti della tagliata tufacea percorsa dalla strada.
La tipologia delle tombe conservate è molto varia e comprende
sepolcri a camera semplice anche preceduti da vestiboli, tombe a
portico, tombe con loculi o nicchie, colombari, tombe a fosse.
Notevoli anche le tombe costruite a blocchi ed un monumento di cui
resta la base in peperino ben modanata su una piattaforma in
opus caementicium
rivestito di blocchi di tufo e peperino. Presso il Cavo degli Zucchi
ci sono due tombe di eccezionale conservazione e bellezza denominate
le tombe della Regina. Sono precedute da un vestibolo con tre
aperture ad arco ed una elegante modanatura a mensola, presentano
camera sepolcrale con banchine e, nelle pareti, loculi per
l’inumazione. |

La tomba della Regina
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