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Faleri Novi

di Giacomo Mazzuoli

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La necropoli meridionale e la Via Amerina


La via Amerina nel pressi di Faleri Novi
 

Come si arriva

Dal centro abitato di Faleri Novi si seguono le indicazioni. Si lascia la macchina ai margini del bosco e si prosegue a piedi per circa un chilometro e si arriva alla strada basolata romana che presenta le tombe ai margini.
La via Amerina è una strada consolare romana che fu realizzata dopo la fine della guerra romana-falisca (241 a.C.) e la sottomissione a Roma di Sutri, Nepi e Faleri Veteres. Il percorso della strada ricalcava il tracciato di un’antica via etrusca e si staccava dalla Cassia a livello della Valle del Baccano, attraversava Nepi, Falerii Novi, Orte e raggiungeva l’antica Ameria (Amelia). La sua importanza strategica, piuttosto scarsa in periodo romano, accrebbe nel periodo bizantino in quanto unico collegamento disponibile per i Bizantini tra Roma e Ravenna.

In epoca recente alcuni tratti della via Amerina sono stati recuperati grazie all’azione del Gruppo Archeologico Romano, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale.

Presso Falerii Novi la strada attraversa la sua necropoli meridionale costituendo un’estesa area archeologica (seconda metà III secolo a.C. - fine III d.C.), considerata tra le più importanti testimonianze storiche del territorio falisco.
Lungo il suo percorso, ben conservato con il basolato e le crepidini per una larghezza di m. 2,40, si articola un’area di necropoli estesa per 1500 metri e distinta in tre settori denominati Cava Foce, Tre Ponti, Cavo degli Zucchi con tombe ricavate lungo le pareti della tagliata tufacea percorsa dalla strada.
La tipologia delle tombe conservate è molto varia e comprende sepolcri a camera semplice anche preceduti da vestiboli, tombe a portico, tombe con loculi o nicchie, colombari, tombe a fosse. Notevoli anche le tombe costruite a blocchi ed un monumento di cui resta la base in peperino ben modanata su una piattaforma in opus caementicium rivestito di blocchi di tufo e peperino. Presso il Cavo degli Zucchi ci sono due tombe di eccezionale conservazione e bellezza denominate le tombe della Regina. Sono precedute da un vestibolo con tre aperture ad arco ed una elegante modanatura a mensola, presentano camera sepolcrale con banchine e, nelle pareti, loculi per l’inumazione.



La tomba della Regina

 

Ingresso di una tomba a camera

Ingresso di una tomba a camera

 

Interno di una tomba a camera con soffitto a crociera

Interno di una tomba a camera con soffitto a crociera

 

Piazzola con monumento funerario

Piazzola con monumento funerario

 

Ingresso di tomba a camera

Ingresso di tomba a camera


Interno di una tomba a camera
Interno di una tomba a camera
Esterno di una delle due Tombe della Regina
Esterno di una delle due Tombe della Regina

Il vestibolo della prima tomba della regina
Il vestibolo della prima tomba della regina
La porta modanata della seconda tomba della regina con scudi
La porta modanata della seconda tomba della regina con scudi

 

 

Le cosiddette Tombe della Regina sono particolarmente significative dal punto di vista architettonico. Si tratta di due ipogei rupestri caratterizzate dalle facciate contigue aperte verso la scarpata del fosso Maggiore con sei archi poggianti su pilastri. La pianta è piuttosto articolata. Dal'esterno si entra nel vestibolo e, quindi, nella camera funeraria attraverso un breve corridoio collegato con la grande terrazza superiore da un'apertura a pozzo (caditoia). La camera, piuttosto semplice, presenta un massiccio tramezzo sporgente dalla parete di fondo con alcuni loculi di sepoltura. La parte più interessante si trova comunque nel vestibolo con elementi decorativi costituiti da cornici in alto e intorno alla porta che sull'architrave doveva ospitare l'iscrizione funeraria (titulo), oggi testimoniata da scarse tracce di colore rosso.
Foto di G.Mazzuoli  

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