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di Giacomo Mazzuoli

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Grotta Porcina - Vetralla




 

Come si arriva

All'altezza del km. 26,6 della SR. 1 bis Aurelia, provenendo da Vetralla o da Tarquinia, si imbocca una strada rurale asfaltata (località Dogane) e si seguono le indicazioni.. 
  Il nome deriva dalla trasformazione in passato delle tombe etrusche in ricoveri per suini. La località fu sede di un modesto insediamento etrusco fiorito nel VI secolo a.C. su una strada che da Blera si dirigeva verso Nord e che verrà ricalcata in seguito dalla via Clodia. Il monumento principale della necropoli è un grande tumulo (prima metà del VI secolo a.C.) detto "La Grande Ruota"di forma circolare realizzato tagliando un alto sperone tufaceo, che raccoglie una tomba a tre camere e che è provvisto di un ponte di accesso alla sommità, concepita come altare per il culto funebre. La prima tomba del tumulo presenta un soffitto a rilievo a cassettoni regolari. La seconda ha un portale di accesso decorato a rilievo di colore rosso, un soffitto a doppio spiovente con finto columen a rilievo; al centro sul pavimento una apertura rettangolare della profondità di 15 mt., lo stesso pozzo rettangolare si trova anche all'interno della terza camera.   
 



Il ponte di accesso alla sommità del tumulo detto "Grande Ruota" (1)

 

Il tumulo della Grande Ruota  (1)

 

Pianta dell'area archeologica

 

Tomba a camera del tumulo con soffitto a cassettoni (1)

 


L'altare rupestre  (1)

Nei pressi del tumulo si trovano alcune interessanti Tombe a camera una delle quali presenta il caratteristico soffitto displuviato a cassettoni. Nella vallata sottostante la necropoli, racchiuso in un'area recintata e coperto da una tettoia protettiva, si trova un imponente altare rupestre. Di forma cilindrica (ha un diametro di 5,8 metri) presenta sui fianchi decorazioni a bassorilievo di gusto orientalizzante raffiguranti animali. Ai lati dell'altare è possibile notare delle gradinate sulle quali, probabilmente, prendevano posto gli spettatori. Secondo E. Colonna Di Paola, il complesso databile attorno alla prima metà del VI secolo a.C., può essere considerato "Il più antico teatro noto d'Italia" seppure legato al culto funerario. Nei pressi dell'altare è inoltre possibile visitare un'edicola di epoca ellenistica a forma di semidado con base decorata da modanature.
(1) Foto di G.Mazzuoli  

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