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di Giacomo Mazzuoli

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Orvieto - Museo "Claudio Faina"




Il Palazzo che ospita il Museo Civico "Claudio Faina" in Piazza del Duomo ad Orvieto
 

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Urna cineraria a forma di anatra


Esposizione di ceramiche attiche
  Il Museo Faina nacque grazie alla donazione che il Conte Claudio fece nel 1954 al Comune di Orvieto della collezione archeologica di famiglia e dei propri beni che, attraverso una Fondazione, ne assicurano la tutela e ne promuovono lo studio.
Di un primo nucleo della collezione fanno parte ceramiche etrusco-corinzie delle officine di Caere o di Vulci, canopi e buccheri chiusini e una ricca raccolta di ceramiche attiche, tra le quali alcune opere dei pių grandi pittori a figure rosse e nere, come Duride, Amasis ed Exekias.
Tre anfore di Exekias provengono dalla necropoli del Crocifisso del Tufo, testimoniando i gusti raffinati degli abitanti e spiegando anche i motivi della fioritura di una produzione locale ma anche di ceramiche figurate che, come le anfore del Gruppo Orvieto, hanno come modello proprio la ceramica attica.
Molti materiali provengono dagli scavi che Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, compė a Vulci; ciō si deve al legame di parentela tra i Faina ed il Principe di Canino acquisito con il matrimonio tra Zefferino Faina e la nipote di Luciano, Luciana Bonaparte Valentini. Di rilievo č anche una bellissima serie di litografie che illustrano i pezzi pių pregiati della collezione Bonaparte e realizzate dall'artista Valadier. Oltre a molti altri materiali ceramici rinvenuti nelle necropoli orvietane, nel Museo Faina sono conservate anche le terrecotte architettoniche provenienti dal tempio urbano del Belvedere.
 

 

Anfore attiche a figure nere (550-540 a.C.)
 

Litografia del Valadier
di un Kylix attico
 

Il sarcofago rinvenuto
a Torre San Severo
 
Esposizione di ceramiche attiche
 

La Venere della Cannicella

Statua raffigurante un uomo barbuto proveniente dal tempio  del Belvedere
   

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