Il Museo Faina nacque grazie alla donazione che il Conte
Claudio fece nel 1954 al Comune di Orvieto della collezione
archeologica di famiglia e dei propri beni che, attraverso una
Fondazione, ne assicurano la tutela e ne promuovono lo studio.
Di un primo nucleo della collezione fanno parte ceramiche
etrusco-corinzie delle officine di Caere o di Vulci,
canopi e buccheri chiusini e una ricca raccolta di ceramiche attiche,
tra le quali alcune opere dei pių grandi pittori a figure rosse e
nere, come Duride, Amasis ed Exekias.
Tre anfore di Exekias provengono dalla necropoli del Crocifisso
del Tufo, testimoniando i gusti raffinati degli abitanti e
spiegando anche i motivi della fioritura di una produzione locale ma
anche di ceramiche figurate che, come le anfore del Gruppo Orvieto,
hanno come modello proprio la ceramica attica.
Molti materiali provengono dagli scavi che Luciano Bonaparte,
fratello di Napoleone, compė a Vulci; ciō si deve al legame di
parentela tra i Faina ed il Principe di Canino acquisito con il
matrimonio tra Zefferino Faina e la nipote di Luciano,
Luciana Bonaparte Valentini. Di rilievo č anche una bellissima
serie di litografie che illustrano i pezzi pių pregiati della
collezione Bonaparte e realizzate dall'artista Valadier.
Oltre a molti altri materiali ceramici rinvenuti nelle necropoli
orvietane, nel Museo Faina sono conservate anche le terrecotte
architettoniche provenienti dal tempio urbano del Belvedere.
|
 |
 |
Anfore
attiche a figure nere (550-540 a.C.)
|

Litografia del Valadier
di un Kylix attico
|

Il sarcofago rinvenuto
a
Torre San Severo
|
 |
 |
Esposizione di ceramiche
attiche
|

La Venere della
Cannicella |

Statua raffigurante un
uomo barbuto proveniente dal tempio del Belvedere |
| |
|
|