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di Giacomo Mazzuoli

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Pianezze - Grotte di Castro




 

Come si arriva
Percorrendo la SR Cassia da Bolsena, prima di arrivare a S.Lorenzo Nuovo si prende il bivio a sinistra per Gradoli, poi a destra per Grotte di Castro, dopo poche centinaia di metri si arriva a destinazione. Provenendo da Acquapendente invece si supera San Lorenzo Nuovo e si prende lo stesso bivio per Gradoli a destra. 
 

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  La necropoli delle Pianezze è la più estesa tra quelle che cingevano la cosiddetta "Civita", il centro etrusco che sorgeva sulla vicina altura e di cui oggi restano soltanto cunicoli, cisterne ed alcuni tratti della cinta difensiva.
Tra la prima metà del VII ed il III secolo a.C. furono scavate centinaia di tombe di varie dimensioni e tipo: dalle più antiche tombe "a cassone" del VII secolo a.C., foderate e coperte da lastre di tufo e destinate a contenere un solo defunto, si passa già verso la fine dello stesso secolo alle tombe a camera monumentali, destinate ad uno o più nuclei familiari, costituite da un grande corridoio d'accesso e da vari ambienti sotterranei, talvolta arricchiti da decorazioni architettoniche, ad imitazione delle abitazioni civili. 
 




Interno della "Tomba Rossa"


Dromos d'ingresso di una tomba della necropoli
 


Dromos d'ingresso di una tomba della necropoli
 
Esterno di due tombe della necropoli

Interno di una tomba della necropoli

Interno di una tomba della necropoli
Interno di due tombe della necropoli
  La cosiddetta "Tomba Rossa", databile nel corso del VI secolo a.C., fornisce preziose informazioni sull'architettura domestica etrusca, poiché presenta particolari architettonici interni scolpiti e dipinti. Da un ampio atrio rettangolare si accede ad una piccola camera funeraria, dove erano sepolti i fondatori del sepolcro.
Nel pavimento dell'atrio sono ricavate alcune fosse per gli altri membri della famiglia, mentre sulla parete di fondo e su quella di ingresso sono scolpite in rilievo e verniciate di rosso una colonna di ordine tuscanico ed una mensola, come a sostenere il trave di colmo del soffitto, riprodotto con il solo colore rosso assieme all'imitazione delle altre strutture lignee (travi longitudinali e travicelli trasversali) che costituivano l'ordito del tetto di un'abitazione civile.
L'area è oggi adibita a Parco Archeologico ed è visitabile negli orari di apertura insieme al Museo Civico Archeologico di Grotte di Castro
 
 
Foto di G.Mazzuoli  

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