Necropoli della Banditaccia di Cerveteri

Le Tombe dipinte di Tarquinia

Necropoli di Norchia e Castel d'Asso

Vulci

ACQUISTA I NOSTRI CD

Stampa

di Giacomo Mazzuoli

Scrivi all'autore


Rofalco



Visualizzazione ingrandita della mappa
 

  Rofalco, che si trova nella Selva del Lamone, in territorio del comune di Farnese, č un raro esempio di abitato fortificato etrusco di recentissima scoperta e indagine scientifica. Le prime immagini degne di nota effettuate  sul sito vennero svolte nei primi anni '80 da volontari del Gruppo Archeologico Romano guidati da R. Selmi poi edite da M. Rendeli ("Cittā Aperte Ambiente e paesaggio rurale organizzato in Etruria Meridionale costiera durante l'etā orientalizzante arcaica", Roma 1993, pp. 212-220. Solo nell'agosto 1996 é stato effettuato un primo intervento di ripulitura all'interno dell'imponente cinta muraria di Rofalco. Il centro, oggi immerso all'interno di una fitta e suggestiva foresta, controllava l'importante via naturale costituita dalla valle del fiume Olpeta e contribuiva alla difesa ed all'organizzazione della porzione orientale dell'antico territorio vulcente di cui era probabilmente parte integrante.




Resti delle mura fortificate di Rofalco


Pianta dell'area archeologica
Pianta dell'area archeologica


Resti di pavimentazione
Resti di pavimentazione

Resti di mura 
Resti di mura 

 

I dati archeologici indicherebbero che Rofalco venne fondato intorno alla metā del IV secolo a.C. e definitivamente abbandonato all’inizio del III secolo.

Le imponenti fortificazioni formano un semicerchio di circa 350 m e si conservano fino all’altezza di 4 metri; all’esterno si notano tre massicce torri quadrangolari. La porta principale, protetta da una quarta torre, si apre all’estremitā orientale. All’interno dell’insediamento, si individuano strade, magazzini, laboratori, abitazioni e cortili.

 Le evidenti tracce di incendio e il crollo dei tetti sono la probabile testimonianza  dell’assedio e della distruzione di Rofalco da parte dell'esercito romano.

 

TORNA SU