di Giacomo Mazzuoli

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Tarquinia - I Tumuli della Doganaccia




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Il tumulo del Re in localitÓ Doganaccia

      A poca distanza dalla necropoli di Monterozzi procedendo verso il mare, in localitÓ Doganaccia, si ergono i due pi¨ grandi tumuli di cui sia rimasta traccia a Tarquinia. Sono chiamati volgarmente "del Re" e "della Regina" e risalgono al periodo Orientalizzante (ca. VII secolo a.C.). Dovevano trovarsi probabilmente in prossimitÓ dell'antica strada che da Gravisca conduceva alla necropoli di Monterozzi e infine alla Civita. Finora Ŕ stato studiato in maniera sistematica solo il tumulo del Re, quello disposto ad Oriente. Gli scavi avvennero nel 1928 e hanno messo in luce la camera sepolcrale parzialmente scavata nella roccia e completata nella parte superiore con filari di blocchi squadrati. Le pareti laterali aggettano progressivamente verso l'interno e divergono di nuovo alla sommitÓ determinando un profilo "a carena". Il soffitto Ŕ solcato da una ampia fenditura longitudinale sigillata da pesanti lastroni di nenfro.  La camera Ŕ preceduta da un largo dromos a cielo aperto, una vera e propria anticamera quadrangolare con le pareti inferiormente ricavate nel banco di roccia e costruite nella parte superiore. Il tumulo, con i suoi 36 metri di diametro, Ŕ delimitato da un tamburo sagomato nella roccia e rivestito da uno o pi¨ filari di blocchi squadrati. Sotto il tumulo corre un lungo cunicolo sotterraneo in forte pendenza (forse per il drenaggio delle acque superficiali) il cui ingresso si apre sulla sinistra dell' accesso al vestibolo. La tomba fu trovata giÓ saccheggiata e del corredo originario furono recuperati solo alcuni frammenti ceramici, su uno dei quali era dipinto il nome di Rutile Hipucrates, probabilmente un greco etruschizzato il cui gentilizio Ŕ la trascrizione in etrusco del greco Ippocrate e che ha adottato un prenome di derivazione latina (Rutilus = "il Rosso"). L'iscrizione potrebbe essere relativa al nome del proprietario della tomba o di colui che ha donato al defunto il vaso con l'iscrizione. Da qualche anno sono in corso delle campagne di scavi, a cura dell'UniversitÓ di Torino, che hanno lo scopo di studiare anche l'altro tumulo, quello della Regina, mai indagato in maniera scientifica. Le ricerche hanno permesso di rimettere in luce una imponente struttura architettonica del diametro di circa 40 metri, pertinente a un personaggio di spicco all’interno della comunitÓ tarquiniese, di rango aristocratico molto elevato. E' stato liberato un tratto del podio perimetrale del tumulo, in parte scavato nella roccia e originariamente rivestito di grandi blocchi di calcare, per un diametro attorno ai 40 metri. Questo sepolcro si Ŕ rivelato come la pi¨ grande struttura a tumulo di Tarquinia finora nota. Nella nuova campagna di scavo si sono potute precisare alcune caratteristiche della costruzione, mettendone in risalto i limiti e gli apprestamenti destinati alle azioni di culto; la tomba infatti conserva nella parte anteriore un "piazzaletto" sacro a cielo aperto utilizzato per le celebrazioni in memoria del nobile defunto. Nei pressi del tumulo della Regina Ŕ stata scoperta una tomba di tipo "gemino" (con due camere simili affiancate) destinata probabilmente alla deposizione di  una doppia coppia di parenti del pi¨ blasonato principe sepolto nel tumulo. La tomba risulta fortemente danneggiata dalle pesanti arature e dalle profanazioni di varie epoche. Le due camere hanno una pianta rettangolare irregolare con probabile coperture a falsa-ogiva e sono munite ciascuna di due banchine per la deposizione. L'epoca di costruzione risale al VII secolo a.C. e rappresenta uno dei casi pi¨ antichi conosciuti di sepolcro gemino etrusco.

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 Il tumulo del re   Il   L'interno della camera funeraria del tumulo del Re Particolare del tamburo del tumulo del Re
Il tumulo del Re L'ingresso alla tomba nel tumulo del Re L'interno della camera funeraria del tumulo del Re Particolare del tamburo del tumulo del Re

Pianta e sezioni del tumulo del Re

Tomba gemina scoperta nei pressi del tumulo della Regina


 


Il tumulo della  Regina in localitÓ Doganaccia


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