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Giasone torna in patria con il vello d'oro e lo
mostra a Pelia. Vaso attico a figure rosse 340-330 a.C.Parigi
Museo del Louvre |
Giasone era figlio di Alcimeda e di Esone, re di
Iolco. Subito dopo la nascita fu affidato da suo padre al
Centauro Chirone per sottrarlo alle persecuzioni dello zio Pelia
che aveva usurpato il regno.
Divenuto adulto torna al suo paese, vestito in modo bizzarro:
indossa una pelle di pantera, tiene una lancia per mano e ha un
piede senza calzare. Arriva nella piazza di Iolco mentre lo zio
Pelia sta sacrificando agli dei.
Pelia non riconosce in lui il nipote, ma si spaventa ugualmente
perché un oracolo gli ha predetto sciagure da parte di un uomo
calzato da un solo piede.
Dopo qualche giorno Giasone reclama lo scettro di Iolco e Pelia
consente a restituirglielo a condizione che Giasone conquisti il
Vello d'Oro dell'ariete che aveva trasportato Frisso in
salvo.
Il vello, prezioso trofeo, è appeso ad un albero nella Colchide,
in un bosco consacrato ad Ares
ed è custodito da un terribile drago.
Pelia è convinto che Giasone perirà nell'impresa, ma Giasone
chiede l'aiuto di Argo, il figlio di Frisso, il quale prepara
per lui la nave Argo, costruita con l'aiuto della dea
Atena, che intaglia la prua in un frammento di una quercia
sacra, dotato della parola, per cui poteva profetizzare. Giasone
parte alla volta della Colchide con 50
eroi greci, detti Argonauti, di cui alcuni famosissimi
quali i Dioscuri Castore e Polluce, Eracle, Teseo ed il musico
Orfeo, che doveva dare il tempo ai rematori nonché contrastare
il canto ammaliatore delle Sirene, Tifi, al quale Atena aveva
insegnato l'arte sconosciuta della navigazione.
Dopo un viaggio pieno di avventure, la spedizione raggiunge la
terra del Vello d’oro e Giasone lo chiede direttamente al re
Eeta, forte della protezione degli dei e del responso di un
oracolo.
Anche il re Eeta sottopone Giasone a dure prove, come domare due
tori dagli zoccoli di bronzo che sputano fiamme e seminare denti
di drago da cui spuntano guerrieri armati.
Giasone riesce a superare le prove grazie all’aiuto di Medea,
esperta nelle arti magiche e figlia del re Eeta, che si innamorò
di lui. Medea prepara per Giasone un unguento
magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli
dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della
seconda prova.
Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di
cedere il Vello d'Oro, allora Giasone affronta il drago, messo a
guardia del Vello, ma viene da questi inghiottito. Lo salva
l'intervento di Atena che gli permette anche di impadronirsi del
Vello. Poi fa vela con Medea verso la sua patria.
Raggiunto Iolco, Giasone trova lo zio Pelia che non vuole
rinunciare al trono, ma Medea con un stratagemma riesce a
gettarlo in un calderone bollente.
Infine Giasone diventa re di Iolco e ripudia Medea per unirsi a
Creusa, figlia del re Creonte. Medea si vendica regalando alla
nuova sposa una veste nuziale che le diffonde nelle vene un
fuoco magico, che si propaga all'intero palazzo reale e ai suoi
abitanti; uccide poi i figli avuti da Giasone e fugge in cielo
su un carro luminoso, dono del Sole.
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Gli
Argonauti uccidono il gigante Talos a Creta grazie all'aiuto
di Medea. Cratere attico a figure rosse del V secola a.C.
Museo Jatta, Ruvo di Puglia |
Gli
Argonauti liberano Fineo dalle Arpie. Cratere a colonnette a
figure rosse 425-400 a.C. Parigi, Museo del Louvre |
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