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Eroi e miti greci nella ceramica etrusca
Orfeo
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Orfeo suona la lira.
Cratere a colonnette attico a figure rosse.
430 a.C. Berlino, Antikenmuseen
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Orfeo, figlio del re di Tracia Eagro
e della Musa Calliope, fu il più famoso
poeta e musicista mai esistito. Apollo gli
donò la lira e le muse gli insegnarono a
suonarla. Era talmente bravo che con il suo
canto riusciva ad ammansire le belve feroci,
ma anche gli alberi ed i sassi restavano
incantati dalla sua musica. A Zone, in
Tracia, un gruppo di antiche querce è ancora
disposto secondo la schema di una delle sue
danze. Orfeo, oltre ad essere un bravo
musicista, era un ragazzo molto coraggioso,
infatti decise di partire con gli Argonauti
salpando con essi per la Colchide alla
ricerca del vello d'oro. Al ritorno da
questa avventura sposò Euridice.
Un giorno, nei pressi di Tempe, nella
vallata del fiume Peneo, Euridice incontrò
Aristeo che cercò di abusare di lei, la
ragazza cercando di sfuggire calpestò un
serpente che la morse provocandole la morte.
Il coraggioso Orfeo, disperato per la morte
della sua amata, decise di scendere nel
mondo dei morti con la speranza di
ricondurla sulla terra. Arrivato
nell'Oltretomba, non solo riuscì ad
incantare Caronte il traghettatore, Cerbero
e i tre giudici dei morti con la sua
melodiosa e dolce musica, ma fece cessare le
torture dei dannati riuscendo anche ad
addolcire lo spietato cuore di Ade tanto da
convincerlo a restituire Euridice al mondo
dei vivi. Ade, però, pose una condizione,
che Orfeo, durante l'ascesa dal mondo dei
morti non si voltasse indietro e non
parlasse finché Euridice non fosse arrivata
alla luce del sole. Per tutto il viaggio di
ritorno la ragazza seguì il suono della lira
di Orfeo, ma appena il ragazzo vide la luce,
si girò per controllare se Euridice fosse
con lui e fu così che la perse per sempre.
Quando Dioniso invase la Tracia, Orfeo si
rifiutò di onorarlo a vantaggio di Apollo.
Ogni mattina Orfeo si alzava per salutare
l'alba dalla sommità del monte Pangeo e
affermava che Apollo era il più grande di
tutti gli dei. Dioniso, irritato, incaricò
le Menadi di vendicarsi per questo affronto.
Esse raggiunsero Orfeo a Deio, attesero che
tutti gli uomini fossero entrati nel tempio
di Apollo e, impadronitesi delle armi, li
uccisero tutti e fecero a pezzi Orfeo.
Gettarono la sua testa nel fiume Ebro che
galleggiò, sempre cantando, fino nell'isola
di Lesbo. Le Muse addolorate seppellirono le
membra di Orfeo ai piedi del monte
Olimpo, dove si narra che il canto degli
usignoli è più dolce che in qualsiasi altre
parte del mondo.
Altri danno un'altra versione della morte di
Orfeo: dicono che Zeus lo uccise con una
folgore perché colpevole di aver diffuso i
misteri degli dei. Orfeo, infatti, istituì i
misteri di Apollo in Tracia, quelli di Ecate
a Egina e quelli di Demetra Sotterranea a
Sparta.
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