Tomba delle Iscrizioni
La tomba, a camera unica con tre grandi porte finte, fu scoperta nel 1827 in località Secondi Archi e risale al 520 A.C. ca. Attualmente è inaccessibile. Ricca e assai interessante la decorazione, della quale purtroppo non ci rimane nulla se non i lucidi realizzati nel 1835 da Carlo Ruspi su commissione Ludwig I, il visionario re di Baviera amante delle arti e della musica immortalato da Luchino Visconti nell'omonimo film. Gli affreschi sulle pareti rappresentano gare di pugilato, di lotta e una corsa di cavalli; un corteo di danzatori ebbri e una scena di controversa interpretazione. Troviamo infatti un officiante itifallico con il pene cinto da un lungo nastro che con gesto solenne e stringendo una sorta di lungo scettro dà ordini a un ragazzo nudo con la testa cinta da un nastro. Tale scena è interpretata dai più come la preparazione di un banchetto. Il Moscatelli (in "L'Eros degli Etruschi", Scipioni Editore 2004) ritiene che si tratti di un rito di iniziazione a sfondo sessuale: una sorta di cerimonia di passaggio del giovane dalla fanciullezza alla maturità. Sui timpani troviamo leoni che inseguono caprioli e satiri itifallici. La tomba deve il suo nome alle numerose iscrizioni che accompagnano i dipinti.

 

 



Canino Info Onlus - 2005