GLI ETRUSCHI E GLI UCCELLI

Uno studio ornitologico nell'iconografia tombale etrusca

Parte 2^                      di Giacomo Mazzuoli

Vai alla parte: 1 | 3 | 4

   

LA TOMBA E DELLA CACCIA DELLA PESCA
E QUELLA DEL CACCIATORE A TARQUINIA

La tomba della Caccia e della Pesca.
Mai si è veduta tanta vita in un luogo destinato al riposo dei morti. Questo ipogeo è una felice sintesi della concezione che gli etruschi avevano della vita e della morte. Un uomo nudo che si tuffa da uno scoglio, pescatori sulle barche, un cacciatore con una fionda, moltitudini policrome di uccelli in volo: sono tutte scene di una gioiosa vita quotidiana che dovevano ricordare al defunto la sua esistenza terrena.

Dal punto di vista ornitologico possiamo esclamare che mai si erano veduti tanti uccelli in un solo dipinto. Quelli in volo hanno tutti la stessa forma ma diversi colori (blu, rosso e bianco) e forse l’artista voleva solo dare, senza la pretesa di riprodurre uccelli dal vero, un’idea dell’abbondanza faunistica creando un riuscitissimo effetto cromatico (del resto anche i delfini sono raffigurati con colori abbastanza improbabili quali il blu ed il rosso).

Da ciò possiamo comunque dedurre che gli uccelli in volo appartengono alla stessa specie e potrebbe trattarsi genericamente di Gabbiani, più precisamente di Gabbiano reale ( Larus argentatus) o Gabbiano comune ( Larus ridibundus) . In effetti i gabbiani sono molti diffusi sul mare, soprattutto in vicinanza delle coste e sono anche soliti accompagnare in grandi stormi le barche da pesca. Tutto ciò coincide con le scene della tomba della Caccia e della Pesca.

Per contro è difficile pensare che il cacciatore con la fionda cerchi di abbattere un gabbiano: la sua carne non è certo molto appetibile e gli etruschi, si sa, erano dei buongustai.

Alcuni indizi morfologici e di comportamento, ai fini della loro classificazione, ce li danno invece alcuni uccelli che sono disegnati sulla superficie dell’acqua. Un paio, bianchi e con il collo curvato ad S, sono senz’altro dei Cigni reale ( Cygnus olor) e forse lo sono anche gli altri, rossi e con il becco proteso sull’acqua a prendere qualcosa. I cigni sono soliti immergere il lungo collo per prendere le alghe che crescono sui fondali e se quel qualcosa è assimilabile ad un filamento allora anche il secondo uccello potrebbe essere un cigno reale. Se invece dovesse trattarsi di un pesce allora la classificazione diventa un po’ problematica essendo numerose le specie che si nutrono di animali acquatici.

 
 

 

Germano reale Gabbiano reale Cigno reale Gabbiano comune

 

La tomba del Cacciatore.
Anche questa è una bellissima ed originale tomba dipinta di Tarquinia il cui soggetto è la tenda di caccia del probabile committente. Questo sepolcro è caratterizzato da un’esplosione di colori accesi nei toni del blu e rosso, il soffitto a scacchi e un bellissimo fregio animalistico con scene di caccia che percorre tutto il perimetro. Sulla parete di fondo, appesi come bottino di caccia, penzolano due uccelli. In questo caso il loro riconoscimento ai fini ornitologici ci sembra piuttosto agevole: hanno i caratteri morfologici tipici degli Anatidi e si tratta sicuramente di Germani reali ( Anas plathyrynchos) maschi, riconoscibili per la presenza di un anello intorno al collo che è tipico di questi esemplari

La parete di fondo della Tomba degli 'Auguri a Tarquinia
Vai alla parte: 1 | 3 | 4

TORNA SU