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GLI ETRUSCHI E GLI UCCELLI Uno studio ornitologico nell'iconografia tombale etrusca Parte 3^ di Giacomo Mazzuoli |
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Tomba François, il servo Arnza tiene in mano un Picchio rosso minore |
La parete di fondo della Tomba della Scrofa nera, in basso una sequenza di animali |
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PICCHI E PICCIONI NELLA TOMBA DELLA SCROFA NERA DI TARQUINIA E IN QUELLA FRANÇOIS DI VULCI |
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Gli affreschi della tomba della Scrofa nera di Tarquinia e quelli della tomba François di Vulci hanno avuto un destino comune: dopo essere rimasti per oltre un paio di millenni sulle pareti dove gli artisti etruschi li avevano creati, sono stati staccati e restaurati per languire rispettivamente in un anonimo deposito di museo e presso la privatissima collezione Torlonia a Roma. Nella nostra ricerca “ornitologica” dell’iconografia tombale etrusca ci siamo imbattuti in una sorprendente analogia nei dipinti di questi due ipogei apparentemente così distanti nel soggetto e nella datazione che viene attribuita dagli esperti. Questa analogia riguarda proprio gli uccelli, raffigurati con un’accuratezza che non avevamo riscontrato nei casi finora esaminati. La tomba della Scrofa nera, datata tra la metà ed il terzo quarto del V secolo a.C., rappresenta il classico banchetto etrusco con una originale sequenza di animali disegnati sotto il tavolo: un cerbiatto, un felino, un cinghiale scuro (la scrofa nera), una femmina di gallo cedrone ( Tetrao urogallus), un uccello nero (forse un picchio) e due piccioni. Sono proprio questi piccioni, forse appartenenti alla specie Piccione selvatico ( Columba livia), a presentare delle somiglianze sorprendenti con i piccioni del fregio animalistico della tomba François. Ci sono dei particolari come la doppia banda nera nei pressi della coda, la coda stessa e l’occhio color rosso che farebbero pensare addirittura alla stessa mano d’artista, non fosse che i dipinti della tomba François sono datati nella seconda metà del IV secolo a.C., circa 100 anni dopo quelli della Scrofa nera. Se poniamo l’attenzione sull’uccello nero della tomba della Scrofa che alcuni autori identificano come merlo ( Turdus merula), vi troviamo un particolare, la coda biforcuta, che fa propendere per un’altra ipotesi. Ancora una volta, e sempre con più sorpresa, scoviamo nella tomba François un altro forte indizio che ci aiuta anche nella classificazione dell’uccello in questione: nell’affresco dove è ritratto Vel Saties si trova il suo servo Arnza che tiene in mano, legato ad una cordicella, un uccello. Questo uccello, nero con il petto bianco e la coda che si biforca, potrebbe sembrare una rondine se non fosse per le zampe, troppo lunghe nel disegno ma quasi assenti in questa specie. E’ molto plausibile che si tratti invece di un Picchio rosso minore (Dendrocopos minor). Anche l’uccello nero della tomba della Scrofa ha la coda biforcuta, la livrea nera, una silhouette molto simile al picchio di Arnza e le zampe della stessa lunghezza e disegnate nella stessa posizione con la destra più in avanti rispetto alla sinistra. Potrebbe quindi trattarsi di un altro Picchio rosso minore che forse rivestiva un ruolo importante nell’aruspicina etrusca |
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| Piccioni selvatici nelal Tomba della Scrofa nera | |
| Piccioni selvatici nel fregio animalistico della Tomba François | |
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Femmina di Gallo cedrone e, a destra, un Picchio rosso minore |
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| Piccione selvatico | Picchio rosso minore | Gallo cedrone femmina | ||
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