Gli appartamenti farnesiani a Castel S. Angelo
 

di Giacomo Mazzuoli

Castel S. Angelo, nato come tomba dell’Imperatore Adriano, ha subìto nel corso dei secoli una serie di importanti trasformazioni e passaggi di proprietà che ne hanno stravolto l’aspetto e la destinazione d’uso. L'eccezionale mole del monumento convinse ben presto gli imperatori del tardo impero ad utilizzarlo come baluardo difensivo e testa di ponte. Papa Leone IV (847 – 855)  portò a compimento la trasformazione del mausoleo in castello di difesa; l'edificio passò poi in mano a varie potenti famiglie romane per tornare - solo alla fine del XIII secolo, regnante Niccolò III - sotto l'autorità papale. Il Papa, che intendeva trasferire la corte papale dal Laterano in Vaticano, fece costruire il corridoio pensile, conosciuto come 'il passetto di Borgo', che collegava il palazzo pontificio con il Castello. All'inizio del Quattrocento, il Castello cambiò volto: la torre finale dell'antico mausoleo assunse una forma quadrangolare e la base fu liberata dall'antica piattaforma. Venne perfino modificata la struttura interna dell'edificio: fu interrotta al primo piano la rampa elicoidale d'accesso al sepolcro e la parte superiore del Castello venne difesa da postazioni di armi da fuoco e da un ponte levatoio. Il Castello divenne una roccaforte inespugnabile e per quasi cinque secoli i papi furono gelosi di Castel S.Angelo perché oramai il detentore era l'effettivo padrone della città. Nel 1527 papa Clemente VII  vi si rifugiò, sfruttando la via di fuga del Passetto, per sfuggire ai lanzichenecchi durante il Sacco di Roma.

 
                     
Sala adrianea Sala adrianea Sala di Amore e Psiche Sala di Amore e Psiche Biblioteca Biblioteca
La Cagliostra La cagliostra Il corridoio pompeiano Emblemi farnesiani Sala dei festoni Loggia di Paolo III
Loggia di Paolo III Sala di Apollo Sala di Apollo Sala della Giustizia Sala Paolina Sala Paolina
   
Sala Paolina Sala del Perseo Sala del Perseo Vestibolo-Biblioteca    
 

Paolo III (1537-1549), in piena sintonia con il suo concetto di mecenatismo dalla forte valenza propagandistica politico – religiosa, funzionale anche al lustro del proprio casato, mise mano agli appartamenti papali di Castel S. Angelo per dotarli di un apparato decorativo di grande rilievo spettacolare. Solo per dare un'idea delle "grandi opere" artistiche realizzate o messe in cantiere dal papa farnesiano a Roma citiamo la ripresa dei lavori nella fabbrica di S. Pietro, interrotti da oltre 20 anni, il rifacimento del Campidoglio con lo spostamento del gruppo equestre di Marco Aurelio, il Palazzo Farnese, l'affresco del Giudizio Universale sulla parete di fondo della Cappella Sistina, la sala Regia e la Cappella Paolina in Vaticano. Per gli affreschi di Castel S. Angelo Paolo III si servì di artisti del calibro di Luzio Romano, Domenico Zaga e Perino del Vaga, grande maestro del Manierismo rinascimentale. Gli appartamenti farnesiani a Castel S. Angelo si articolano in una serie di sale e di rampe da una estremità all’altra della mole adrianea e si aprono verso la città con le due logge di Paolo III e di Giulio II. Gli affreschi, recentemente restaurati, sono stati realizzati tra il 1542 e il 1548, e rappresentano cicli pittorici che, per ciascun ambiente, riflettono l’estro dei singoli artisti: il Siciolante nella Loggia di Paolo III, Luzio Romano nel settore Nord ( Biblioteca, Cagliostra, Adrianeo, Festoni), Domenico Zaga nella Sala di Apollo, Perino del Vaga nel settore Sud (Paolina, Perseo, Amore e Psiche).

Castel S. Angelo è visitabile tutti i giorni escluso il lunedi dalle ore 9 alle ore 20. Per informazioni telefonare allo 066819111.