LA REGINA ELISABETTA

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di Romualdo Luzi

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   Agli inizi del Settecento, infine, saranno splendidi orci prodotti in Spagna, ad ospitare sotto la corona reale spagnola le armi di Castiglia di Filippo V e i gigli azzurri di Elisabetta, l'ultima dei Farnese, divenuta regina per il matrimonio celebrato nel 1714. Ultimo ritrovamento: si tratta del un busto in terracotta raffigurante Odoardo Farnese (1612- 1646), VI duca di Castro e V duca di Parma e Piacenza, opera di Francesco Mochi.

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Elisabetta Farnese

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Orcio decorato in monocromia blu; maiolica smaltata e dipinta, con gli stemmi dei Borboni e dei Farnese, incorniciati con il Toson d'Oro e l'ambrecchini, terminanti nella corona reale.

  Questa superba "prova di calco" , ebbe a scrivere Giovanni Testori, ci sorprende per "la fierezza e l'ardore pulsanti come attraverso una rete di vene aristocratiche e ribelli" e "nulla più di quest'impasto tra realtà presa e data per "direttissima" sculturale e amplificazione eroica e carnale, amplificazione comunque trionfante, per indicare, ove non intervenissero precise ragioni di forma, che l'autore ne fu, con ogni certezza, il grande, misconisciuto Mochi". 
 

 

  L'attribuzione a Francesco Mochi, "protagonista nella storia dei "ritratti", così appassionatamente proposta da Giovanni Testori, ci appare confermata da alcuni particolari del busto di Odoardo, come le sopracciglia, i capelli ravvivati e mossi, la gorgiera, il blasone sul petto e i mascheroni sulle spalle, presenti in altre opere dello stesso maestro, pieni di un verismo pre-impressionista più che del barocco che ormai si andava affermando. L'iconografia del busto - ai fini della datazione dello stesso - trova identici riscontri nel ducatone battuto per Odoardo dalla zecca di Piacenza nel 1626 (altra coniazione identica appare nel 1631). In questi anni sappiamo che il Mochi attendeva, proprio a Piacenza, alla realizzazione del monumento equestre del duca Alessandro, condottiero nelle Fiandre, completato nel 1628.
L’aver ripreso nella scultura l'iconografia ufficiale con cui lo stesso Odoardo amava farsi ritrarre, consente di poter affermare che la committenza al Mochi, l'artista per eccellenza in quel momento al servizio della corte farnesiana, è indiscutibile.


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Piatto del XVI sec. con la tipica foggia "da pompa"
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Boccale trilobato a forma di "vascello" (XVI sec.)
 

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