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Il vero volto di Giulia Farnese
Alla scoperta del volto di Giulia "la Bella" nella Rocca Orsini di
Vasanello |
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Vai a parte:
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di
Giuseppe Moscatelli |
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Il suo vero volto
Che di Giulia non sia mai stato realizzato alcun ritratto è
assolutamente poco credibile, considerate le sue frequentazioni,
la sua posizione sociale e, soprattutto, la sua straordinaria
bellezza. Che qualcuno si sia prodigato per far scomparire ogni
sua effigie è assai probabile, per le ragioni suddette. E'
difficile comunque credere che tale opera abbia pienamente
raggiunto il suo scopo e qualche ritratto sarà pur scampato alla
distruzione. Sta a noi individuarlo.
Noi riteniamo di aver individuato l'unico ritratto conosciuto
riferibile sicuramente a Giulia. E' nella Rocca Orsini di
Vasanello e fà bella mostra di sé su un mobile basso del piano
nobile, in un ambiente conosciuto come "l'appartamento di
Giulia", sullo sfondo di una lussureggiante tenda color
rosso antico in prezioso broccato damascato.
Si tratta di un busto in legno o, più probabilmente, in gesso
color brunito, come a imitare un bronzo. Giulia vi è ritratta
nella sua piena maturità di donna: lo sguardo altero rivolto
lontano, il petto che sembra palpitare sotto le pieghe
rigogliose della veste, la testa coperta da un velo che ricade
agitato sulle spalle e come sostenuto da un fremito di vento cui
"la Bella" offre fieramente il volto.
Tutto in questo ritratto rispecchia il carattere, la personalità
e il temperamento di Giulia Farnese nella sua età matura:
quando, lontana dai fasti e dalle lusinghe della Roma papale che
l'aveva vista trionfare nella sua giovinezza, si era ritirata
nel castello di Carbognano, di cui era diventata la Signora.
Niente di cui pentirsi, niente di cui vergognarsi: non era
finita, come qualcuno forse auspicava, a "sgranare rosari" in
qualche convento. Era ancora lì, al cospetto di tutti:
orgogliosa del suo passato, di ciò che era stata; fiera e
appagata di aver contribuito al destino della sua stirpe, pur a
costo del suo personale sacrificio.
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Camino con giglio farnesiano nel salone del castello |
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Soffitto affrescato con putti e grottesche
nel salone del piano nobile del castello |
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Architrave con
il nome "Laura" su
una porta nel cortile del castello |
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Il giardino aromatico del castello |
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L'altro argomento che ci induce a ritenere
l'autenticità del busto quale veritiera effigie di Giulia
potrebbe, in effetti, sembrare contraddittorio: in questo
ritratto "la Bella" non appare poi così bella. Fronte
eccessivamente alta e spaziosa, viso pienotto, borse evidenti
sotto gli occhi, zigomi marcati, naso piccolo e tozzo,
guanciotte rigonfie, labbra minute, mento pronunciato con
vistoso doppio mento, collo dall'aspetto taurino, per quanto
nobilmente allungato. Soltanto lo squarcio di pelle che emerge
dalla pur contenuta scollatura, nella sua straordinaria
luminosità e levigatezza, ci lascia intravedere la Giulia per la
quale papa Borgia impazziva.
Giulia non nasconde i suoi anni (all'epoca del ritratto doveva
averne circa trentacinque) e non manifesta quella bellezza
abbagliante che, ai tempi della sua gioventù, faceva parlare di
sé tutta Roma. Si tratta, in altri termini, di un ritratto
realistico, non idealizzato. E questo è il punto: tutti i
presunti ritratti di Giulia, a cui si è accennato, peccano di
eccessiva "idealizzazione", come se ci si fosse sforzati di
attribuire al suo volto i lineamenti più nobili e puri, alla
ricerca di una perfezione di tratti di tipo classico. Qui invece
Giulia è ritratta nella sua evidenza di donna matura, certamente
bella, ma terrena, non una dea dell'Olimpo.
L'ignoto autore del busto, in altre parole, non ha plasmato
Giulia rifacendosi a canoni estetici predefiniti, di una
bellezza universale e condivisa, ma avendo sotto i propri occhi
Giulia nella sua specificità. Questo dunque è un autentico
ritratto di Giulia. Ciò, tuttavia, pone un altro problema che
non vogliamo trascurare né eludere: lo stile dell'opera denuncia
una chiara datazione settecentesca…Giulia era già morta da
moltissimi lustri!
L'argomento non ci appare risolutivo: quando dicevamo che
l'autore ha ritratto Giulia nella sua specificità non
intendevamo necessariamente dire "dal vivo": ma rifacendosi ad
un suo ritratto (dipinto o disegno) allora disponibile. Anzi a
ben vedere la nostra tesi ne esce rafforzata: chiunque avesse
voluto ritrarre Giulia a quasi due secoli dalla sua morte
avrebbe, inevitabilmente, ritratto il suo mito di donna dalla
bellezza ineguagliabile, e non una matura signora corrucciata
dal pronunciato doppio mento…
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Ma cosa ci fa Giulia in una sala
della Rocca Orsini di Vasanello? Semplice, si trova propriamente
a casa sua!
Il castello di Vasanello (allora si chiamava Bassanello)
apparteneva infatti a Orsino Orsini, marito di Giulia, e
costituiva la loro residenza coniugale. Giulia, in verità, vi
abitò soltanto i primi tempi dopo il matrimonio, prima di
trasferirsi a Roma presso la corte papale, e sporadicamente in
seguito: era presente ad es. quando Orsino vi trovò la morte per
il crollo del soffitto della loro camera da letto… ma dormiva in
un'altra stanza. Il che la dice lunga sulla natura del rapporto
tra i due coniugi.
Dopo la morte di Orsino il castello passò in eredità alla figlia
Laura che di lì a poco si unirà in matrimonio con Niccolò della
Rovere, nipote prediletto di papa Giulio II: occasione magnifica
per Giulia, per la sua grande - per quanto effimera - rentrée
nel dorato mondo romano, prima di ritirarsi definitivamente
nella rocca di Carbognano.
Trattandosi della casa di Laura, sua unica figlia, per giunta
poco distante da Carbognano, è del tutto naturale ritenere che
Giulia la frequentasse, tanto da poter disporre di un suo
appartamento nel piano nobile del castello. Laura poi -
ulteriore conferma della loro vicinanza - manifestò nella Rocca
di Vasanello il medesimo vezzo che aveva distinto la madre in
quella di Carbognano: fece infatti scolpire il suo nome sugli
architravi delle porte, quasi a sottolineare un'appartenenza.
Stando così le cose è del tutto probabile che nella Rocca di
Vasanello Giulia abbia lasciato un suo ritratto, utilizzato poi
dall'ignoto autore come base per la realizzazione del busto
settecentesco. Ed è anche credibile che questo ritratto sia
sfuggito alla asserita distruzione voluta dal fratello
Alessandro, trovandosi in una residenza periferica e al di fuori
del dominio diretto della famiglia Farnese.
Tutti gli argomenti sembrano dunque convergere: il busto di
Vasanello potrebbe verosimilmente costituire l'unico, vero,
effettivo ritratto conosciuto di Giulia Farnese. |
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Uno scorcio del giardini aromatico |
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Stemma con le iniziali di Giulio (Iulius) Della Rovere,
figlio di Laura e Nicolò, posto sopra l'ingresso della
Rocca. |
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