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Antonio Cordini, detto
"Antonio da Sangallo il Giovane" (Firenze 1484 - Roma 1546)
architetto, nipote di Giuliano ed Antonio il Vecchio; venne a Roma a
18 anni presso gli zii e quindi lavorò sotto il Bramante allora
Architetto della Fabbrica di S. Pietro; collaborò con Raffaello in
detta carica tra il 1516 ed il 1518 e quindi ne fu l'unico titolare
fino alla morte (1546). Nei 43 anni di lavoro a Roma ed in varie
parti dello Stato della Chiesa, al servizio di Giulio Il, Leone X,
Adriano VI, Clemente VII e, sopratutto Paolo III, eseguì vari
progetti dei quali sono conservati i disegni, per opere in parte
eseguite o distrutte.
Tra le più notevoli citiamo: fortificazione di Parma e Piacenza
(1525 circa); pozzo di Orvieto (1527-1536) fortezza di Ancona
(inizio 1527) e Fortezza da Basso di Firenze (1534-1536); Cappella
Paolina e Sala Regia in Vaticano (1539-1546); Rocca Paolina di
Perugia (1540-1541); 2° progetto e modello della Fabbrica di S.
Pietro (1538-1543); ed infine lavori di ristrutturazione del taglio
del lago del Velino con cascata delle Marmore del 1546, anno in cui
lo colse la morte in Terni.
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Antonio da Sangallo il
Giovane
(Firenze 1484 - Roma 1546)
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Per Paolo III, prima Cardinale
Farnese, in particolare, si ricordano i lavori a Palazzo Farnese in
Roma (dal 1517 al 1541 e seguenti), il Palazzo di Gradoli (1520?),
la ristrutturazione della Rocca di Montefiascone (1519), la fortezza
di Caprarola (1521-1525), due tempietti nell'Isola Bisentina del
lago di Bolsena, lavori a Nepi per fortezza (1540 e seguenti) e
quindi i lavori per la capitale del Ducato di Castro.
Questi furono iniziati nel 1537 e proseguirono per il resto della
sua vita fino a poco dopo la nomina di PierLuigi a Duca di Parma e
Piacenza.
Collaborarono a Castro con Antonio da Sangallo, spesso impiegato altrove,
il fratello (Francesco) Battista detto "Gobbo" ed il cugino Bastiano
detto" Aristotele"; dall'esame di quanto ritrovato e dai disegni
suoi e dei collaboratori agli Uffizi di Firenze, si sa che il
Sangallo progettò per Castro la piazza maggiore ammattonata sulla
quale si affacciavano, oltre ai preesistenti edifici quali il
Palazzo del Podestà e la Chiesa di San Pancrazio (dal lato
absidale): il Palazzo Ducale, il Palazzo di Giacomo Caronio, il
cosidetto Palazzo A, la Zecca, il Palazzo di Antonio Scaramuccia (o
Palazzo B, su base preesistente) e la cosidetta Osteria a tredici
arcate (delle quali cinque occupate dalla Casa per il Capitano Meo e
otto per il palazzo destinato al ricevimento degli ospiti del Duca).
Fuori dalla Piazza maggiore, abbiamo: la Chiesa ed il Convento di S.
Francesco (con stanze riservate per il Duca) sulla punta di Prato
Crotone e "Case private di Castro di più persone", quali Messer
Sebastiano, Messer Matteo della Posta, Cavalier Sassuolo, Capitano
Alessandro d'Alterni, Signor Sforza, Messer Antonio da Castro,
Messer Agnolo da Castro e Cavalier Gandolfo (Castellano d'lschia);
tutti personaggi più o meno legati alla corte papale e desiderosi (o
obbligati) di costruire casa a Castro per compiacere Paolo III o il
Duca suo figlio.
Antonio da Sangallo il Giovane servì casa Farnese per quasi trent'anni,
dal 1517 quando iniziò il lavoro di ristrutturazione del Palazzo in
Roma sotto il Cardinale; e dal 1534 alla morte ("sul cantiere") a
Terni per il Papa; tale era a la considerazione nella quale era
tenuto dal Cardinale Alessandro dall'aver voluto essere padrino di
battesimo dei figlioli Orazio e Giulia e da appellarlo
affettuosamente "compare carissimo" in alcune lettere. |