LE QUATTRO STAGIONI

A primavera è tanta poesia.
Te guardi la campagna è un incanto
un cinguettar d’uccelli. E’ un’armonia.
Fra verde e fiori è un colorito manto,
nessun pittore con la fantasia,
benché di cose belle porta il vanto,
nessuno passò il segno e la misura
quanto ha dipinto la madre natura.

L’estate non è meno addirittura
benchè vede cader tutti quei fiori
appare ‘l frutto e l’uomo rassicura
così de speranze mae non more
a poco a poco el frutto se matura
sente el profumo e te guste el sapore
matura el grano, patate e fagiole
ed altre cose che all’uomo ce vole.

Ma l’autunno non ce lascia sole
perchè ce porta l’olio e del buon vino.
La prima pioggia è quella che ce vuole
prima al pastore e dopo al contadino.
A poco a poco s’allontana el sole
e l’aria se rinfresca un pochino
chi ara la terra e semina el frumento
pe’ l’anno successivo l’alimento.

Viene l’inverno e tutto pare spento
quanno vede apparì la prima neve
e sulla neve quel gelido vento;
ma l’omo disperar mae non deve
sotto quel gelo germoglia el frumento
el giorno è corto il tempo passa breve
passa l’inverno e passa la paura,
ritorna primavera e fioritura