Facciate dipinte a Figline Valdarno

Nel centro toscano, ai piedi delle colline del Chianti, rivive un’antica tradizione italica


    

Stampa

Testo e foto di Giuseppe Moscatelli

Clicca sull'immagine per corrispondere con l'autore


Figline Valdarno, trenta km a sud di Firenze, sorge sulla riva sinistra dell’Arno in una piana assolata ai piedi delle fresche colline del Chianti. La popolazione raggiunge i diciassettemila abitanti e vanta tra i suoi figli Marsilio Ficino, il grande filosofo e umanista vissuto nel XV secolo, a cui è dedicata la grande e coreografica piazza del paese.

E’ proprio su questa piazza, cuore pulsante del borgo, in cui si affacciano bar, ristoranti, pizzerie, due farmacie, librerie, un gran numero di altri esercizi commerciali e sovente occupata da mercatini di libri e bancarelle di rigattieri e modernariato che possiamo ammirare la gran parte delle facciate dipinte fotografate in questo articolo.

La tradizione di decorare con affreschi le facciate delle case nobiliari è di origine rinascimentale e trovava grande diffusione nella Roma del cinquecento, dove operavano ed ebbero grande fama artisti come Giovanni da Udine e Perin del Vaga, della bottega di Raffaello, specialisti del settore.

Trattasi con ogni evidenza di arte effimera – antesignana dei moderni murales – in quanto i dipinti sulle facciate, sempre esposti a tutte le intemperie, difficilmente potevano aspirare a durare nel tempo e richiedevano frequenti e costosi interventi di restauro. Erano tuttavia una manifestazione di fama e opulenza e connotavano lo status delle ricche famiglie aristocratiche.

I soggetti rappresentati nelle facciate dipinte rientrano perlopiù nell’ambito delle “grottesche”, così chiamate dalle decorazioni delle “grotte" di Nerone, vale a dire gli ambienti sotterranei della "Domus Aurea" i cui affreschi furono fonte di ispirazione per gli artisti rinascimentali, che si calavano con torce nelle “grotte” per ammirarli.

La pittura a grottesche si caratterizza per un repertorio iconografico e simbolico assai ricco e fantasioso: fiori, piante ed elementi vegetali, animali reali e fantastici, mostri mitologici e figure umane, crani di bue ed altri apparati allegorici, strutturati in girali e candelabre con effetto caleidoscopico, s'intrecciano in modo da comporre e sviluppare nello spazio armoniche  figurazioni.

Le decorazioni delle facciate di Figline Valdarno non si allontanano troppo da questo prototipo, seppur aggiornato ai tempi: vi troviamo disegni geometrici, stemmi, ritratti e naturalmente putti, festoni, medaglioni e tutto il restante variegato apparato della pittura a grottesche. Quasi tutte le facciate appaiono restaurate in tempi recenti – perlopiù nella seconda metà del novecento - e talvolta riportano l’anno di esecuzione e il nome dell’artigiano o impresa che ha effettuato i lavori. Certamente però la loro origine è più antica e il restauro si palesa come un meritorio recupero di questa rilevante memoria culturale.

In conclusione possiamo dire che questo tipo di espressione artistica – perché tale era in origine e tale deve ancor oggi essere considerata – non è certamente tipica o esclusiva di questo o altro centro. Molti esempi si conservano ancor oggi da nord a sud in numerose città italiane; però ci ha colpito la qualità e l’abbondanza delle facciate dipinte  di questo piccolo centro toscano.

 

A Vittorio Locchi, scrittore ed eroe della prima guerra mondiale, è dedicata a Figline una via e questo ritratto murale Anche ad Egisto Sarri, pittore di fine ottocento nativo di Figline, è dedicato un ritratto murale In questo caso abbiamo perlopiù disegni geometrici e una fascia con i tradizionali temi delle decorazioni parietali In questo caso la decorazione della facciata è di tipo 'trompe l'oeil', le due finestre centrali sono infatti dipinte Due facciate dipinte affiancate in Piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno Festoni, medaglioni con ritratti, figure intere riempiono le parti di questa facciata non ricoperte da bugnato Grottesche e figure fantastiche, nella migliore tradizione delle facciate dipinte
  Leoni alati, stemmi, animali marini, candelabre, girali... tutto il ricco repertorio delle facciate dipinte è qui rappresentato Monocromi con leoni affrontati e girali fioriti decorano questa facciata in due distinte fasce Nelle decorazioni parietali prevalgono i monocromi Putti, stemmi, festoni candelabre... le facciate dipinte testimoniavano fortuna e benessere delle famiglie che abitavano nei palazzi Spesso, come in questo caso, il restauro è firmato e datato Un decoro semplice ed essenziale per questa palazzina 'stretta' tra altre due costruzioni Una delle lunette a soggetto sacro sotto i portici di piazza Marsilio Ficino