SHUMANN, IL ROMANTICO

Il Teatro Comunale di Firenze celebra i 200 anni dalla nascita del grande compositore

di Fernanda Masetti Fedi

E’ un autore questo che evoca in me un senso di grigiore e di tristezza, da qualsiasi lato mi avvicini a lui: come uomo, come compositore, come insegnante, persino come marito, nonostante l’amore che l’ha legato a Clara e la loro vita familiare che sembra allietata da un  nugolo di figli, dico sembra perché nemmeno questo aspetto fa cambiare la mia sensazione. La sua ossessione per il pianoforte, i suoi mal di testa, l’affacciarsi della malattia mentale o quanto meno di una forte depressione, il fatto che a soli 19 anni avesse scritto un biglietto nel quale immaginava di affogare in un fiume – cosa che poi ha tentato non riuscendoci- ...come si fa a non avvertire un senso di cupore, di avvilimento, di angoscia.

La sua vita scorre in famiglia, amorevolmente curato e direi assistito dalla moglie Clara, pianista e compositrice, circondato da figli e da allievi fra i quali uno d’eccezione Brhams, che gli resterà vicino sempre, sarà allievo ma anche collaboratore, probabilmente (a mio avviso sicuramente) innamorato di Clara, forse anche proprio della sua dedizione ai figli e al marito, certo è che egli sarà il loro sostegno corretto e leale, fino alla fine. Non sapremo mai se fra lui e Clara sbocciò qualcosa, ma personalmente sono incline a credere che tutto rimase su un piano puramente sentimentale e spirituale, ma ripeto sono congetture assolutamente personali.

Robert Alexander Schumann (Zwickau, 8 giugno 1810 – Bonn, 29 luglio 1856) non fu solo un grande compositore del periodo romantico tedesco, ma anche pianista e critico musicale. L’influenza della madre lo indirizzò verso la passione musicale e gli studi di giurisprudenza, mentre il padre, ricco libraio ed editore, lo indirizzò verso la letteratura e la poesia. Non abbandonò mai la musica, dal 1830 fu allievo di Friedrich Wieck e studiò intensamente Il clavicembalo ben temperato di Bach. I numerosi viaggi che fece in Italia influenzarono la sua cultura e le sue composizioni ne risentirono. In questo periodo perde la madre e due fratelli minori, rimanendone profondamente turbato. Sono di questo periodo due lavori firmati sotto pseudonimo.

La musica di questo periodo è introspettiva e talvolta stravagante, volta a contrastare la tradizione, gli procurò l’accordo e la solidarietà di tutto un gruppo di giovani musicisti. Ne nacque un circolo chiamato Lega di David  e  nel 1834 la  rivista Neue Zeitschrift für Musik, proprio con l’obiettivo di rinnovamento. Questa attività giornalistica indusse Shumann a scrivere alcuni saggi molto acuti sui propri contemporanei: ad esempio, la memorabile analisi della sinfonia fantastica di Berlioz, i vari articoli sulle composizioni di Chopin, la celebre frase di saluto al giovane Brhams, “ecco un eletto!”. S’inaugurò così una forma di critica musicale volutamente faziosa ma estremamente stimolante. In questi scritti vennero anche trattate le due maggiori questioni dell’epoca: il rapporto con la musica di Beethoven, sotto forma di culto indiscusso ma utile ad indicare vie nuove, e la questione dell’opera nazionale, che si poneva al musicista “romantico” in particolare, e tedesco in generale, nel più ampio quadro della propria identità nell’Europa musicale.

In seguito ad un incidente che si procura all’anulare non può diventare un grande pianista e perciò si dedica quasi interamente alla composizione. Nel 1840, nel giorno del ventunesimo compleanno di Clara Wieck, si sposano, nonostante la netta opposizione – fino al tribunale- del padre di lei che già aveva intravisto i primi segni dell’instabilità mentale di Robert, ma i primi anni di matrimonio furono un periodo decisamente felice per la coppia. Musicalmente Shumann che fino ad allora si era dedicato quasi interamente al pianoforte, si volge ai lieder e alla musica da camera. I primi passi di Shumann implicarono due scelte essenziali: quella dello strumento di elezione, il pianoforte, e quella della struttura essenziale, l’aforisma musicale.

Folgoranti idee musicali costituiscono l’unità di misura dei “quaderni” nei quali si riassume la sua produzione nel primo decennio. Le idee musicali sono fondate su invenzioni melodiche tra le più affascinanti dell’Ottocento musicale europeo e la loro bellezza, per molti critici, le rende praticamente intangibili. Esse sono dotate della straordinaria capacità di incarnare quasi alla lettera gli aspetti del mondo fantastico evocato da Shumann. Su questa integrazione fra immagini e musica, che non aveva avuto precedenti e che ebbe conseguenze di grande portata anche verso autori come Liszt, Berliots e Wagner, nacque la struttura tipicamente Shumanniana: un “quaderno” , caratterizzato da un titolo letterario ( Papillons, Carnaval, Kinderszevidsbundlertanze) e costituito da una serie di brevi pezzi dotati di straordinarie capacità descrittive, che vanno dalla semplice interrogazione del Varum? nei Phantasiestucke alla rappresentazione dei personaggi reali che Shumann amava introdurre insieme a quelli immaginari, Carnaval : Arlecchino e Colombina , ma anche Chopin.

Con Shumann il Lied entrò in una fase decisiva per la sopravvivenza di questa forma musicale nella seconda metà dell’Ottocento. I Lieder shumanniani non furono solo esiti assoluti ma costituirono anche un’antecedente: in essi restò fissato il carattere del Lied “romantico” , così come passò nel resto del secolo. Tale carattere deriva dall’atteggiamento che Shumann ebbe nei confronti dei testi. La poesia fu per Shumann un’adesione ai sentimenti antecedenti alla musica: perciò le sue scelte furono molto più selettive di quelle di Schubert , che invece aveva conservato un atteggiamento oggettivo. Le affinità elettive con i poeti per Shumann si rivelano in Heinrich Heine Chamisso e Eichendorff , nei quali si mescolano passioni ed ironie, slanci ed amarezze, col timbro di confessione intima che costituì la caratteristica del Lied tedesco. Molto complesse sono le relazioni tra la voce e il pianoforte, che si integrano senza sosta in una trama costituita da accenti, rinvii, echi svolti con estrema rapidità e con una densità di natura sinfonica. Fu naturale che a questo punto s’innestasse nell’invenzione del compositore un linguaggio ancor più ricco e denso, con lavori sinfonici e cameristici.

All’inizio degli anni ’40, dopo le due fasi iniziali, quella delle composizioni pianistiche e quella dei Lieder, iniziò una terza fase “eclettica” nella quale nacquero composizioni appartenenti a diversi generi musicali che divennero altrettanti capolavori: l’Ouverture Manfred, il concerto per pianoforte e orchestra, le Quattro sinfonie, e nella musica da camera il Quintetto Opera 44 , il Quartetto Opera 47 , i Trii Opus 63, 80, 110 , tutti accomunati dalla privilegiata presenza del pianoforte. Alla fine nella produzione cameristica di Shumann esistono alcuni pezzi brevi, riuniti in “quaderni” , nei quali ritornano lo stile e il fascino delle composizioni giovanili per pianoforte. L’impeto romantico vi si manifesta velato a prova del fatto che il fondamento dell’invenzione di Shumann consiste nella magia della rievocazione e dell’immaginario.  

Nel 1843 lavora ad un  periodo compositivo più vario in cui però sono prevalenti le opere corali (senza dubbio la parte più misconosciuta dell'opera di Schumann), in quell’anno Felix Mendelssohn Bartholdy lo chiamà al conservatorio di Lipsia per insegnarvi, cosa che fece per un anno, per poi dedicarsi a seguire la moglie in tournée in Russia e stabilirsi quindi a Dresda per darsi totalmente alla composizione.

Nel I854 il tentativo di suicidio nel fiume da cui fu salvato da alcuni pescatori e di seguito l’internamento in manicomio di Endenich presso Bonn, si visse ancora per due anni, intervallati da rari lampi di lucidità, sempre assistito dalla moglie e dall'amico Brahms fino alla morte, anche se Clara, incinta del suo ultimo bambino, non fu autorizzata a vederlo fino a due giorni prima della sua morte quando gli diede per l'ultima volta da mangiare.  

Schumann è uno dei compositori romantici per eccellenza, le sue opere sono un esempio raro di passionalità, sentimenti intimi, delicati, sensuali, lacrimevoli,decisamente autunnali. Il suo stile particolare è nettamente riconoscibile, ricco di sfumature intimistiche e personali ma sempre chiaro e preciso, espresso in un uso dell'armonia assai personale, che, come avviene per i suoi grandi contemporanei, in particolare Chopin e Liszt, si rende immediatamente riconoscibile all'orecchio dell'ascoltatore, soprattutto nei piccoli e numerosissimi brani per pianoforte, per i quali è giustamente noto e con i quali raggiunge il massimo della sua bravura.

I concerti sinfonici della Stagione 2009-2010 al Teatro Comunale di Firenze,  si aprono con un omaggio a Robert Schumann in occasione del bicentenario della nascita affidato alla bacchetta di Ingo Metzmacher, Direttore principale della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino. In programma anche la prima esecuzione italiana di "Elogium Musicum" di Hans Werner Henze. Questo il programma del Teatro Comunale per celebrare la ricorrenza. Per noi l’occasione di “rivisitare” questo autore e magari scoprirne venature fin’ora ignorate, chissa….

 

Johannes Brahms, amico fraterno di Shumann

Teatro Comunale di Firenze

  

Robert Schumann

 

Robert Schumann e la moglie Clara

 

Clara Wieck, moglie di Shumann