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E’ un autore questo che evoca in me un senso di
grigiore e di tristezza, da qualsiasi lato mi avvicini a lui: come uomo,
come compositore, come insegnante, persino come marito, nonostante l’amore
che l’ha legato a Clara e la loro vita familiare che sembra allietata da un
nugolo di figli, dico sembra perché nemmeno questo aspetto fa cambiare la
mia sensazione. La sua ossessione per il pianoforte, i suoi mal di testa,
l’affacciarsi della malattia mentale o quanto meno di una forte depressione,
il fatto che a soli 19 anni avesse scritto un biglietto nel quale immaginava
di affogare in un fiume – cosa che poi ha tentato non riuscendoci- ...come
si fa a non avvertire un senso di cupore, di avvilimento, di angoscia.
La sua vita scorre in famiglia, amorevolmente curato e
direi assistito dalla moglie Clara, pianista e compositrice, circondato da
figli e da allievi fra i quali uno d’eccezione Brhams, che gli resterà
vicino sempre, sarà allievo ma anche collaboratore, probabilmente (a mio
avviso sicuramente) innamorato di Clara, forse anche proprio della sua
dedizione ai figli e al marito, certo è che egli sarà il loro sostegno
corretto e leale, fino alla fine. Non sapremo mai se fra lui e Clara sbocciò
qualcosa, ma personalmente sono incline a credere che tutto rimase su un
piano puramente sentimentale e spirituale, ma ripeto sono congetture
assolutamente personali.
Robert Alexander Schumann (Zwickau, 8 giugno 1810 –
Bonn, 29 luglio 1856) non fu solo un grande compositore del periodo
romantico tedesco, ma anche pianista e critico musicale. L’influenza della
madre lo indirizzò verso la passione musicale e gli studi di giurisprudenza,
mentre il padre, ricco libraio ed editore, lo indirizzò verso la letteratura
e la poesia. Non abbandonò mai la musica, dal 1830 fu allievo di Friedrich
Wieck e studiò intensamente Il clavicembalo ben temperato di Bach. I
numerosi viaggi che fece in Italia influenzarono la sua cultura e le sue
composizioni ne risentirono. In questo periodo perde la madre e due fratelli
minori, rimanendone profondamente turbato. Sono di questo periodo due lavori
firmati sotto pseudonimo.
La musica di questo periodo è introspettiva e talvolta
stravagante, volta a contrastare la tradizione, gli procurò l’accordo e la
solidarietà di tutto un gruppo di giovani musicisti. Ne nacque un circolo
chiamato Lega di David e nel 1834 la rivista Neue Zeitschrift
für Musik, proprio con l’obiettivo di rinnovamento. Questa attività
giornalistica indusse Shumann a scrivere alcuni saggi molto acuti sui propri
contemporanei: ad esempio, la memorabile analisi della sinfonia fantastica
di Berlioz, i vari articoli sulle composizioni di Chopin, la celebre frase
di saluto al giovane Brhams, “ecco un eletto!”. S’inaugurò così una forma di
critica musicale volutamente faziosa ma estremamente stimolante. In questi
scritti vennero anche trattate le due maggiori questioni dell’epoca: il
rapporto con la musica di Beethoven, sotto forma di culto indiscusso ma
utile ad indicare vie nuove, e la questione dell’opera nazionale, che si
poneva al musicista “romantico” in particolare, e tedesco in generale, nel
più ampio quadro della propria identità nell’Europa musicale.
In seguito ad un incidente che si procura all’anulare
non può diventare un grande pianista e perciò si dedica quasi interamente
alla composizione. Nel 1840, nel giorno del ventunesimo compleanno di Clara
Wieck, si sposano, nonostante la netta opposizione – fino al tribunale- del
padre di lei che già aveva intravisto i primi segni dell’instabilità mentale
di Robert, ma i primi anni di matrimonio furono un periodo decisamente
felice per la coppia. Musicalmente Shumann che fino ad allora si era
dedicato quasi interamente al pianoforte, si volge ai lieder e alla musica
da camera. I primi passi di Shumann implicarono due scelte essenziali:
quella dello strumento di elezione, il pianoforte, e quella della struttura
essenziale, l’aforisma musicale.
Folgoranti idee musicali costituiscono l’unità di
misura dei “quaderni” nei quali si riassume la sua produzione nel primo
decennio. Le idee musicali sono fondate su invenzioni melodiche tra le più
affascinanti dell’Ottocento musicale europeo e la loro bellezza, per molti
critici, le rende praticamente intangibili. Esse sono dotate della
straordinaria capacità di incarnare quasi alla lettera gli aspetti del mondo
fantastico evocato da Shumann. Su questa integrazione fra immagini e musica,
che non aveva avuto precedenti e che ebbe conseguenze di grande portata
anche verso autori come Liszt, Berliots e Wagner, nacque la struttura
tipicamente Shumanniana: un “quaderno” , caratterizzato da un titolo
letterario ( Papillons, Carnaval, Kinderszevidsbundlertanze) e costituito da
una serie di brevi pezzi dotati di straordinarie capacità descrittive, che
vanno dalla semplice interrogazione del Varum? nei Phantasiestucke alla
rappresentazione dei personaggi reali che Shumann amava introdurre insieme a
quelli immaginari, Carnaval : Arlecchino e Colombina , ma anche Chopin.
Con Shumann il Lied entrò in una fase decisiva per la
sopravvivenza di questa forma musicale nella seconda metà dell’Ottocento. I
Lieder shumanniani non furono solo esiti assoluti ma costituirono anche
un’antecedente: in essi restò fissato il carattere del Lied “romantico” ,
così come passò nel resto del secolo. Tale carattere deriva
dall’atteggiamento che Shumann ebbe nei confronti dei testi. La poesia fu
per Shumann un’adesione ai sentimenti antecedenti alla musica: perciò le sue
scelte furono molto più selettive di quelle di Schubert , che invece aveva
conservato un atteggiamento oggettivo. Le affinità elettive con i poeti per
Shumann si rivelano in Heinrich Heine Chamisso e Eichendorff , nei quali si
mescolano passioni ed ironie, slanci ed amarezze, col timbro di confessione
intima che costituì la caratteristica del Lied tedesco. Molto complesse sono
le relazioni tra la voce e il pianoforte, che si integrano senza sosta in
una trama costituita da accenti, rinvii, echi svolti con estrema rapidità e
con una densità di natura sinfonica. Fu naturale che a questo punto
s’innestasse nell’invenzione del compositore un linguaggio ancor più ricco e
denso, con lavori sinfonici e cameristici.
All’inizio degli anni ’40, dopo le due fasi iniziali,
quella delle composizioni pianistiche e quella dei Lieder, iniziò una terza
fase “eclettica” nella quale nacquero composizioni appartenenti a diversi
generi musicali che divennero altrettanti capolavori: l’Ouverture Manfred,
il concerto per pianoforte e orchestra, le Quattro sinfonie, e nella musica
da camera il Quintetto Opera 44 , il Quartetto Opera 47 , i Trii Opus 63,
80, 110 , tutti accomunati dalla privilegiata presenza del pianoforte. Alla
fine nella produzione cameristica di Shumann esistono alcuni pezzi brevi,
riuniti in “quaderni” , nei quali ritornano lo stile e il fascino delle
composizioni giovanili per pianoforte. L’impeto romantico vi si manifesta
velato a prova del fatto che il fondamento dell’invenzione di Shumann
consiste nella magia della rievocazione e dell’immaginario.
Nel 1843 lavora ad un periodo compositivo più vario in
cui però sono prevalenti le opere corali (senza dubbio la parte più
misconosciuta dell'opera di Schumann), in quell’anno Felix Mendelssohn
Bartholdy lo chiamà al conservatorio di Lipsia per insegnarvi, cosa che fece
per un anno, per poi dedicarsi a seguire la moglie in tournée in
Russia e stabilirsi quindi a Dresda per darsi totalmente alla composizione.
Nel I854 il tentativo di suicidio nel fiume da cui fu
salvato da alcuni pescatori e di seguito l’internamento in manicomio di
Endenich presso Bonn, si visse ancora per due anni, intervallati da rari
lampi di lucidità, sempre assistito dalla moglie e dall'amico Brahms fino
alla morte, anche se Clara, incinta del suo ultimo bambino, non fu
autorizzata a vederlo fino a due giorni prima della sua morte quando gli
diede per l'ultima volta da mangiare.
Schumann è uno dei compositori romantici per
eccellenza, le sue opere sono un esempio raro di passionalità, sentimenti
intimi, delicati, sensuali, lacrimevoli,decisamente autunnali. Il suo stile
particolare è nettamente riconoscibile, ricco di sfumature intimistiche e
personali ma sempre chiaro e preciso, espresso in un uso dell'armonia assai
personale, che, come avviene per i suoi grandi contemporanei, in particolare
Chopin e Liszt, si rende immediatamente riconoscibile all'orecchio
dell'ascoltatore, soprattutto nei piccoli e numerosissimi brani per
pianoforte, per i quali è giustamente noto e con i quali raggiunge il
massimo della sua bravura.
I concerti sinfonici della Stagione 2009-2010 al Teatro
Comunale di Firenze, si aprono con un omaggio a Robert Schumann in
occasione del bicentenario della nascita affidato alla bacchetta di Ingo
Metzmacher, Direttore principale della Deutsches Symphonie-Orchester di
Berlino. In programma anche la prima esecuzione italiana di "Elogium Musicum"
di Hans Werner Henze. Questo il programma del Teatro Comunale per celebrare
la ricorrenza. Per noi l’occasione di “rivisitare” questo autore e magari
scoprirne venature fin’ora ignorate, chissa….

Johannes Brahms, amico fraterno di Shumann |

Teatro Comunale di Firenze

Robert Schumann

Robert Schumann e la moglie Clara

Clara Wieck, moglie di Shumann
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