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La Villa di Careggi di Lorenzo il
Magnifico era ubicata, come il nome dice, a Careggi, nei sobborghi di
Firenze, o meglio, come allora si diceva in campagna. Non dobbiamo pensare
che Careggi ai tempi di Lorenzo fosse come oggi, occupato da una grande
struttura, una città nella città.
La Villa, una volta fortilizio medievale,
era stata ristrutturata da quel gran architetto che era Michelozzo, lo
stesso che aveva “rabberciato” le ville in campagna del Trebbio e Cafaggiolo
in Mugello. Non dimentichiamo che la Villa di Careggi, oltre le sembianze di
un luogo dove passare ore amene con i compagni eruditi dell’Accademia
Platonica, era anche una magione, abitata veramente da Lorenzo e i propri
figli, la moglie, la madre ed era situata in un punto molto strategico in
caso di pericolo.
Infatti posta proprio all’inizio della
Via di Terzolle, una strada amenissima fra cipressi ed olivi, e passando da
Cercina, (località di origini etrusche), saliva a Castiglione e da qui a
Starniano, Cerreto Maggio, Carlone fino ad arrivare a Spugnole nelle
vicinanze della Pieve di Petroio e al Castello del Trebbio e Cafaggiolo. La
strada poi continuava verso l’Alpe (Appennini come allora erano detti) e
proseguiva fino a Bologna. Non dimentichiamo che Lorenzo sfuggì ad un
attentato gravissimo nella Cattedrale di Firenze, ordito da mani e menti
esperte, attentato nel quale rimase vittima il fratello Giuliano.
A Firenze la cittadinanza amava Lorenzo,
anche in conseguenza di questo fatto, però non dimentichiamo quanti e quanti
potenti gli avrebbero fatto volentieri “la pelle”. Lorenzo era un politico
illuminato, sapeva quando bisognava usare la frusta e quando la carota, ed
ha cercato di risolvere i conflitti con la diplomazia. Era diventato un po’
l’ago della bilancia nelle controversie fra Stati. Sotto di lui l’economia
prese un impulso davvero impressionante. Firenze era la patria di magnati,
grandissimi commercianti, banchieri, lanaioli, setaioli e la città arrivò
veramente a toccare i vertici nell’economia, nella politica, nella
letteratura, nell’arte, ecc. Il Fiorino, moneta fiorentina, era la moneta
più apprezzata, insieme a quella veneziana, e con questa moneta i commerci
si aprirono e prosperarono in ogni parte dell’Italia e dell’Europa.
La Villa di Careggi era cara a Lorenzo, e
da qui l’uomo politico dirigeva e manovrava i propri affari e gli affari di
Stato, in questa specie di Reggia, non troppo lontano dalla casa di Via
Larga (Via Martelli), bellissima ma forse insicura per un politico e un uomo
di stato amato-odiato come lo era lui. Di lui infatti conosciamo due
versioni il Lorenzo detto “il Magnifico”, acclamato dagli amici e il “Lorenzaccio”,
dei nemici, non ultimi, i Frati del convento di San Marco di Padre Girolamo
Savonarola.
La Villa oggi, è chiusa, non è
visitabile, ed è stata acquistata dalla Regione Toscana. Niente è
visitabile, e oggi (3 giugno 2009) questa villa si presenta così come la
vedete nelle foto, scattate da me con un po’ di fortuna. Sopra la loggia ad
archi situata al piano terreno, dove Lorenzo, Pico della Mirandola,
Poliziano, il Pulci, ecc. trascorrevano ore ed ore, piacevolmente e
dissertando sulla cultura neo-platonica, ed annessa al loggiato si trovava
la camera da letto di Lorenzo dove egli, alla fine della sua breve vita, per
una crisi di gotta, malattia allora molto perniciosa, rese la propria anima
a Dio. I medici di Lorenzo, fecero di tutto per salvarlo, e al suo capezzale
c’erano i migliori medici e speziali fiorentini e del nord Italia. Fu curato
con medicine empiriche. Per ultimo fu tentata una mistura di metalli
preziosi e pietre preziose, macinate. Invece di salvargli la vita, questa fu
proprio la causa che accelerò la sua morte. Il medico, suo personale,
“uffialmente” fu ritrovato, il giorno dopo, dentro ad un pozzo e si parlò di
“suicidio”, forse il poveretto fu costretto a suicidarsi oppure esso fu
ucciso dai famigli e amici di Lorenzo per vendetta.
Il Magnifico, non sappiamo bene se morì
con il sostegno del suo acerrimo nemico Savonarola, ma tuttavia morì
ricevendo i conforti religiosi. In un ultimo estremo tentativo di rialzarsi,
egli afferrò il Crocifisso che aveva a capoletto e spirò. A pianterreno la
villa, come appariva qualche anno fa, quando io ebbi la fortuna di
visitarla, c’era un grandissimo salone, con un enorme camino e sulle pareti
grandissime tele che rappresentavano Lorenzo e la sua vita. In una di queste
“malignamente”, come sanno fare certuni, era rappresentata la scena del
medico personale, che veniva “accompagnato” e spinto giù dentro il pozzo,
profondo trenta metri, nel cortile della Villa-palazzo, mentre il
Savonarola, giunto in quell’istante, tentava con tutte le sue forze di
salvare la vita al malcapitato medico.
Bellissima è anche la parte superiore con
il ballatoio dal quale si godeva un panorama davvero stupendo, specialmente
quello verso il parco. Quest’ultimo, era un parco di una bellezza
eccezionale, e all’interno vi erano delle essenze rarissime, e alcune di
queste le troviamo ancora oggi. Fra queste alcuni cornioli o alberi detti
“della pelle” che hanno una corteccia finissima come la pelle di un neonato.
Poi grandi vasche con ninfee in fiore, tuttora esistenti.
La villa meriterebbe di un immediato e
qualificato restauro.
©Paolo Campidori
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La villa di Lorenzo il Magnifico a
Careggi |
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| Scultura davanti
alla villa |
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| Scorcio della villa |
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| Ninfea |
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| La loggia con
soffitto affrescato |
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| La loggia appare tra
gli alberi |
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| Fontana |
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Albero "della pelle" |
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