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Vi siete mai chiesti com’era l’isola Bisentina,
la perla del lago di Bolsena, venti anni fa? Oggi abbiamo
l’opportunità di vederlo grazie ad un filmato amatoriale
realizzato nel 1989 da un gruppo di ragazzi di Guardia
Sanframondi, paese in provincia di Benevento, che vi
trascorsero un campo estivo. I nostri lettori già conoscono
Guardia: nella sezione antropologia di questo sito abbiamo
infatti pubblicato un saggio sulla sua famosa manifestazione
“I riti settennali” con la sfilata dei “battenti”; ci ha
fatto quindi piacere scoprire questo documento che riguarda
così da vicino il nostro territorio.
Ma veniamo al video: si tratta di un gruppo
scout che pianta le sue tende proprio sul grande prato che
fiancheggia la Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo, la più
rilevante architettura che possiamo ammirare sull’isola,
voluta dal card. Alessandro Farnese jr. “il gran cardinale”,
nipote di Paolo III.
Il gruppo è composto solo di ragazzi: si
intravedono gli accompagnatori, forse c’è anche un sacerdote.
Vediamo i giovani impegnati nel montaggio delle tende, mentre
corrono e giocano sul prato, mentre fanno il bagno e in
momenti comunitari. Li seguiamo anche durante una gita in
barca e in una visita a Bolsena. Il video ha carattere
amatoriale e quindi la qualità non è ottimale: le immagini
sono spesso “mosse” e ripetitive. L’operatore si preoccupa
solo di documentare la vita dei vacanzieri sull’isola e non
di mettere in evidenza le emergenze storiche e artistiche
della Bisentina. L’azione tuttavia si svolge tutta sull’isola
che quindi fà costantemente da sfondo: possiamo così ammirare
la sua lussureggiante natura, il verde smeraldo del prato, la
maestà degli alberi secolari, la trasparenza delle acque, la
bella facciata della Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo e la
sua elegante cupola, scorci dei giardini, il suggestivo
tempietto sangallesco della Rocchina...
Ma quello che soprattutto traspare dal video è
la vivacità e la gioia di questo gruppo di ragazzi venuti da
lontano che hanno avuto l’opportunità di vivere a contatto
con una natura incontaminata, in un ambiente paesaggistico
tra i più belli ed evocativi che si possano immaginare.
Un’esperienza che tutti noi vorremmo fare ma che
probabilmente non sarà mai più possibile, considerato che
oggi non è nemmeno consentito visitare l’isola, chiusa nella
sua nobile solitudine. Dovremo solo accontentarci di ammirare
il suo incantevole profilo dalla spiaggia di Capodimonte o,
disponendo di una barca, circumnavigarla, magari sostando per
un tuffo al bagno della Duchessa.
Comunque un altro importante bene storico,
archeologico, ambientale e culturale sottratto alla fruizione
del pubblico. Non il solo, purtroppo, in questa terra di
Tuscia.
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